Art. 530 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Provvedimento per l'assegnazione o per l'autorizzazione della vendita

Articolo 530 - codice di procedura civile

Sull’istanza di cui all’articolo precedente il giudice dell’esecuzione (1) fissa l’udienza per l’audizione delle parti (485).
All’udienza le parti possono fare osservazioni circa l’assegnazione e circa il tempo e le modalità della vendita, e debbono proporre, a pena di decadenza, le opposizioni agli atti esecutivi (617 ss.), se non sono già decadute dal diritto di proporle (619).
Se non vi sono opposizioni o se su di esse si raggiunge l’accordo delle parti comparse, il giudice dell’esecuzione (1) dispone con ordinanza (487) l’assegnazione (162 att.; 2798, 2825 c.c.) o la vendita (2919 ss. c.c.).
Se vi sono opposizioni il giudice dell’esecuzione (1) le decide con sentenza (277 ss., 618) e dispone con ordinanza l’assegnazione o la vendita (162, 164 att.).
Qualora ricorra l’ipotesi prevista dal secondo comma (2) dell’art. 525, e non siano intervenuti creditori fino alla presentazione del ricorso, il giudice dell’esecuzione (1) provvederà con decreto per l’assegnazione o la vendita; altrimenti provvederà a norma dei commi precedenti, ma saranno sentiti soltanto i creditori intervenuti nel termine previsto dal secondo comma (2) dell’art. 525 (500, 526, 564, 566, 629).
Il giudice dell’esecuzione stabilisce che il versamento della cauzione, la presentazione delle offerte, lo svolgimento della gara tra gli offerenti, ai sensi dell’articolo 532, nonchè il pagamento del prezzo, siano effettuati con modalità telematiche, salvo che le stesse siano pregiudizievoli per gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento della procedura (3).
In ogni caso il giudice dell’esecuzione può disporre che sia effettuata la pubblicità prevista dall’articolo 490, secondo comma, almeno dieci giorni prima della scadenza del termine per la presentazione delle offerte o della data dell’incanto. Il giudice dispone che sia sempre effettuata la pubblicità prevista dall’articolo 490, primo comma, nel rispetto del termine di cui al periodo precedente (4).
Fuori dell’ipotesi prevista dal secondo comma dell’articolo 525, il giudice dell’esecuzione può disporre che il versamento del prezzo abbia luogo ratealmente ed entro un termine non superiore a dodici mesi; si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 569, terzo comma, terzo periodo, 574, primo comma, secondo periodo, e 587, primo comma, secondo periodo (5).

Articolo 530 - Codice di Procedura Civile

Sull’istanza di cui all’articolo precedente il giudice dell’esecuzione (1) fissa l’udienza per l’audizione delle parti (485).
All’udienza le parti possono fare osservazioni circa l’assegnazione e circa il tempo e le modalità della vendita, e debbono proporre, a pena di decadenza, le opposizioni agli atti esecutivi (617 ss.), se non sono già decadute dal diritto di proporle (619).
Se non vi sono opposizioni o se su di esse si raggiunge l’accordo delle parti comparse, il giudice dell’esecuzione (1) dispone con ordinanza (487) l’assegnazione (162 att.; 2798, 2825 c.c.) o la vendita (2919 ss. c.c.).
Se vi sono opposizioni il giudice dell’esecuzione (1) le decide con sentenza (277 ss., 618) e dispone con ordinanza l’assegnazione o la vendita (162, 164 att.).
Qualora ricorra l’ipotesi prevista dal secondo comma (2) dell’art. 525, e non siano intervenuti creditori fino alla presentazione del ricorso, il giudice dell’esecuzione (1) provvederà con decreto per l’assegnazione o la vendita; altrimenti provvederà a norma dei commi precedenti, ma saranno sentiti soltanto i creditori intervenuti nel termine previsto dal secondo comma (2) dell’art. 525 (500, 526, 564, 566, 629).
Il giudice dell’esecuzione stabilisce che il versamento della cauzione, la presentazione delle offerte, lo svolgimento della gara tra gli offerenti, ai sensi dell’articolo 532, nonchè il pagamento del prezzo, siano effettuati con modalità telematiche, salvo che le stesse siano pregiudizievoli per gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento della procedura (3).
In ogni caso il giudice dell’esecuzione può disporre che sia effettuata la pubblicità prevista dall’articolo 490, secondo comma, almeno dieci giorni prima della scadenza del termine per la presentazione delle offerte o della data dell’incanto. Il giudice dispone che sia sempre effettuata la pubblicità prevista dall’articolo 490, primo comma, nel rispetto del termine di cui al periodo precedente (4).
Fuori dell’ipotesi prevista dal secondo comma dell’articolo 525, il giudice dell’esecuzione può disporre che il versamento del prezzo abbia luogo ratealmente ed entro un termine non superiore a dodici mesi; si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 569, terzo comma, terzo periodo, 574, primo comma, secondo periodo, e 587, primo comma, secondo periodo (5).

