Art. 378 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Deposito di memorie di parte

Articolo 378 - codice di procedura civile

Le parti possono presentare le loro memorie in cancelleria non oltre cinque giorni prima dell’udienza (370; 140 att.).

Articolo 378 - Codice di Procedura Civile

Le parti possono presentare le loro memorie in cancelleria non oltre cinque giorni prima dell’udienza (370; 140 att.).

Massime

L’art. 380-bis.1 c.p.c. consente alle parti di depositare le loro memorie non oltre dieci giorni prima dell’adunanza in camera di consiglio, sicché non può intendersi preclusa alla medesima parte, nel rispetto dell’anzidetto termine, la presentazione di più memorie, senza che il deposito di una prima memoria implichi la consumazione del potere di difesa scritta. Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 18127 del 31 agosto 2020

La richiesta di pronuncia, in sede di legittimità, sull’istanza di rimborso delle spese processuali affrontate dalla parte per resistere vittoriosamente all’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza di merito impugnata, può essere esaminata alla condizione che l’istanza, e i relativi documenti da produrre, siano stati notificati alla controparte, ovvero che il contraddittorio con la medesima sia stato comunque rispettato in ragione della sua presenza all’udienza, così da permetterle di interloquire sul punto. Cassazione civile, Sez. VI-III, ordinanza n. 18079 del 31 agosto 2020

In tema di giudizio di legittimità – si svolga esso nella forma della camera di consiglio, ovvero della pubblica udienza -, la mancata riproposizione, nella memoria ex art. 378 c.p.c., dell’istanza di distrazione delle spese processuali non implica tacita rinuncia alla stessa, non rivestendo tale memoria la funzione di ribadire o precisare le conclusioni svolte negli atti introduttivi, bensì di illustrare i motivi o le difese articolate, rispettivamente, nel ricorso e nel controricorso e di replicare alle difese contenute nel detto controricorso, nonché di segnalare mutamenti della giurisprudenza o sopravvenienze normative rilevanti e, eventualmente, di richiedere la distrazione delle spese. Cassazione civile, Sez. VI-III, ordinanza n. 14098 del 7 luglio 2020

Nel giudizio davanti la Corte di Cassazione, è irricevibile la memoria difensiva presentata in prossimità dell’udienza, con la quale la parte che non ha depositato il controricorso spiega, per la prima volta, le ragioni di resistenza al ricorso, perché, in assenza di controricorso, la parte intimata non può presentare memorie. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 27140 del 15 novembre 2017

In tema di giudizio di cassazione, il rispetto del termine per il deposito delle memorie scritte di parte deve essere verificato con riguardo al momento in cui le stesse pervengono in cancelleria, e non a quello in cui sono spedite, non essendo applicabili le modalità di spedizione previste, in via eccezionale, solo per il ricorso e il controricorso, atteso che non sono ancora operative, per il giudizio di legittimità, le norme relative al cd. processo telematico e che, pertanto, deve essere assicurato il diritto della controparte di prenderne visione entro un tempo ragionevole. Cassazione civile, Sez. VI-3, ordinanza n. 19988 del 10 agosto 2017

Nel giudizio di cassazione non sono ammissibili scritti difensivi con la deduzione di nuove censure, depositati dal ricorrente in aggiunta a quelli di cui all’art. 378 c.p.c., avendo tali memorie, comunque denominate, solo la funzione di illustrare e chiarire le ragioni giustificatrici dei motivi già debitamente enunciati in ricorso. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 26332 del 20 dicembre 2016

I vizi di genericità o indeterminatezza dei motivi del ricorso per cassazione non possono essere sanati da integrazioni, aggiunte o chiarimenti contenuti nella memoria di cui all’art. 378 cod. proc. civ., la cui funzione è quella di illustrare e chiarire le ragioni giustificatrici dei motivi già debitamente enunciati nel ricorso e non già di integrare quelli originariamente inammissibili. Cassazione civile, Sez. VI-3, sentenza n. 3780 del 25 febbraio 2015

L’istanza volta ad ottenere la distrazione delle spese del giudizio di cassazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario, può essere formulata anche in sede di memoria illustrativa ex art. 378 cod. proc. civ. Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 12111 del 29 maggio 2014

