(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Notificazione e comunicazione degli atti al contumace

Articolo 292 - Codice di Procedura Civile

(1) L’ordinanza che ammette (187) l’interrogatorio (230) o il giuramento (233, 237, 240, 241), e le comparse contenenti domande nuove (184) o riconvenzionali (36, 167, 271) da chiunque proposte sono notificate personalmente (137 ss.) al contumace nei termini che il giudice istruttore fissa con ordinanza (2).
Le altre comparse (125) si considerano comunicate con il deposito in cancelleria e con l’apposizione del visto del cancelliere sull’originale.
Tutti gli altri atti non sono soggetti a notificazione (137) o comunicazione (136). Le sentenze sono notificate alla parte personalmente (327).

Articolo 292 - Codice di Procedura Civile

(1) L’ordinanza che ammette (187) l’interrogatorio (230) o il giuramento (233, 237, 240, 241), e le comparse contenenti domande nuove (184) o riconvenzionali (36, 167, 271) da chiunque proposte sono notificate personalmente (137 ss.) al contumace nei termini che il giudice istruttore fissa con ordinanza (2).
Le altre comparse (125) si considerano comunicate con il deposito in cancelleria e con l’apposizione del visto del cancelliere sull’originale.
Tutti gli altri atti non sono soggetti a notificazione (137) o comunicazione (136). Le sentenze sono notificate alla parte personalmente (327).

Note

(1) La Corte costituzionale, con sentenza n. 250 del 28 novembre 1986, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di questo articolo, nella parte in cui non prevede la notificazione al contumace del verbale in cui si dà atto della produzione della scrittura privata nei procedimenti di cognizione ordinaria dinanzi al pretore e al conciliatore, di cui al titolo II del libro II del c.p.c.
(2) La Corte costituzionale, con sentenza n. 317 del 6 giugno 1989, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del primo comma, in relazione all’art. 215, n. 1 dello stesso codice, nella parte in cui non prevede la notificazione al contumace del verbale in cui si dà atto della produzione della scrittura privata non indicata in atti notificati in precedenza.

Massime

L’erronea dichiarazione di contumacia nel giudizio di primo grado quando sia rilevata dal giudice dell’appello non comporta la rimessione della causa al primo giudice essendo tassative le ipotesi previste dagli artt. 353 e 354 c.p.c Cass. civ. sez. I 20 settembre 2002 n. 13763

La previsione di una serie di atti che devono essere obbligatoriamente notificati al contumace a pena di nullità inserita nell’art. 292 c.p.c. è dettata nell’esclusivo interesse del contumace stesso con la conseguenza che l’omessa notifica di uno di questi atti (nel caso di specie: comparsa di intervento) determina una nullità relativa che può essere rilevata soltanto da quest’ultimo e non anche da una delle parti del giudizio Cass. civ. sez. III 18 luglio 2002 n. 10411

In materia di procedimento contumaciale qualora venga notificata personalmente al contumace l’ordinanza ammissiva dell’interrogatorio formale ai sensi dell’art. 292 primo comma c.p.c. e siano così rispettate le norme a tutela del contraddittorio se egli non si presenti all’udienza fissata per l’interrogatorio senza giustificato motivo il giudice valutato ogni altro elemento di prova può ritenere come ammessi i fatti dedotti nell’interrogatorio Cass. civ. sez. lav. 31 dicembre 2009 n. 28293

Le comparse contenenti domande riconvenzionali devono essere notificate alla parte rimasta contumace qualora siano dirette contro la stessa o in qualche modo la coinvolgano ma trattandosi di obbligo stabilito nell’interesse esclusivo di quest’ultima la nullità conseguente alla mancata notifica può essere eccepita soltanto dal contumace successivamente costituitosi o da lui fatta valere con uno specifico motivo d’impugnazione della sentenza e non può essere rilevata d’ufficio dal giudice Cass. civ. sez. II 17 giugno 2010 n. 14625

Al fine della valida introduzione nei confronti della parte contumace di una domanda nuova (o riconvenzionale) che tragga titolo dal medesimo fatto posto a fondamento della domanda principale non è necessario ricorrere ad un’autonoma citazione ripetendo la vocatio in ius ma a norma dell’art 292 primo comma cod proc. civ. è sufficiente notificare la comparsa contenente detta domanda al contumace medesimo il quale ha l’onere di accertare l’udienza di rinvio senza ulteriori comunicazioni che sono dovute solo per gli atti tassativamente indicati dal citato art. 292 c.p.c Cass. civ. sez. III 19 dicembre 2006 n. 27165

La norma dell’art. 292 c.p.c. secondo cui le domande nuove devono essere personalmente notificate al contumace costituisce una particolare applicazione del principio del contraddittorio ed è dettata nell’esclusivo interesse del contumace. Ne consegue che l’inosservanza dell’obbligo di notificazione determina una nullità non assoluta ma relativa che non può essere rilevata d’ufficio dal giudice ma va dedotta dallo stesso contumace all’atto della sua eventuale successiva costituzione ovvero mediante impugnazione della sentenza che abbia pronunciato sul merito della domanda nuova non notificata Cass. civ. sez. III 17 gennaio 2001 n. 574