Note

(1) La parola: «pretore» è stata sostituita dalle parole: «giudice dell’esecuzione» dall’art. 93 del D.L.vo 19 febbraio 1998, n. 51, recante l’istituzione del giudice unico, a decorrere dal 2 giugno 1999.
(2) Le parole: «terzo comma» sono state così sostituite dalle attuali: «secondo comma» dall’art. 2, comma 3, lett. e), n. 15), del D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, nella L. 14 maggio 2005, n. 80.
A norma dell’art. 2, comma 3
sexies, dello stesso provvedimento, come sostituito dall’art. 1, comma 6, della L. 28 dicembre 2005, n. 263 e successivamente modificato dall’art. 39 quater del D.L. 30 dicembre 2005, n. 273, convertito, con modificazioni, nella L. 23 febbraio 2006, n. 51, questa disposizione entra in vigore il 1° marzo 2006 e si applica anche alle procedure esecutive pendenti a tale data di entrata in vigore. Quando tuttavia è già stata ordinata la vendita, la stessa ha luogo con l’osservanza delle norme precedentemente in vigore. L’intervento dei creditori non muniti di titolo esecutivo conserva efficacia se avvenuto prima del 1° marzo 2006.
(3) Questo comma, precedentemente aggiunto dall’art. 4, comma 8, lett. d bis), del D.L. 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, nella L. 22 febbraio 2010, n. 24, è stato da ultimo così sostituito, dall’art. 48, comma 1, del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, nella L. 11 agosto 2014, n. 114. A norma del comma 2, le disposizioni del comma 1 dell’art. 48, si applicano alle vendite disposte a decorrere dal trentesimo giorno successivo alla entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
(4) Questo periodo è stato aggiunto dall’art. 13, comma 1, lett. e), n. 1), del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, nella L. 6 agosto 2015, n. 132.
A norma dell’art. 23, comma 2, del medesimo provvedimento, tali disposizioni si applicano decorsi trenta giorni dalla pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale delle specifiche tecniche previste dall’articolo 161 quater delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile.
(5) Questo comma è stato aggiunto dall’art. 13, comma 1, lett. e), n. 2), del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, nella L. 6 agosto 2015, n. 132.
A norma dell’art. 23, comma 9, del medesimo provvedimento, tali disposizioni, si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore
del presente decreto. Quando è già stata disposta la vendita, la stessa ha comunque luogo con l’osservanza delle norme precedentemente in vigore e le disposizioni di cui al presente decreto si applicano quando il giudice o il professionista delegato dispone una nuova vendita.

Massime

In base al combinato disposto degli artt. 530, ultimo comma, e 525, terzo comma, c.p.c. (nel testo antecedente le modifiche di cui al d.l. 14 marzo 2005, n. 35, convertito nella legge 14 maggio 2005, n. 80) applicabile “ratione temporis”, in caso di pignoramento di beni, o di deposito di somme da parte del debitore, al fine di evitare il pignoramento, di valore non superiore al limite di euro 5.164,57, stabilito dallo stesso art. 525 c.p.c., la vendita o l’assegnazione, in assenza di creditori intervenienti, possono essere disposti con decreto, senza che venga fissata apposita udienza per l’audizione delle parti, a norma del primo comma del citato art. 530 c.p.c.. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 937 del 24 gennaio 2012