Nel giudizio di cassazione, non sono ammissibili scritti difensivi consegnati dalle parti al cancelliere nel giorno fissato per l’udienza e prima dell’inizio della stessa, denominati “note di udienza”, non potendo essere né equiparati a memorie di parte ex art. 378 c.p.c., perché depositati oltre il termine previsto da quest’ultima norma, né assimilati alle osservazioni sulle conclusioni del P.G., di cui all’ultimo comma dell’art. 379 c.p.c., in quanto consegnati prima della chiamata della causa e, quindi, precedenti all’esposizione delle conclusioni del p.g.. Cassazione civile, Sez. V, sentenza n. 27964 del 21 dicembre 2011

Nel giudizio di cassazione è inammissibile il deposito di memorie ex art. 378 c.p.c., prima dell’udienza di discussione, da parte dell’intimato che si sia costituito oltre il termine fissato nell’art. 370, primo comma, c.p.c. e non abbia concretamente partecipato alla discussione orale, costituendo tale partecipazione condizione indefettibile ai fini della sanatoria dell’attività processuale irritualmente compiuta nel lasso di tempo intercorso tra la scadenza del termine per la proposizione del controricorso e l’udienza predetta. Cassazione civile, Sez. V, sentenza n. 12381 del 27 maggio 2009

Nel giudizio civile di legittimità, con le memorie di cui all’art. 378 c.p.c., possono essere sollevate questioni nuove rilevabili d’ufficio a condizione che il rilievo ex officio sia già possibile sulla base degli atti interni del processo, quali la sentenza o le specifiche autosufficienti deduzioni contenute nel ricorso o controricorso (sulla base del suddetto principio, nella specie, la S.C. ha ritenuto non ammissibile la deduzione, con memoria, del giudicato esterno in ordine alla sussistenza di un trasferimento d’azienda ex art. 2112 c.c.) Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 14710 del 26 giugno 2006

La mancanza di una o più pagine nel ricorso per cassazione comporta la inammissibilità di questo nel caso e nei limiti in cui tale mancanza impedisca la completa conversione delle ragioni addotte dal ricorrente a sostegno dell’impugnazione, senza che a tale mancanza possa sopperirsi con altri atti e, in particolare, con la memoria depositata ai sensi dell’art. 378 c.p.c., che non può essere utilizzata al fine di ampliare od integrare il contenuto degli originari motivi di impugnazione e neppure per specificare motivi dedotti in maniera vaga e indeterminata. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 14277 del 20 giugno 2006

Ai fini dell’osservanza del termine previsto dall’art. 378 c.p.c., in base al quale, nel giudizio di cassazione, le parti possono presentare memorie non oltre cinque giorni prima dell’udienza di discussione, non possono computarsi, come giorni utili, né il giorno dell’udienza, che — trattandosi di termine a ritroso — costituisce il dies a quo e non è, pertanto, calcolabile, ai sensi dell’art. 155, comma primo, c.p.c., né il giorno dell’effettivo deposito, se esso ricade nel periodo di sospensione feriale, nelle ipotesi in cui essa si applica (in applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto tardiva una memoria depositata il giorno 15 settembre per l’udienza del giorno 20 successivo). Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 19530 del 7 ottobre 2005

Il difetto della procura del convenuto, come i vizi della sentenza e in genere quelli degli atti processuali — che ne costituiscono l’antecedente logico e cronologico — possono essere fatti valere solo attraverso le impugnazioni, con la conseguenza che è inammissibile l’eccezione di nullità della procura utilizzata dal convenuto per costituirsi in primo grado, sollevata in sede di legittimità con la memoria depositata ex art. 378 c.p.c. Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 13768 del 27 giugno 2005

Nel giudizio civile di legittimità, la deduzione relativa alla inammissibilità del ricorso incidentale per vizio della procura, rilasciata senza indicare la qualifica attributiva del potere di rappresentanza legale della persona giuridica istante, deve essere svolta nel controricorso al ricorso incidentale, e non con la memoria di cui all’art. 378 c.p.c. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 11597 del 22 giugno 2004

