Art. 555 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Forma del pignoramento

Articolo 555 - codice di procedura civile

Il pignoramento immobiliare si esegue mediante notificazione (137) al debitore e successiva trascrizione (2658, 2659, 2672 c.c.) di un atto (170 att.) nel quale gli si indicano esattamente, con gli estremi richiesti dal codice civile per l’individuazione dell’immobile ipotecato (2826, 2841 c.c.), i beni e i diritti immobiliari (812, 813 c.c.) che si intendono sottoporre a esecuzione, e gli si fa l’ingiunzione prevista nell’art. 492.
Immediatamente dopo la notificazione l’ufficiale giudiziario consegna copia autentica dell’atto con le note di trascrizione (2658, 2659 c.c.) al competente conservatore dei registri immobiliari (2663 c.c.), che trascrive l’atto e gli restituisce una delle note (561; 2664 c.c.).
Le attività previste nel comma precedente possono essere compiute anche dal creditore pignorante, al quale l’ufficiale giudiziario, se richiesto, deve consegnare gli atti di cui sopra (557).

Articolo 555 - Codice di Procedura Civile

Il pignoramento immobiliare si esegue mediante notificazione (137) al debitore e successiva trascrizione (2658, 2659, 2672 c.c.) di un atto (170 att.) nel quale gli si indicano esattamente, con gli estremi richiesti dal codice civile per l’individuazione dell’immobile ipotecato (2826, 2841 c.c.), i beni e i diritti immobiliari (812, 813 c.c.) che si intendono sottoporre a esecuzione, e gli si fa l’ingiunzione prevista nell’art. 492.
Immediatamente dopo la notificazione l’ufficiale giudiziario consegna copia autentica dell’atto con le note di trascrizione (2658, 2659 c.c.) al competente conservatore dei registri immobiliari (2663 c.c.), che trascrive l’atto e gli restituisce una delle note (561; 2664 c.c.).
Le attività previste nel comma precedente possono essere compiute anche dal creditore pignorante, al quale l’ufficiale giudiziario, se richiesto, deve consegnare gli atti di cui sopra (557).

Massime

Nel caso di sequestro penale o confisca disposti ex l. n. 575 del 1965 su un bene immobile oggetto di espropriazione forzata, l’interesse dello Stato a confiscare il bene prevale, secondo quanto disposto dall’art. 1, comma 194, della l. n. 228 del 2012, su quello del creditore a soddisfarsi sull’immobile, ma è sempre recessivo rispetto a quello del terzo che si sia reso aggiudicatario del bene, anche in via provvisoria, in data anteriore all’entrata in vigore della stessa l. n. 228 del 2012 (1° gennaio 2013), restando irrilevante la circostanza che l’erario abbia proposto opposizione di terzo con ricorso depositato anteriormente all’aggiudicazione, qualora la procedura esecutiva non sia stata tempestivamente sospesa. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3709 del 8 febbraio 2019

Il termine di efficacia del pignoramento immobiliare decorre dal perfezionamento della sua notifica, senza che possa operare il principio della scissione degli effetti della notificazione per il notificante e per il destinatario dell’atto, applicabile solo quando dall’intempestivo esito del procedimento notificatorio, per la parte di questo sottratta alla disponibilità del notificante, potrebbero derivare conseguenze negative per quest’ultimo, e non, invece, quando un termine debba decorrere o un altro adempimento debba essere compiuto dal tempo dell’avvenuta notifica, in tal caso dovendosi considerare per entrambe le parti l’epoca di perfezionamento della notificazione dell’atto nei confronti del destinatario. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 18758 del 28 luglio 2017

In tema di esecuzione immobiliare, ove all’erronea indicazione, nell’atto di pignoramento e nella nota di trascrizione, dei dati identificativi dell’immobile staggito consegua un nuovo pignoramento, compiuto asseritamente “in rettifica” del precedente, il vincolo in tal guisa apposto al bene non è opponibile al terzo acquirente in forza di titolo trascritto anteriormente alla trascrizione del secondo pignoramento, il solo idoneo a produrre gli effetti anche sostanziali del pignoramento, con conseguente salvezza dei diritti “medio tempore” validamente acquisiti dai terzi. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5780 del 8 marzo 2017

La trascrizione del pignoramento immobiliare rileva quale atto integrativo della sua efficacia, mirando ad assicurare che la vendita o l’assegnazione forzata siano opponibili ai terzi, sicché al termine per la rinnovazione della trascrizione si applica la disposizione, di carattere generale giusta gli artt. 1187, secondo comma, cod. civ. e 155, quarto comma, cod. proc. civ., concernente la proroga di diritto del giorno di scadenza, se festivo, al primo giorno seguente non festivo. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 9572 del 12 maggio 2015

In materia di espropriazione immobiliare, il pignoramento, pur componendosi di due momenti processuali, cui corrispondono i due diversi adempimenti della notifica dell’atto al debitore esecutato e della sua trascrizione nei registri immobiliari, è strutturato come fattispecie a formazione progressiva, nella quale, mentre la notificazione dell’ingiunzione al debitore segna l’inizio del processo esecutivo (e produce, tra gli altri effetti, quello dell’indisponibilità del bene pignorato), la trascrizione ha la funzione di completare il pignoramento, non solo consentendo la produzione dei suoi effetti sostanziali nei confronti dei terzi e di pubblicità notizia nei confronti dei creditori concorrenti, ma ponendosi anche come presupposto indispensabile perché il giudice dia seguito all’istanza di vendita del bene. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la decisione con cui il giudice di merito – in relazione ad una fattispecie caratterizzata dalla ricorrenza di due pignoramenti contestuali, notificati, rispettivamente, a nome di ciascun creditore, uno solo dei quali, però, risultava trascritto – aveva dichiarato l’estinzione della procedura esecutiva, in ragione della rinuncia agli atti proveniente dal solo creditore che aveva provveduto alla trascrizione del pignoramento, senza che l’altro fosse intervenuto nella processo esecutivo dal primo instaurato). Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 7998 del 20 aprile 2015

