Art. 541 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Distribuzione amichevole

Articolo 541 - codice di procedura civile

Se i creditori concorrenti chiedono la distribuzione della somma ricavata (509) secondo un piano concordato, il giudice dell’esecuzione, sentito il debitore (485, 604), provvede in conformità (2916 c.c.).

Articolo 541 - Codice di Procedura Civile

Se i creditori concorrenti chiedono la distribuzione della somma ricavata (509) secondo un piano concordato, il giudice dell’esecuzione, sentito il debitore (485, 604), provvede in conformità (2916 c.c.).

Massime

Per il disposto degli artt. 512, 541 e 542 cod. proc. civ. la distribuzione del ricavato della vendita forzata deve avvenire con l’accordo di tutti i creditori concorrenti, oppure in contraddittorio tra questi ed il debitore escusso, per cui in caso di controversia in sede di distribuzione, si profila tra tali soggetti una situazione di litisconsorzio necessario ex art. 102 cod. proc. civ., e ciascuno di essi deve essere convenuto in giudizio indipendentemente dalla circostanza che abbia partecipato oppure no alla discussione del progetto di distribuzione. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 10179 del 14 ottobre 1998

Nel processo di esecuzione mobiliare, la distribuzione della somma ricavata dalla vendita dei beni pignorati secondo un piano concordato fra tutti i creditori aventi diritto alla partecipazione ed approvato dal pretore a norma dell’art. 541 c.p.c. (cosiddetta distribuzione amichevole) è un negozio giuridico con il quale i creditori concorrenti liberamente dispongono della somma ricavata dalla vendita; essi pertanto, nella loro autonomia negoziale, ben possono modificare, anche transattivamente, l’ordine delle graduazioni, i diritti di prelazione e l’ammontare dei crediti rispettivi, con la conseguenza che tale piano, una volta concordato, esplica la sua piena efficacia: la relativa approvazione potrà, quindi, essere negata solo nei casi in cui il pretore, nell’esercizio del controllo affidatogli, accerti la mancata partecipazione alla relativa stipulazione di tutti i creditori aventi diritto alla distribuzione ovvero accerti, in mancanza di un diverso specifico accordo, il mancato rispetto dei diritti di prelazione; fuori di queste ipotesi, il pretore deve perciò provvedere «in conformità», come previsto dalla norma indicata. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1954 del 14 maggio 1977

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