Gli effetti di una pronuncia di illegittimità costituzionale, sopravvenuta in corso di causa, non possono essere dedotti per la prima volta con la memoria difensiva per il giudizio di cassazione, depositata ai sensi dell’art. 378 c.p.c., atteso che in tale giudizio l’individuazione delle censure avviene attraverso i motivi contenuti nel ricorso e sulla base di questi (nella fattispecie, le Sezioni Unite, in relazione alla questione della tempestività della proposizione di un reclamo al Consiglio nazionale forense in materia elettorale, hanno ritenuto che non potesse essere invocata per la prima volta nella memoria difensiva presentata per l’udienza di discussione la sentenza della Corte costituzionale n. 477 del 2002, che ha dichiarato l’illegittimità del combinato disposto dell’art. 149 c.p.c. e dell’art. 4, terzo comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890, nella parte in cui prevede che la notificazione si perfeziona, per il notificante, alla data di ricezione dell’atto da parte del destinatario anziché a quella, antecedente, di consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario). Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 9069 del 6 giugno 2003

Nel giudizio di legittimità, le memorie di cui all’art. 378 c.p.c. sono destinate esclusivamente ad illustrare censure già compiutamente formulate nell’atto di impugnazione, onde non valgono a sanare la radicale carenza di specificità del motivo di ricorso per cassazione. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 8917 del 4 giugno 2003

Il riconoscimento, anche nel procedimento per regolamento di competenza, della facoltà di tutte le parti di illustrare con memorie le tesi difensive in precedenza svolte (facoltà prevista nel rito camerale innanzi alla Corte di cassazione dall’art. 375, ultimo comma, c.p.c., nel termine di cui all’art. 378) comporta la necessità che, in questo procedimento, qualsiasi memoria sia presentata in cancelleria non oltre cinque giorni prima dell’udienza. Decorso il termine, la parte resta priva della facoltà di svolgere ogni ulteriore attività difensiva, con la conseguente irrilevanza dell’eventuale sostituzione dei difensori verificatasi dopo il decorso di quello stesso termine (nella specie, il ricorrente aveva comunicato la sostituzione del proprio difensore il giorno stesso dell’udienza). Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 3400 del 2 aprile 1998

Nel giudizio di legittimità, ai fini del computo del termine di cinque giorni prima dell’udienza, concesso alle parti dall’art. 378 c.p.c. per la presentazione di memorie, il giorno dell’udienza assume il valore del momento iniziale e resta fuori del periodo utile mentre il quinto giorno costituisce il momento terminale, e deve essere computato in base al principio generale di cui agli artt. 155 c.p.c. e 2963 c.c., secondo cui del dies a quo non si tiene conto e si considera invece il dies ad quem. Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 1926 del 23 febbraio 1998

La sostituzione dell’originario disposto normativo di cui all’art. 190 c.p.c. (che prevedeva, per la comunicazione delle comparse conclusionali e delle memorie di replica, i termini di dieci e cinque giorni «liberi» prima dell’udienza di discussione) per effetto della novella di cui all’art. 24 della L. n. 353 del 1990 (che non contiene più menzione alcuna di termini «liberi») ha fatto venir meno il fondamento normativo della tesi secondo la quale i cinque giorni previsti dall’art. 378 c.p.c. per il deposito delle memorie in sede di giudizio di legittimità dovessero intendersi come «liberi» (in armonia, appunto, con le abrogate disposizioni concernenti il deposito di memorie e comparse nel giudizio di merito), con la conseguenza che la norma citata non può che essere, oggi, interpretata alla luce del criterio generale di cui all’art. 155 c.p.c., secondo il quale non vanno conteggiati il giorno e l’ora iniziali, computandosi, viceversa, quelli finali. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 10797 del 4 novembre 1997

La nullità della sentenza d’appello (derivante nella specie dall’essere stata emessa nonostante il decesso, in corso di causa, dell’unico procuratore delle parti) non può essere rilevata d’ufficio in sede di legittimità né essere ivi utilmente dedotta con le memorie presentate ai sensi dell’art. 378 c.p.c. (che hanno funzione meramente illustrativa di quanto esplicitato in ricorso) ma può essere dichiarata solo in quanto abbia formato oggetto di specifico motivo di censura, dovendo essere fatta valere, conformemente al principio di cui all’art. 161, comma primo, c.p.c. nei limiti e secondo le regole proprie del ricorso per cassazione. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5575 del 23 giugno 1997

Nel giudizio di legittimità, con le memorie di cui all’art. 378 c.p.c., destinate esclusivamente ad illustrare ed a chiarire i motivi della impugnazione ovvero alla confutazione delle tesi avversarie, non possono essere dedotte nuove censure né venire sollevate questioni nuove, che non siano rilevabili d’ufficio, e neppure può venir specificato, integrato o ampliato il contenuto dei motivi originari del ricorso. Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 4445 del 19 maggio 1997

