Art. 380 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Deliberazione della sentenza

Articolo 380 - codice di procedura civile

La Corte, dopo la discussione della causa, delibera nella stessa seduta, la sentenza in camera di consiglio.
Si applica alla deliberazione della corte la disposizione dell’articolo 276 (141 att.).

Articolo 380 - Codice di Procedura Civile

La Corte, dopo la discussione della causa, delibera nella stessa seduta, la sentenza in camera di consiglio.
Si applica alla deliberazione della corte la disposizione dell’articolo 276 (141 att.).

Massime

Il ricorso incidentale condizionato, proposto dalla parte interamente vittoriosa su questioni pregiudiziali decise in senso ad essa sfavorevole nella precedente fase di merito, può essere esaminato e deciso con priorità, senza tenere conto della sua subordinazione all’accoglimento del ricorso principale, quando sia fondato su una ragione più liquida che consenta di modificare l’ordine delle questioni da trattare, in adesione alle esigenze di celerità del giudizio e di economia processuale di cui agli artt. 24 e 111 Cost. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha definito un giudizio in tema di revoca della pensione nel senso dell’improponibilità della domanda giudiziale per difetto di domanda amministrativa, laddove la corte d’appello aveva dichiarato la decadenza ex art. 42 del d.l. n. 269 del 2003, conv. in l. n. 326 del 2003). Cassazione civile, Sez. Lav., sentenza n. 23531 del 18 novembre 2016

Nel giudizio di cassazione, l’adozione del modello della motivazione semplificata nella decisione dei ricorsi – sorto per esigenze organizzative di smaltimento dell’arretrato e di contenimento dei tempi di trattazione dei procedimenti civili entro termini di durata ragionevole, nel rispetto del principio di cui all’art. 111, secondo comma, Cost. – si giustifica ove l’impugnazione proposta non solleciti l’esercizio della funzione nomofilattica, ponendo questioni la cui soluzione comporti l’applicazione di principi già affermati in precedenza dalla Corte, e dai quali questa non intenda discostarsi. Né l’utilizzazione della motivazione semplificata è preclusa dalla particolare ampiezza degli atti di parte, ove detta ampiezza – che, pur non trasgredendo alcuna prescrizione formale di ammissibilità, già collide con l’esigenza di chiarezza e sinteticità dettata dall’obiettivo di un processo celere – neppure sia proporzionale alla complessità giuridica o all’importanza economica delle fattispecie affrontate, e si risolva in un’inutile sovrabbondanza, connotata da assemblaggi e trascrizioni di atti e provvedimenti dei precedenti gradi del giudizio. Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 11199 del 4 luglio 2012

Nel procedimento davanti alla Corte di cassazione il dispositivo deliberato in camera di consiglio – anche nelle controversie in materia di lavoro e al contrario rispetto a quanto previsto per queste ultime nei giudizi di merito dove si procede alla lettura in udienza – non assume rilevanza esterna, ma è un atto avente valore meramente interno; conseguentemente, atteso che le sentenze hanno valore d’atto giurisdizionale solo con la pubblicazione, alla Corte è consentito modificare l’originario dispositivo sino a tale momento. (In applicazione di tale principio la Corte di cassazione ha ritenuto legittima la rinnovazione della notificazione nulla del ricorso incidentale, disposta con dispositivo diverso rispetto ad uno precedente che aveva dichiarato l’inammissibilità dello stesso ricorso incidentale). Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 9892 del 11 maggio 2005

Anche nel giudizio di cassazione, qualora sopravvenga, dopo la deliberazione della decisione della Corte di cassazione e prima della pubblicazione della stessa, la dichiarazione di illegittimità costituzionale di una norma di legge e tale dichiarazione si palesi tale da condizionare il contenuto ed il tipo di decisione che la Corte stessa è chiamata a rendere, sussiste il dovere della Corte di cassazione di tenere conto della suddetta dichiarazione, posto che anche il giudizio di cassazione pende sino a quando la sentenza non sia stata pubblicata e considerato che le norme dichiarate incostituzionali non possono avere applicazione dopo la pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale. (In applicazione di tale principio la Suprema Corte, con riferimento alla sopravvenienza, rispetto alla deliberazione della decisione, della dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma sul foro per le cause in cui sono parti i magistrati, di cui all’art. 30 bis, primo comma, c.p.c., ad eccezione della parte relativa alle azioni civili concernenti le restituzioni e il risarcimento del danno da reato, di cui sia parte un magistrato, nei termini di cui all’art. 11 c.p.p., operata dalla sentenza n. 147 del 2004, ha disposto, dopo essersi riconvocata in camera di consiglio, l’annullamento con rinvio della sentenza del giudice di pace, declinatoria della propria competenza per territorio per essere il giudizio di opposizione ad ordinanza-ingiunzione stato promosso da un giudice onorario presso il medesimo ufficio, tenuto conto che il ricorrente, proponendo ricorso per cassazione, si era doluto del fatto che il giudice di pace avesse rilevato d’ufficio la propria incompetenza, ed aveva altresì eccepito l’incostituzionalità dell’art. 30 bis c.p.c.). Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 16081 del 18 agosto 2004

Il giudice di legittimità provvede d’ufficio sulla cassazione della sentenza impugnata con o senza rinvio o decidendo nel merito, secondo che il vizio riscontrato rientri nelle ipotesi previste dagli artt. 382, 383 o 384, primo comma, ultima parte, c.p.c., sicché è irrilevante l’eventuale erroneità delle richieste delle parti in un senso o nell’altro. Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 12235 del 19 agosto 2002

Istituti giuridici

Novità giuridiche