In tema di espropriazione forzata immobiliare, è valido l’atto di pignoramento che rechi un’unica sottoscrizione dell’ufficiale giudiziario, apposta in calce alla relazione di notificazione stilata di seguito all’ingiunzione al debitore ex art. 492 c.p.c., garantendo tale sottoscrizione la provenienza dall’ufficiale giudiziario anche dell’ingiunzione. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2859 del 13 febbraio 2015

È nullo l’atto di pignoramento immobiliare privo della sottoscrizione del difensore, comportando tale vizio altresì l’invalidità dell’ordinanza di vendita, in quanto atto collegato al pignoramento. Tale nullità, tuttavia, resta sanata, senza propagarsi alle successive fasi del processo di esecuzione, se non rilevata d’ufficio, ovvero non fatta valere col rimedio dell’opposizione agli atti esecutivi, prima della pronuncia dell’ordinanza di vendita, ovvero entro venti giorni dalla conoscenza legale che di tale ordinanza abbia avuto il debitore. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6264 del 20 aprile 2012

In tema di esecuzione forzata, l’atto di pignoramento immobiliare, a norma del combinato disposto degli artt. 170 disp. att. c.p.c. e 125 c.p.c., deve essere sottoscritto dal creditore pignorante, se esso sta in giudizio personalmente, o dal suo difensore munito di procura, la quale, una volta rilasciata, ha validità per tutto il procedimento esecutivo. Ne consegue che è valido l’atto di pignoramento immobiliare sottoscritto dal difensore, al quale il creditore abbia conferito procura alle liti nell’atto di precetto. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1687 del 7 febbraio 2012

La trascrizione del pignoramento immobiliare nei registri immobiliari è elemento necessario perché tale atto produca i suoi effetti, sicché la sua cancellazione, indipendentemente dalla validità o meno del titolo in base al quale essa è stata effettuata, impedisce di dare seguito all’istanza di vendita del bene immobile pignorato, giacché la cancellazione medesima opera come autonoma causa di estinzione della pubblicità, che ne fa venir meno gli effetti rispetto ad ogni interessato. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 17367 del 18 agosto 2011

L’esecuzione del pignoramento immobiliare delineata dall’art. 555 c.p.c. ha natura unitaria, benché a formazione progressiva, e si attua attraverso la fase della notifica dell’atto e quella della sua trascrizione. Pertanto, la successiva rettifica, ovvero la rinnovazione di trascrizione carente o erronea, non è sufficiente alla sanatoria dell’invalidità, perché la semplice notifica dell’atto di pignoramento non ha rilevanza autonoma, indipendentemente dalla natura costitutiva o meramente dichiarativa della trascrizione stessa ; soltanto la rinnovazione sia della notifica che della trascrizione tutela in modo coerente e completo il contraddittorio nell’ambito del processo esecutivo, atteso che il debitore esecutato è in tal modo in grado di conoscere per intero tutti gli elementi necessari alla corretta definizione del processo esecutivo e lo stesso aggiudicatario del bene staggito beneficia della tutela prevista dall’art. 2929 c.c., che sarebbe, invece, esclusa nelle ipotesi di illegittimità dell’esecuzione. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 12429 del 16 maggio 2008

L’atto di pignoramento immobiliare privo della sottoscrizione del difensore munito di procura è nullo, senza che possa ritenersi equipollente della mancata sottoscrizione la circostanza che il pignoramento sia stato richiesto da difensore munito di procura rilasciata sull’atto di precetto. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 7017 del 26 luglio 1997

Il pignoramento di un terreno si estende, in difetto di espressa previsione contraria, al fabbricato che insiste sul terreno medesimo, ove tale fabbricato manchi di autonomia economica (possibilità di separazione dal suolo), o di autonomia giuridica (spettanza della proprietà a soggetto diverso dal proprietario del suolo), sì da costituire parte integrante di un’unica entità immobiliare. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 7522 del 10 ottobre 1987

Il proprietario di un appartamento, ancorché ubicato in edificio condominiale, non può essere assoggettato ad esecuzione per espropriazione forzata limitatamente ad alcuni vani o porzioni dell’appartamento medesimo, dato che questo costituisce, funzionalmente e giuridicamente, un’unità indivisibile, suscettibile di frazionamento in più beni distinti solo con modifiche strutturali affidate all’iniziativa del proprietario stesso. L’incompletezza, nell’atto di pignoramento immobiliare, degli estremi richiesti dal primo comma dell’art. 555 c.p.c., che non si traduca nell’assoluta incertezza nell’individuazione del bene, determina una nullità non assoluta, ma sanabile, ove non dedotta con opposizione ai sensi dell’art. 617 c.p.c., nel termine perentorio di cinque giorni dalla data di effettuazione del pignoramento medesimo. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4612 del 4 settembre 1985

Il pignoramento immobiliare può essere eseguito anche mediante la notifica ai sensi dell’art. 143 c.p.c., giacché la legge processuale, prescrivendo forme e modalità del pignoramento e, quindi, quelle della relativa notificazione, non distingue fra le varie possibili forme di quest’ultima. Né la presunzione di conoscenza dell’atto notificato derivante — a norma dell’art. 143 citato — a carico del debitore, nominato custode a sua insaputa, può esaurire i presupposti soggettivi della responsabilità penale ex artt. 334 e 335 c.p. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6344 del 6 dicembre 1979

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