(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Fissazione della nuova udienza dopo la sospensione

Articolo 297 - Codice di Procedura Civile

Se col provvedimento di sospensione non è stata fissata l’udienza in cui il processo deve proseguire, le parti debbono chiederne la fissazione entro il termine perentorio (152) di tre mesi (1) dalla cessazione della causa di sospensione di cui all’art. 3 del c.p.p. o dal passaggio in giudicato (324) della sentenza che definisce la controversia civile o amministrativa di cui all’art. 295 (2).
Nell’ipotesi dell’articolo precedente l’istanza deve essere proposta dieci giorni prima della scadenza del termine di sospensione.
L’istanza si propone con ricorso (125) al giudice istruttore o, in mancanza, al presidente del tribunale.
Il ricorso, col decreto (135) che fissa l’udienza, è notificato a cura dell’istante alle altre parti (170) nel termine stabilito dal giudice.

Articolo 297 - Codice di Procedura Civile

Se col provvedimento di sospensione non è stata fissata l’udienza in cui il processo deve proseguire, le parti debbono chiederne la fissazione entro il termine perentorio (152) di tre mesi (1) dalla cessazione della causa di sospensione di cui all’art. 3 del c.p.p. o dal passaggio in giudicato (324) della sentenza che definisce la controversia civile o amministrativa di cui all’art. 295 (2).
Nell’ipotesi dell’articolo precedente l’istanza deve essere proposta dieci giorni prima della scadenza del termine di sospensione.
L’istanza si propone con ricorso (125) al giudice istruttore o, in mancanza, al presidente del tribunale.
Il ricorso, col decreto (135) che fissa l’udienza, è notificato a cura dell’istante alle altre parti (170) nel termine stabilito dal giudice.

Note

(1) Le parole: «sei mesi» sono state così sostituite dall’art. 46, comma 12, della L. 18 giugno 2009, n. 69, a decorrere dal 4 luglio 2009. Ai sensi dell’art. 58, comma 1, della predetta legge, tale disposizione si applica ai giudizi instaurati dopo la data della sua entrata in vigore.
(2) La Corte costituzionale, con sentenza n. 34 del 4 marzo 1970, ha dichiarato incostituzionale il primo comma nella parte in cui dispone la decorrenza del termine utile per la richiesta di fissazione della nuova udienza dalla cessazione della causa di sospensione anziché dalla conoscenza che ne abbiano le parti del processo sospeso.

Massime

La riassunzione di un processo sospeso nella specie a seguito del terremoto che ha colpito la città de L’Aquila il 6 aprile 2009 è tempestiva quando il corrispondente ricorso sia stato depositato in cancelleria nel termine perentorio previsto dall’art. 297 comma 1 c.p.c sicché la mancata successiva notifica del detto ricorso unitamente al pedissequo decreto di fissazione dell’udienza non determina l’estinzione del giudizio dovendo invece il giudice fissare un nuovo termine per la notifica a norma dell’art. 291 c.p.c Cass. civ. sez. III 25 marzo 2016 n. 5955

È ammissibile il regolamento necessario di competenza nei confronti del provvedimento che abbia respinto l’istanza di riassunzione del processo sospeso proposta ai sensi dell’art. 297 cod. proc. civ. in quanto l’art. 42 cod. proc. civ. pur essendo norma speciale è suscettibile d’interpretazione estensiva a tale ipotesi parimenti connotata dal vincolo di necessità della tempestiva riassunzione al fine di reagire contro un’abnorme quiescenza (al limite “sine die”) del processo non più giustificata dall’esigenza di un accertamento pregiudiziale e che si porrebbe in contrasto con il principio della ragionevole durata del processo di cui all’art. 111 Cost Cass. civ. sez. VI-I 13 dicembre 2013 n. 27958

Ai fini della tempestiva prosecuzione del processo sospeso per la pendenza di un giudizio di legittimità costituzionale sulla disciplina applicabile nella causa a seguito di questione sollevata da altro giudice il termine per la riassunzione decorre dalla data di pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale sulla Gazzetta ufficiale – che integra un idoneo sistema di pubblicità legale per la conoscenza delle sorti del processo costituzionale – e non dalla notificazione operata dalla parte interessata alle controparti a fini sollecitatori dovendosi ritenere da un lato che la sospensione così effettuata vada ricondotta all’art. 296 c.p.c. con necessità di provvedere agli adempimenti per la prosecuzione del processo nei modi e termini previsti dall’art. 297 c.p.c. e dall’altro che un meccanismo di riassunzione rimesso alla mera volontà delle parti non sia compatibile con il principio di ragionevole durata ex art. 111 Cost. in quanto suscettibile di provocare una quiescenza “sine die” del processo Cass. civ. sez. I 26 marzo 2013 n. 7580 

