Art. 29 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Forma ed effetti dell'accordo delle parti

Articolo 29 - codice di procedura civile

L’accordo delle parti per la deroga della competenza territoriale (6, 18 ss) deve riferirsi ad uno o più affari determinati e risultare da atto scritto (1341, 2725 c.c.).
L’accordo non attribuisce al giudice designato competenza esclusiva quando ciò non è espressamente stabilito.

Articolo 29 - Codice di Procedura Civile

L’accordo delle parti per la deroga della competenza territoriale (6, 18 ss) deve riferirsi ad uno o più affari determinati e risultare da atto scritto (1341, 2725 c.c.).
L’accordo non attribuisce al giudice designato competenza esclusiva quando ciò non è espressamente stabilito.

Massime

Il patto con il quale sia stata prevista una deroga convenzionale alla competenza territoriale opera nei soli confronti dei diretti contraenti; esso, dunque, non produce effetto rispetto ai terzi e non è vincolante, né opponibile verso questi ultimi che, invece, restano assoggettati, come convenuti o come attori, alle regole determinative della competenza fissate dalla legge, essendo irrilevante che il patto di deroga sia stato validamente trascritto. Cass. civ. sez. VI-II, , 17 dicembre 2019, n. 33309

E’ efficace una clausola di elezione convenzionale del foro esclusivo pattuita attraverso il richiamo esplicito alla disciplina fissata in un distinto documento unilateralmente predisposto, ove il rinvio sia effettuato dalle parti contraenti sulla premessa della piena conoscenza di tale documento, e la clausola sia specificamente sottoscritta dall’altro contraente, che abbia dichiarato di averne preso visione e di approvarne il contenuto, attribuendosi, in tal modo, alle previsioni di quella disciplina il valore di clausole concordate. Cass. civ. sez. VI, 19 giugno 2019, n. 16439

La clausola di deroga alla competenza in via esclusiva contenuta, ai sensi dell’art. 29 c.p.c., in un accordo negoziale riguardo alle controversie nascenti da esso, opera anche con riguardo alla domanda con cui una delle parti chieda l’accertamento dell’inesistenza o invalidità dell’accordo medesimo. Cass. civ. sez. VI, , 21 luglio 2011, n. 16006

La clausola con la quale le parti di un contratto demandino ad un foro convenzionale “tutte le controversie inerenti il contratto”, e non già le sole controversie “fondate sul” o “scaturenti dal” contratto, deve essere interpretata nel senso che attraverso essa le parti abbiano inteso derogare alla competenza ordinaria sia per le controversie in cui il contratto sia fonte della pretesa, sia per quelle in cui il contratto sia solo un fatto costitutivo della pretesa, congiunto ad altri. Ne consegue che ove una delle parti invochi contro l’altra tanto la responsabilità aquiliana quanto quella contrattuale, fondandole ambedue sui medesimi fatti materiali, resta devoluta alla competenza del foro convenzionale sia l’azione contrattuale, sia quella extracontrattuale. Cass. civ. sez. III, 9 dicembre 2010, n. 24869

La clausola contrattuale di deroga alla competenza territoriale può essere validamente pattuita sia a favore di entrambe le parti, sia a favore di una parte sola. In quest’ultimo caso la parte favorita ha la facoltà di introdurre la lite sia davanti al giudice indicato nel contratto sia dinanzi a quello che sarebbe competente secondo i criteri ordinari, mentre l’altra parte è obbligata a promuovere eventuali controversie dinanzi al giudice indicato nel contratto. Cass. civ. sez. III 9 aprile 2008, n. 9314

Il foro stabilito dalle parti, essendo di origine pattizia e non legale, dà luogo a un’ipotesi di competenza derogata, e non inderogabile, e, anche quando sia stabilito come esclusivo (art. 29 c.p.c.), non impedisce, al pari di ogni altro criterio determinativo della competenza, che questa possa essere modificata per ragioni di connessione. (Nella specie, la S.C., sulla premessa dell’irrilevanza, ai fini dell’art. 32 c.p.c., della distinzione tra garanzia propria e impropria, ha accolto il ricorso per regolamento necessario di competenza, avverso l’ordinanza del tribunale che aveva declinato la propria competenza territoriale, con riguardo a una domanda di manleva, in considerazione delle clausole convenzionali di foro esclusivo contenute nei contratti stipulati dal convenuto con i terzi chiamati in causa).  Cass. civ., sez. VI 25 luglio 2018, n. 19714

La designazione convenzionale di un foro, in deroga a quello territoriale stabilito dalla legge, ex combinato disposto degli artt. 28 e 29 c.p.c., attribuisce al foro designato dalle parti la competenza esclusiva soltanto se risulta, ai sensi dell’art. 29, secondo comma, codice di rito, un’enunciazione espressa che non lasci adito ad alcun dubbio sulla comune intenzione delle parti di escludere la competenza dei fori ordinari. Tuttavia, ai fini dell’individuazione di detta volontà delle parti, è sufficiente che esse specifichino che detto foro convenzionale è voluto come «esclusivo», poiché da tale qualificazione emerge senza alcun dubbio la loro comune volontà di escludere la competenza dei fori ordinari. Cass. civ. sez. III, 18 aprile 2000, n. 5030

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