(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Morte o impedimento del procuratore

Articolo 301 - Codice di Procedura Civile

Se la parte è costituita a mezzo di procuratore (82), il processo è interrotto dal giorno della morte, radiazione o sospensione del procuratore stesso.
In tal caso si applica la disposizione dell’articolo 299.
Non sono cause d’interruzione la revoca della procura o la rinuncia ad essa (85).

Articolo 301 - Codice di Procedura Civile

Se la parte è costituita a mezzo di procuratore (82), il processo è interrotto dal giorno della morte, radiazione o sospensione del procuratore stesso.
In tal caso si applica la disposizione dell’articolo 299.
Non sono cause d’interruzione la revoca della procura o la rinuncia ad essa (85).

Note

Massime

La morte nel corso del giudizio dell’unico difensore della parte costituita ancorché avvenuta nelle more della scadenza dei termini concessi ex art. 190 c.p.c. comporta automaticamente l’interruzione del processo anche se il giudice e le altre parti non ne abbiano avuto conoscenza e preclude ogni ulteriore attività processuale con la conseguente nullità degli atti successivi e della sentenza eventualmente pronunciata sicché l’irrituale prosecuzione del giudizio nonostante il verificarsi dell’evento interruttivo può essere dedotta e provata in sede di legittimità Cass. civ. sez. VI 8 settembre 2017 n. 21002  

Il principio secondo il quale la sospensione dall’esercizio della professione dell’unico difensore a mezzo del quale la parte è costituita in giudizio determina l’automatica interruzione del processo anche se il giudice e le altre parti non ne abbiano avuto conoscenza con conseguente nullità degli atti successivi presuppone il concreto pregiudizio arrecato al diritto di difesa. (Nella specie la S.C. ha rilevato che il periodo di sospensione del difensore dalla professione era integralmente caduto tra l’udienza in cui era stato disposto il rinvio per la precisazione delle conclusioni e quest’ultima sicché non aveva inciso su esse) Cass. civ. sez. VI-III 10 luglio 2015 n. 14520

E manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli articoli 295 e 301 cod. proc. civ. per violazione dell’art. 24 Cost. nella parte in cui non prevedono l’ipotesi della cancellazione volontaria del procuratore dal relativo albo come causa di sospensione necessaria del processo da disporre d’ufficio da parte del giudice. Invero diversamente dalla morte dalla radiazione o dalla sospensione dall’albo del procuratore che oltre ad essere indipendenti dalla volontà di quest’ultimo hanno anche natura sanzionatoria la cancellazione volontaria trae origine da una scelta del professionista cosicché la mancata previsione normativa è del tutto ragionevole e non impedisce il diritto di difesa della parte la quale tenuta ad agire secondo la diligenza dovuta “in rebus suis” può agevolmente provvedere alla sua sostituzione Cass. civ. sez. I 19 giugno 2015 n. 12758

Nella ipotesi di cancellazione del difensore dall’albo professionale nel corso di un giudizio l’evento nel novero di quelli previsti dall’art. 301 cod. proc. civ. comporta l’automatica interruzione del processo con conseguente preclusione di ogni ulteriore attività processuale che se compiuta è causa di nullità degli atti successivi e della sentenza. Tuttavia tale nullità in applicazione della regola dell’art. 161 cod. proc. civ. può essere fatta valere solo quale motivo di impugnazione e nei limiti di questa con l’effetto che non è più proponibile se sia decorso un anno dalla pubblicazione della sentenza ex art. 327 primo comma cod. proc. civ. (nel testo “ratione temporis” applicabile) Cass. civ. sez. III 11 giugno 2014 n. 13244

La morte del procuratore a mezzo del quale la parte è costituita in giudizio determina automaticamente l’interruzione del processo anche se il giudice e le altri parti non ne hanno avuto conoscenza con preclusione di ogni ulteriore attività processuale che se compiuta è causa di nullità degli atti successivi e della sentenza. Ne consegue che nel processo del lavoro se l’evento interviene dopo il deposito in cancelleria del ricorso in appello ma antecedentemente al decreto di fissazione dell’udienza di discussione ex art. 435 c.p.c. e sebbene si tratti di una fase dinamica del processo scandita da adempimenti assoggettati a preclusioni la notifica di ricorso e decreto al difensore deceduto dell’appellato non è idonea all’instaurazione di un regolare contraddittorio risultando altrimenti vulnerato il diritto di difesa dell’appellato essendo impossibile l’adempimento del dovere di informazione gravante sul procuratore ai fini della valutazione dell’opportunità di costituirsi in giudizio proponendo eventualmente un’impugnazione incidentale Cass. civ. sez. lav. 28 ottobre 2013 n. 24271

La morte del procuratore produce l’interruzione automatica del processo dal momento del suo verificarsi indipendentemente dalla conoscenza che dell’evento abbiano le parti o il giudice e la conoscenza legale del fatto interruttivo intervenuta in altro processo è idonea a far decorrere il termine per la riassunzione anche in relazione a distinti giudizi pendenti tra le medesime parti in cui la parte era patrocinata dallo stesso difensore colpito dal suddetto evento Cass. civ. sez. II 23 novembre 2012 n. 20744 