L’ordinanza che dispone il tentativo di conciliazione emessa dal giudice onorario aggregato a norma dell’art. 13 comma 2 della legge 22 luglio 1997 n. 276 deve essere comunicata alla parte contumace non ostandovi la mancata inclusione dell’ordinanza suddetta fra gli atti elencati in via tassativa dall’art. 292 c.p.c. attesa l’anteriorità di tale disposizione rispetto all’altra e sulla base del principio della successione delle leggi nel tempo (come osservato segnatamente dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 130 del 2002) con la conseguenza che la mancata comunicazione determina la nullità degli atti del giudizio di primo grado Cass. civ. sez. II 30 dicembre 2011 n. 30576

In tema di notificazione dell’atto di riassunzione alla parte contumace in base al combinato disposto degli artt. 292 c.p.c. e 125 disp. att. c.p.c. le ipotesi di riassunzione senza mutamenti sostanziali degli elementi costitutivi del processo tra le quali rientra incontestatamente quella conseguente alla cancellazione della causa dal ruolo non richiedono la notificazione dell’atto di riassunzione alla parte contumace mentre al contrario ove l’atto riassuntivo comporti un radicale mutamento della preesistente situazione processuale il contumace deve esserne posto a conoscenza mediante la relativa notificazione perché la duplice circostanza che egli abbia accettato la precedente situazione processuale e deciso di non partecipare al giudizio non consente minimamente di presumere che intenda mantenere la stessa condotta nella nuova situazione Cass. civ. sez. II 24 giugno 2011 n. 13981

L’atto di intervento volontario in giudizio che contenga la formulazione di una domanda diretta nei confronti della parte rimasta contumace deve essere notificato anche a quest’ultima parte; tuttavia ove siffatta notifica sia stata omessa la nullità che ne consegue non può essere rilevata d’ufficio dal giudice ma può essere eccepita soltanto dal contumace successivamente costituitosi o dal medesimo fatta valere con uno specifico motivo d’impugnazione della sentenza che abbia pronunciato sul merito della domanda Cass. civ. sez. III 31 marzo 2010 n. 7790

L’ordinanza ammissiva della consulenza tecnica d’ufficio (nella specie ematologica) non ampia l’oggetto del giudizio e pertanto non deve essere notificata alla parte contumace ai sensi dell’art. 292 c.p.c. sussistendo esclusivamente l’obbligo per l’ausiliare di dare comunicazione anche alla parte non costituita dell’inizio delle operazioni peritali ai sensi degli artt. 260 c.p.c. e 90 disp. att. c.p.c. Cass. civ. sez. VI 26 settembre 2012 n. 16413

Qualora venga disposto un rinvio d’ufficio nella specie dell’udienza di discussione in appello di esso non deve essere data comunicazione al convenuto contumace poiché la relativa ordinanza non rientra tra i provvedimenti tassativamente indicati all’art. 292 c.p.c. come quelli oggetto di necessaria notificazione personale alla parte non costituita; ne consegue che la mancata notizia di detto rinvio non determina alcuna violazione del principio del contraddittorio.(Principio affermato dalla S.C. in tema di impugnazione avverso la sentenza resa dal tribunale sull’opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento in fattispecie disciplinata dal regime anteriore al d.l.vo 29 gennaio 2006 n. 5) Cass. civ. sez. I 7 aprile 2011 n. 7983

Il provvedimento di integrazione del contraddittorio non rientrando nell’elenco degli atti tassativamente indicati dall’articolo 292 c.p.c. per i quali è prescritta la notificazione al contumace non deve essere a quest’ultimo notificato. (Fattispecie in tema di procedimento ex art. 11 e 319/80) Cass. civ. sez. II 27 febbraio 2007 n. 4440

L’ordinanza che dispone la comparizione delle parti al fine di procedere al loro libero interrogatorio ex art. 117 c.p.c. non rientra fra gli atti tassativamente indicati per i quali l’art. 292 comma primo c.p.c. prescrive la notificazione personale al contumace con la conseguenza che la mancata notizia del provvedimento del giudice non determina violazione del principio del contraddittorio imposto dall’art. 101 c.p.c. nei confronti della parte rimasta contumace Cass. civ. sez. I 9 novembre 2001 n. 13876

L’ordinanza con la quale il giudice richiede il regolamento di competenza d’ufficio ex art. 47 penultimo comma c.p.c. non rientra nell’elenco degli atti tassativamente indicati nell’art. 292 c.p.c. con la conseguenza che non sussiste la necessità di notificazione o comunicazione della stessa al contumace Cass. civ. sez. III 18 aprile 2001 n. 5032

La sostituzione del giudice disposta ai sensi dell’art. 174 secondo comma c.p.c. non è indicata tra gli atti da comunicare al contumace ai sensi dell’art. 292 c.p.c. e pertanto l’omissione di tale comunicazione non viola il principio del contraddittorio né può comportare alcuna nullità. È inoltre manifestamente infondata l’eccezione di incostituzionalità ai sensi degli articoli 3 25 e 108 della Costituzione dell’art. 74 att. c.p.c. che disciplina le formalità per detta sostituzione perché sotto il primo profilo la posizione del convenuto costituito non è parificabile a quella del contumace e perciòò non vi è alcuna irrazionale disparità di trattamento; sotto il secondo non è ravvisabile alcuna violazione del principio di precostituzione del giudice naturale Cass. civ. sez. III 1 agosto 2000 n. 4849

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