Art. 507 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Forma dell'assegnazione

Articolo 507 - codice di procedura civile

L’assegnazione si fa mediante ordinanza del giudice dell’esecuzione (134, 484, 487) contenente l’indicazione dell’assegnatario, del creditore pignorante, di quelli intervenuti, del debitore, ed eventualmente del terzo proprietario, del bene assegnato e del prezzo di assegnazione (162 att.).

Articolo 507 - Codice di Procedura Civile

L’assegnazione si fa mediante ordinanza del giudice dell’esecuzione (134, 484, 487) contenente l’indicazione dell’assegnatario, del creditore pignorante, di quelli intervenuti, del debitore, ed eventualmente del terzo proprietario, del bene assegnato e del prezzo di assegnazione (162 att.).

Massime

L’ordinanza di assegnazione, costituendo titolo esecutivo nei confronti del terzo, può essere notificata unitamente al precetto, ma se nella stessa viene fissato un termine, decorrente dalla notifica, per effettuare il pagamento, il terzo che adempia entro la scadenza non può essere tenuto a sopportare le spese del precetto, ove intimate, perchè superflue ed in quanto il credito, se ancora sussistente, non era eseguibile al momento del precetto. Cassazione civile, Sez. VI-III, ordinanza n. 13112 del 24 maggio 2017

L’inesistenza giuridica del provvedimento di assegnazione emesso nel corso del procedimento esecutivo — la quale, a differenza della semplice nullità, è deducibile anche dopo la scadenza del termine di cinque giorni fissato dall’art. 617 c.p.c. — ricorre allorché l’atto sia strutturato in modo da non presentare alcuna rispondenza con il modello normativo (artt. 507, 508, 530 e 590 c.p.c.) ed è, pertanto, da escludere nel caso in cui, nonostante la configurabilità di determinate violazioni di legge, sussistano la potestas decidendi dell’organo che ha emesso il provvedimento e la manifestazione di volontà diretta a fargli conseguire gli effetti propri della fattispecie legale. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5845 del 5 novembre 1981

Il provvedimento con cui il giudice dell’esecuzione, adito per l’assegnazione di un credito pignorato, pronuncia detta assegnazione, rigettando «perché defatigatoria» l’eccezione del debitore pignorato diretta a contestare il diritto del creditore di procedere all’esecuzione, conserva forma e sostanza di ordinanza ex art. 507 c.p.c. e non è soggetta a regolamento di competenza; il provvedimento, infatti, per quanto attiene all’eccezione si esaurisce in una mera constatazione della improponibilità di questa in sede di assegnazione, e della sua inefficacia in astratto a paralizzare l’assegnazione stessa, e non contiene, anche se risulta già instaurata e pendente in altra sede opposizione all’esecuzione, alcuna pronuncia implicita sulla competenza per litispendenza o connessione. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 98 del 16 gennaio 1952

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