La cancellazione del difensore dall’albo professionale per motivi disciplinari prevista dall’articolo 40 del r.d.l. 27 novembre 1933 n. 1578 è riconducibile in virtù di interpretazione estensiva alle ipotesi di cui all’articolo 301 c.p.c. in quanto assimilabile a quelle espressamente previste della radiazione e della sospensione; pertanto ove verificatasi prima della chiusura della discussione – dopo la quale ha invece rilevanza ai sensi dell’art. 286 secondo comma c.p.c. – determina automaticamente l’interruzione del processo ancorché il giudice o le altre parti non ne abbiano avuto conoscenza con la conseguente nullità degli atti successivi e della sentenza eventualmente pronunciata. Tale nullità é soggetta al principio generale della conversione delle nullità in motivi di impugnazione e deve quindi essere dedotta con l’impugnazione – che assume la funzione di richiesta di prosecuzione del giudizio – soltanto dalla parte il cui procuratore fu colpito dall’evento interruttivo in quanto essendo le norme sull’interruzione del processo volte a tutelare la parte nei confronti della quale si sia verificato detto evento e che dallo stesso può essere pregiudicata questa è la sola legittimata a valersi della mancata interruzione Cass. civ. sez. III 17 dicembre 2010 n. 25641

Gli eventi riguardanti il difensore della parte previsti dall’art. 301 c.p.c. – nella specie la cancellazione dall’albo per motivi disciplinari – anche se intervenuti tra l’udienza di precisazione delle conclusioni e la chiusura della discussione determinano automaticamente l’interruzione del processo ancorché il giudice o le altre parti non ne abbiano avuto conoscenza con la conseguente nullità degli atti successivi e della sentenza eventualmente pronunciata Cass. civ. sez. III 30 aprile 2009 n. 10112

In tema di interruzione del processo qualora il giudice abbia pronunciato sentenza nonostante l’avverarsi prima della chiusura della discussione di uno degli eventi che ai sensi dell’art. 301 c.p.c. comportano l’interruzione automatica del processo – nella specie la cancellazione del difensore dall’albo per motivi disciplinari – non trova applicazione ai fini della decorrenza del termine per l’impugnazione la disposizione di cui all’art. 327 secondo comma c.p.c. non essendo la fattispecie assimilabile al caso in cui la sentenza sia stata pronunciata nei confronti di una parte rimasta involontariamente contumace Cass. civ. sez. III 30 aprile 2009 n. 10112

La morte dell’unico procuratore a mezzo del quale la parte è costituita in giudizio comporta ai sensi dell’art. 301 c.p.c. l’automatica interruzione del processo con conseguente preclusione di ogni ulteriore attività processuale che se compiuta è causa di nullità degli atti successivi e della sentenza. Tuttavia tale nullità in applicazione della regola dell’art. 161 c.p.c. può essere fatta valere solo quale motivo di impugnazione e nei limiti di questa con l’effetto che non è più proponibile se sia decorso il termine “lungo” decorrente dalla pubblicazione della sentenza ex art. 327 comma 1 c.p.c. Cass. civ. sez. VI 12 novembre 2018 n. 28846    

Nell’ipotesi di interruzione del processo a seguito di un provvedimento di sospensione del Procuratore dall’esercizio della professione per la prosecuzione del processo una volta terminato il periodo di sospensione non è necessaria una nuova procura alla lite né una nuova costituzione in giudizio essendo sufficiente invece che il Procuratore già regolarmente costituito prima della sua sospensione riprenda a svolgere le proprie funzioni in base alla precedente procura ed alla già esperita costituzione entrambe divenute nuovamente valide ed efficaci in seguito alla cessazione della sospensione Cass. civ. sez. lav. 20 luglio 2004 n. 13490

La cancellazione dall’albo professionale da parte del procuratore costituito anche se volontaria determina al pari della morte della sospensione e della radiazione del difensore l’interruzione del processo Cass. civ. sez. II 5 ottobre 2001 n. 12294

La cessazione del rapporto di impiego degli avvocati dipendenti degli enti pubblici iscritti all’albo speciale annesso a quello professionale determina il totale venir meno dello “ius postulandi” e l’automatica interruzione del processo ancorché il giudice e le parti non ne abbiano avuto conoscenza con la conseguente nullità di tutti gli atti successivamente compiuti e della sentenza eventualmente pronunciata che può essere dedotta mediante l’impugnazione – in funzione di richiesta di prosecuzione del giudizio – solo dalla parte colpita dall’evento interruttivo stante l’inapplicabilità dell’art. 85 c.p.c.. (Nella specie la S. C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto valida ai fini della decorrenza del termine breve la notifica della sentenza effettuata a mani della parte personalmente priva di difensore poiché ancorché colpita dall’evento interruttivo non lo aveva dichiarato né in primo grado né in sede di impugnazione limitandosi a formulare censure di merito contestando anzi l’avvenuta interruzione del giudizio per effetto della perdita dello “jus postulandi” del procuratore cancellato dall’albo speciale) Cass. civ. sez. I 26 ottobre 2018 n. 27308

 

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