Nel caso di sospensione del processo per pregiudizialità la parte del processo pregiudicato quando non sia parte anche di quello pregiudicante non ha alcun onere di attivarsi per accertarsi se quest’ultimo si sia concluso. Pertanto incombe su chi intende eccepire la tardiva riassunzione del processo per inutile decorso del termine di sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza pregiudicante (oggi ridotto a tre mesi dall’art. 46 comma 12 della legge 18 giugno 2009 n. 69) l’onere di provare che la parte la quale ha proceduto alla riassunzione avesse avuto in qualunque modo notizia del passaggio in giudicato della sentenza pregiudicante più di sei mesi prima del deposito dell’istanza di prosecuzione Cass. civ. sez. III 23 luglio 2012 n. 12790 

Anche nel vigore della nuova disciplina della Gazzetta Ufficiale che prevede la pubblicazione in essa del testo integrale di tutti i provvedimenti della Corte costituzionale la pubblicità legale così migliorativamente attuata resta comunque diretta a rendere conoscibili alla generalità le decisioni della Corte e non è sufficiente ad assicurare anche la conoscenza legale della sentenza da parte dei soggetti specificamente interessati alla prosecuzione del giudizio per cui solo la comunicazione di detta sentenza da parte della cancelleria del giudice che ha disposto la sospensione determinando la conoscenza concreta della pronunzia medesima costituisce il dies a quo del termine semestrale di riassunzione del processo sospeso per trasmissione degli atti alla Corte costituzionale Cass. civ. sez. I 7 febbraio 2006 n. 2616

In tema di disciplina della nuova udienza a seguito della sospensione del processo dall’art. 297 c.p.c. il quale prescrive che l’istanza di fissazione si propone con ricorso senza richiedere che la stesso abbia il contenuto dell’atto introduttivo che deve essere semplicemente richiamato si ricava che dalla formulazione dell’atto in questione non è possibile desumere l’abbandono di domande in precedenza proposte. Tuttavia l’abbandono di singole domande può sempre desumersi secondo i principi generali ove vengano formulate conclusioni specifiche nelle quali non si faccia riferimento a domande originariamente proposte Cass. civ. sez. II 19 novembre 2004 n. 21903 

Qualora il procedimento sia stato sospeso ai sensi dell’art. 295 c.p.c. in attesa della definizione di questione pregiudiziale da parte di altro giudice il provvedimento che sull’istanza di riassunzione presentata dopo la sopravvenienza della pronuncia di detto altro giudice rimetta le parti direttamente al collegio per la discussione senza autorizzare la produzione di tale pronuncia e la formulazione di nuove conclusioni comporta violazione del contraddittorio e del diritto di difesa con la conseguente invalidità della sentenza che venga resa senza aver preventivamente consentito la suddetta attività istruttoria Cass. civ. sez. V 9 febbraio 2004 n. 2442

Qualora un giudizio sia stato sospeso in attesa della definizione di altra controversia ai sensi dell’art. 295 c.p.c. il giudizio deve essere riassunto in base alla previsione dell’art. 297 dello stesso codice entro il termine perentorio di sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza che definisce la controversia pregiudicante. Pertanto qualora detto passaggio in giudicato sia conseguenza di una pronuncia della Corte di cassazione il termine decorre dalla data in cui le parti hanno conoscenza di tale pronuncia senza che il termine stesso sia sospeso dalla pendenza del termine per proporre ai sensi dell’art. 391 bis c.p.c. ricorso per revocazione avverso la sentenza della Cassazione o dalla proposizione del ricorso medesimo. Cass. civ. sez. III 27 maggio 2003 n. 8388 

In tema di sospensione e riassunzione del processo deve ritenersi che il procedimento di ricusazione determinando un incidente di sospensione impropria e non traslativa consente alla parte la riassunzione con ricorso e non con citazione atteso che in linea generale la riassunzione del processo sospeso è validamente introdotta con ricorso ex art. 297 c.p.c. tutte le volte in cui la prosecuzione del giudizio non debba avvenire in altra sede restando per converso disciplinate dal disposto dell’art. 125 att. c.p.c. tutte le ipotesi di riassunzione non dipendenti da sospensione (da introdurre pertanto con atto di citazione) e dal disposto dell’art. 50 c.p.c. le riassunzioni conseguenti ai procedimenti per regolamento di competenza e di giurisdizione (che postulano invece la riassunzione con comparsa) Cass. civ. sez. I 23 luglio 2002 n. 10780.

 

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