La regola contenuta nell’art. 2929 c.c., secondo il quale la nullità degli atti esecutivi che hanno preceduto la vendita e l’assegnazione non ha effetto riguardo all’acquirente o all’assegnatario, non trova applicazione quando la nullità riguardi proprio la vendita o l’assegnazione, sia che si tratti di vizi che direttamente la concernano, sia che si tratti di vizi che rappresentino il riflesso della tempestiva e fondata impugnazione di atti del procedimento esecutivo anteriori ma ad essi obbligatoriamente prodromici. (Nella specie, la nullità dell’aggiudicazione e del conseguente decreto di trasferimento sono state dichiarate, in sede di cassazione con rinvio della sentenza di rigetto dell’opposizione agli atti esecutivi, perché l’udienza di vendita, rifissata dopo un rinvio disposto d’ufficio, non era stata preceduta dalle formalità obbligatorie di pubblicità). Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 13824 del 9 giugno 2010

Il provvedimento di assegnazione di una somma depositata su un libretto di risparmio — da considerare titolo di credito, e perciò assegnabile ai sensi del secondo comma dell’art. 529 c.p.c. — ha una rilevanza esclusivamente interna al procedimento esecutivo, si che contro di esso non sono ammessi i rimedi propri del processo di cognizione, né in particolare alcune delle impugnazioni proprie di detto processo, tra cui il ricorso per cassazione. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 7166 del 2 agosto 1997

L’ordinanza di rigetto dell’istanza di revoca di un provvedimento di assegnazione disposta dal giudice dell’esecuzione ai sensi del secondo comma dell’art. 529 c.p.c., non avendo il carattere della definitività, non è impugnabile con il ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., bensì è soggetta all’opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.), oppure, ricorrendone i presupposti, all’opposizione in sede di distribuzione del ricavato (art. 512 c.p.c.), ove all’assegnazione si debba attribuire funzione satisfattoria. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1164 del 15 febbraio 1996

Nel processo di espropriazione forzata – che si articola in una pluralità di fasi, ciascuna delle quali si chiude con un atto esecutivo rispetto al quale gli atti precedenti della medesima fase hanno funzione preparatoria – la fase della vendita, che inizia dopo l’ordinanza che stabilisce le modalità e la data della vendita forzata e si conclude con il provvedimento di trasferimento coattivo del bene che segue l’aggiudicazione, comprende quali atti preparatori le forme della pubblicità legale e di quella aggiuntiva disposta dal giudice dell’esecuzione, la cui mancanza od irregolarità vizia di nullità lo stesso atto esecutivo di vendita, con la conseguenza che in tale ipotesi non è applicabile la norma di cui all’art. 2929 c.c. (secondo la quale la nullità degli atti esecutivi precedenti alla vendita non ha effetto riguardo all’aggiudicatario, salvo il caso di collusione con il creditore procedente) e la nullità è opponibile all’aggiudicatario. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3130 del 1 aprile 1987

Non è impugnabile col ricorso per cassazione, a norma dell’art. 111 della Costituzione, il provvedimento con cui il pretore, nella espropriazione forzata mobiliare, a seguito di istanza del creditore pignorante, dichiarata l’urgenza, ai sensi degli artt. 3 della L. 7 ottobre 1969, n. 742 e 92 del R.D. 30 gennaio 1941, n. 12, fissa nel periodo feriale l’udienza per la determinazione della data e delle modalità della vendita, in quanto tale provvedimento non ha natura decisoria, ma solo ordinatoria delle attività processuali, né ha carattere definitivo, essendo esperibile nei suoi confronti il rimedio dell’opposizione agli atti esecutivi di cui all’art. 617 c.p.c. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2880 del 19 maggio 1979

Il provvedimento di assegnazione dei beni espropriati, emesso ai sensi dell’art. 530 c.p.c. è impugnabile con l’opposizione agli atti esecutivi di cui all’art. 617 dello stesso codice e contro la sentenza emessa a conclusione del relativo procedimento, dichiarata non impugnabile dall’art. 618 c.p.c., è ammissibile il ricorso per cassazione a norma dell’art. 111 della Costituzione. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3901 del 7 settembre 1977

La mancata espressa menzione delle istanze di vendita, nella ordinanza con la quale questa viene autorizzata, non vale a porre nel nulla le dette istanze, essendo la loro esistenza ed efficacia condizionate soltanto dai requisiti intrinseci di esse, e non anche da espliciti riconoscimenti del giudice dell’esecuzione. Pertanto, in nessun caso la indicata omissione può equipararsi a mancanza dell’impulso necessario per impedire la cessazione dell’efficacia del pignoramento, così come al mancato riferimento espresso alla pluralità dei pignoramenti non corrisponde la perdita dell’autonomo effetto proprio di ciascuno di essi. Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 548 del 24 febbraio 1973

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