(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Modo di notificazione della sentenza

Articolo 285 - Codice di Procedura Civile

La notificazione della sentenza, al fine della decorrenza del termine per l’impugnazione (325, 326), si fa, su istanza di parte, a norma dell’art. 170 [primo e terzo comma] (1).

Articolo 285 - Codice di Procedura Civile

La notificazione della sentenza, al fine della decorrenza del termine per l’impugnazione (325, 326), si fa, su istanza di parte, a norma dell’art. 170 [primo e terzo comma] (1).

Note

(1) Le parole fra parentesi quadrate sono state soppresse dall’art. 46, comma 10, della L. 18 giugno 2009, n. 69, a decorrere dal 4 luglio 2009. Ai sensi dell’art. 58, comma 1, della predetta legge, tale disposizione si applica ai giudizi instaurati dopo la data della sua entrata in vigore.

Massime

La notifica della sentenza effettuata alla parte nel domicilio del suo procuratore non indicato per nome e cognome presso la cancelleria del giudice “a quo” ex art. 82 del r.d. n.37 del 1934 non costituisce notifica al procuratore costituito ai sensi dell’art. 170 c.p.c. non potendosi ritenere che permanga in tale evenienza un collegamento tra la parte il suo procuratore ed il domicilio reale di quest’ultimo in modo che il difensore possa avere conoscenza dell’atto e non è quindi idonea a far decorrere il termine breve per impugnare. Cass. civ. sez. II 4 marzo 2016 n. 4313

La morte o la perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore dallo stesso non dichiarate in udienza o notificate alle altre parti comportano giusta la regola dell’ultrattività del mandato alla lite che: a) la notificazione della sentenza fatta a detto procuratore ex art. 285 cod. proc. civ. è idonea a far decorrere il termine per l’impugnazione nei confronti della parte deceduta o del rappresentante legale di quella divenuta incapace; b) il medesimo procuratore qualora originariamente munito di procura alla lite valida per gli ulteriori gradi del processo è legittimato a proporre impugnazione ad eccezione del ricorso per cassazione per cui è richiesta la procura speciale – in rappresentanza della parte che deceduta o divenuta incapace va considerata nell’ambito del processo tuttora in vita e capace; c) è ammissibile la notificazione dell’impugnazione presso di lui ai sensi dell’art. 330 primo comma cod. proc. civ. senza che rilevi la conoscenza “aliunde” di uno degli eventi previsti dall’art. 299 cod. proc. civ. da parte del notificante Cass. civ. Sezioni Unite 4 luglio 2014 n. 15295

La notificazione della sentenza munita della formula esecutiva alla parte presso il procuratore costituito è equivalente alla notificazione al procuratore stesso prescritta dagli art. 285 e 170 c.p.c. ed è pertanto idonea a far decorrere il termine di sessanta giorni per proporre ricorso per cassazione previsto dall’art. 325 secondo comma c.p.c Cass. civ. sez. III 8 maggio 2008 n. 11216

Ai fini dell’accertamento della tempestività della proposizione del ricorso per cassazione il principio secondo il quale in caso di pluralità di procuratori il termine per l’impugnazione decorre dalla prima delle notificazioni della sentenza si applica anche quando vengano proposte due distinte impugnazioni successivamente riunite di pronunce parziali emesse nello stesso giudizio da due diversi procuratori. Tale peculiarità non muta l’unicità della domanda con la conseguenza che la parte deve ritenersi rappresentata da entrambi i procuratori con procura disgiunta nell’unico giudizio in quanto dalla diversità delle impugnazioni non consegue l’autonomia dei procedimenti riuniti come nel diverso caso di riunione di cause originariamente separate per connessione del petitum e della causa petendi propri di ciascuna di esse Cass. civ. sez. II 9 aprile 2008 n. 9282

