(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Notificazione nel caso di interruzione

Articolo 286 - Codice di Procedura Civile

Se dopo la chiusura della discussione (275, 281 sexies, 321) si è avverato uno dei casi previsti nell’articolo 299, la notificazione della sentenza si può fare, anche a norma dell’articolo 303 secondo comma, a coloro ai quali spetta stare in giudizio (75, 110).
Se si è avverato uno dei casi previsti nell’articolo 301, la notificazione si fa alla parte personalmente (141).

Articolo 286 - Codice di Procedura Civile

Se dopo la chiusura della discussione (275, 281 sexies, 321) si è avverato uno dei casi previsti nell’articolo 299, la notificazione della sentenza si può fare, anche a norma dell’articolo 303 secondo comma, a coloro ai quali spetta stare in giudizio (75, 110).
Se si è avverato uno dei casi previsti nell’articolo 301, la notificazione si fa alla parte personalmente (141).

Note

Massime

Le due previsioni dell’ art. 286 e 328 secondo comma c.p.c. per un’evidente esigenza di parità di trattamento fra chi vuole provocare il decorso del termine breve di impugnazione attraverso la notificazione della sentenza e chi deve esercitare l’impugnazione implicano che la regola della possibilità della notificazione agli eredi collettivamente ed impersonalmente debba valere anche per chi esercita il diritto di impugnazione. Ne consegue che in caso di morte della parte dopo la chiusura dell’istruzione e quindi anche quando la parte muoia dopo la pubblicazione della sentenza l’impugnazione anche in assenza di notificazione della sentenza puessere notificata oltre che personalmente agli eredi anche agli eredi collettivamente ed impersonalmente nell’ultimo domicilio del defunto restando escluso che tale possibilità sia incompatibile con il fatto che un’espressa previsione per il caso di morte della parte sia dettata dal secondo comma dell’art. 330 c.p.c. poiché questa norma ha solo la funzione di porre una disciplina particolare per il solo caso in cui la sentenza sia notificata e la morte avvenga dopo di essa. Tale particolarità concerne il profilo del luogo di notificazione che si identifica nei luoghi risultanti dal primo comma della norma ed appare giustificata dalla circostanza che l’impugnazione in tal caso viene esercitata in relazione ad un’attività quella di notificazione della sentenza eseguita da poco tempo dalla parte defunta onde se essa all’atto della stessa aveva dichiarato la residenza od eletto domicilio oppure non avendolo fatto era difesa da procuratore presso il quale era domiciliata appare giustificato che la notificazione collettiva ed impersonale possa farsi in quei luoghi piuttosto che nell’ultimo domicilio del defunto stesso Cass. civ. sez. III 4 luglio 2007 n. 15123

La notifica della sentenza personalmente alla controparte già costituita a mezzo di procuratore costituisce l’unica forma possibile di notificazione in caso di decesso del procuratore stesso ed è pertanto idonea anche se effettuata in forma esecutiva a far decorrere il termine breve per l’impugnazione Cass. civ. sez. II 26 febbraio 2001 n. 2746

La disposizione dell’art. 286 c.p.c. nel consentire la notificazione agli eredi impersonalmente e collettivamente in caso di interruzione del processo ha carattere eccezionale e non è consentita al di fuori dai casi espressamente previsti. Ne consegue che la notificazione della sentenza eseguita impersonalmente agli eredi in relazione all’evento interruttivo verificatosi nel corso del giudizio di primo grado (e non dopo la chiusura della discussione) è inesistente e come tale inidonea a far decorrere il termine breve per impugnare Cass. civ. sez. I 21 maggio 1999 n. 4951

Nel caso in cui si verifichi la morte (o la perdita della capacità di una parte) dopo la chiusura della discussione ma prima della notificazione della sentenza l’altra parte puprovvedere alla notificazione alternativamente al procuratore della parte defunta (o divenuta incapace) ovvero agli eredi della parte defunta (o al rappresentante della parte divenuta incapace) atteso che la possibilità prevista dal primo comma dell’art. 286 c.p.c. di effettuare la notificazione della sentenza a coloro ai quali spetta di stare in giudizio non esclude la facoltà di effettuare la notifica ai sensi dell’art. 285 c.p.c. che disciplina in via generale la notificazione della sentenza. Né tale soluzione comporta la sussistenza di profili di incostituzionalità atteso che il diritto degli eredi della parte deceduta nel lasso di tempo intercorrente fra la chiusura della discussione e la pubblicazione della sentenza è pienamente tutelato dal fatto che la notificazione della sentenza stessa possa avvenire nelle mani del procuratore costituito per conto del de cuius nella precorsa fase processuale trattandosi di destinatario il quale non solo per la sua competenza tecnica ma anche e precipuamente per la conoscenza della specifica vicenda processuale è in condizione di meglio valutare quali siano i comportamenti piproducenti da tenere e di offrire agli interessati tempestiva e qualificata informazione ed assistenza al riguardo Cass. civ. sez. lav. 20 aprile 1996 n. 3759

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