La memoria difensiva non rientra tra gli atti mediante i quali può essere effettuata la costituzione nel giudizio di cassazione. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 710 del 21 gennaio 1995

La responsabilità aggravata, ai sensi dell’art. 96 primo comma c.p.c., per il pretestuoso esperimento del ricorso per cassazione od anche del ricorso per regolamento di giurisdizione (responsabilità configurabile pure quando la contesa non investa posizioni di diritto soggettivo, in relazione agli oneri che il resistente deve assumere per contrastare la temeraria iniziativa avversaria), può essere affermata solo in presenza di una domanda risarcitoria formulata con il controricorso, non quindi con la memoria di cui all’art. 378 c.p.c. o nel corso della discussione orale, in considerazione dell’esigenza di tutelare il diritto di difesa del destinatario della domanda stessa, con un congruo termine per esercitare la facoltà di replica. Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 522 del 19 gennaio 1991

Anche per il termine previsto dall’art. 378 c.p.c., per il deposito delle memorie difensive nel giudizio di cassazione, trova applicazione la sospensione nel periodo feriale a norma della L. n. 742 del 1969. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4524 del 19 maggio 1990

La domanda di risarcimento dei danni, ai sensi dell’art. 96 c.p.c., per responsabilità processuale aggravata, che venga proposta in relazione all’esperimento da parte dell’avversario di regolamento preventivo di giurisdizione a meri fini dilatori, deve ritenersi ammissibile, ancorché formulata solo all’udienza di discussione, tenendo conto che all’uopo non è previsto un termine preclusivo, che resta rispettato il principio del contraddittorio (indipendentemente dal fatto che la controparte non compaia a detta udienza), e che, inoltre, la piena cognizione degli elementi su cui fondare l’indicata domanda può verificarsi solo nella fase conclusiva del procedimento. Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 1173 del 17 febbraio 1990

Poiché nel procedimento civile in cassazione non è consentito proporre motivi aggiunti o formulare per la prima volta censure per le memorie di cui all’art. 378 c.p.c. — la funzione delle quali è soltanto quella di chiarire le ragioni giustificative dei motivi già debitamente svolti nel ricorso — non è sufficiente ad evitare la sanzione di inammissibilità del ricorso stesso il rinvio, in esso contenuto, a successiva memoria per l’illustrazione dei motivi, che in esso vengono soltanto enunciati, senza alcuna specificazione, precisazione o puntualizzazione del contenuto concreto delle censure. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 112 del 11 gennaio 1986

L’inammissibilità dell’appello per la pretesa inosservanza del termine perentorio di proposizione, ove la relativa eccezione sia stata rigettata dal giudice d’appello, non può essere rilevata d’ufficio in sede di legittimità, né può essere dedotta, per la prima volta, con la memoria illustrativa di cui all’art. 378 c.p.c., ma deve essere fatta valere con i motivi di ricorso, attesa la conversione delle ragioni di nullità della sentenza in motivi di gravame. Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 711 del 28 gennaio 1984

La nullità della sentenza di secondo grado la quale, dopo aver dichiarato che il giudice ordinario ha sulla causa la giurisdizione negata dal primo giudice, pronunci nel merito senza rimettere le parti davanti al primo giudice, può essere fatta valere, a norma dell’art. 161 c.p.c., soltanto nei limiti e secondo le regole proprie del ricorso per cassazione; conseguentemente, tale questione non può formare oggetto di controllo di legittimità qualora venga dedotta per la prima volta nella memoria presentata a norma dell’art. 378 c.p.c. Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 1915 del 22 aprile 1978

Le questioni sulla legittimazione ad agire, essendo rilevabili di ufficio in ogni stato e grado, possono essere dedotte per la prima volta in una memoria davanti alla Corte di cassazione. Cassazione civile, sentenza n. 3301 del 10 ottobre 1953

La nullità derivante da vizi relativi alla costituzione del giudice è rilevabile anche d’ufficio, e, come tale, in caso di ricorso per cassazione, può essere denunciata con la memoria per l’udienza, se non abbia formato oggetto di motivo di ricorso. Cassazione civile, sentenza n. 1117 del 16 luglio 1947

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