In tema di notificazione della sentenza non pufarsi distinzione tra notificazione al procuratore domiciliatario per la parte e notificazione alla parte presso il procuratore domiciliatario atteso che entrambe le forme di notificazione soddisfano l’esigenza di assicurare che la sentenza sia portata a conoscenza della parte per il tramite del suo rappresentante processuale professionalmente qualificato a vagliare l’opportunità dell’impugnazione Cass. civ. sez. I 15 giugno 2004 n. 11257

Destinatario della notificazione della sentenza è il procuratore costituito non la parte pertanto il luogo che rileva ai fini di detta notificazione è il domicilio (reale o eletto) del procuratore non il domicilio eletto dalla parte con la conseguenza che ove la parte sia rappresentata in giudizio da due procuratori e la notifica della sentenza sia fatta ad entrambi il termine per l’impugnazione decorre dalla prima notifica anche se effettuata presso il procuratore non domiciliatario sempre che tale procuratore non sia esercente fuori dal circondario e non eligente domicilio ex art. 82 R.D. n. 37 del 1934 Cass. civ. sez. lav. 28 aprile 2004 n. 8169

Ai fini della decorrenza del termine breve per l’impugnazione la notifica del precetto alla parte presso il procuratore costituito – eseguita nel luogo ove questi deve considerarsi elettivamente domiciliato a norma dell’art. 82 del R.D. n. 37 del 1934 – non è equivalente alla notifica al procuratore stesso ai sensi degli artt. 170 e 285 c.p.c. atteso che valendo solo ai fini dell’esecuzione della sentenza non soddisfa l’esigenza di assicurare che la sentenza sia portata a conoscenza della persona professionalmente qualificata ad esprimere un parere tecnico sulla convenienza e l’opportunità della proposizione del gravame Cass. civ. sez. lav. 24 ottobre 2003 n. 15999

Ai fini della decorrenza del termine breve per l’impugnazione la notifica della sentenza alla parte presso il procuratore costituito – ancorché eseguita nel luogo ove questi deve considerarsi elettivamente domiciliato a norma dell’art. 82 del R.D. n. 37 del 1934 – deve considerarsi equivalente alla notifica al procuratore stesso ai sensi degli artt. 170 e 285 c.p.c. soddisfacendo l’una e l’altra forma di notificazione l’esigenza di assicurare che la sentenza sia portata a conoscenza della persona professionalmente qualificata ad esprimere un parere tecnico sulla convenienza e l’opportunità della proposizione del gravame Cass. civ. sez. lav. 28 aprile 2000 n. 5449

Per la decorrenza del termine breve per impugnare è necessario che la notifica della sentenza avvenga presso il procuratore della parte e nel domicilio eletto; pertanto se i procuratori sono due ma il domicilio è presso uno di essi al fine predetto non è valida la notifica eseguita presso l’altro Cass. civ. sez. II 19 febbraio 1999 n. 1407

È valida la notifica della sentenza al procuratore costituito eseguita presso il suo studio ancorché la parte abbia eletto domicilio in un luogo diverso con conseguente decorrenza dalla data di detta notifica del termine per l’impugnazione. Nella ipotesi in cui lo studio del procuratore costituito risulti poi ubicato in un comune diverso da quello sede dell’ufficio notifiche è obbligatorio procedere alla notificazione dell’atto a mezzo posta giusta disposto dell’art. 1 secondo comma della L. n. 890 del 1982 Cass. civ. sez. I 5 novembre 1998 n. 11093

Nell’ipotesi di procuratore che eserciti il suo ministero fuori della circoscrizione del tribunale cui è assegnato il domicilio stabilito ex lege (art. 82 del R.D. 22 gennaio 1934/37) presso la cancelleria dell’autorità giudiziaria dinanzi alla quale il giudizio è in corso (in mancanza di elezione di domicilio nel luogo in cui ha sede detta autorità) e a maggior ragione il domicilio espressamente stabilito nella stessa ipotesi dalla parte o dal suo procuratore presso la detta cancelleria rileva quale luogo di notificazione della sentenza al fine del decorso del termine di impugnazione giacché avendo tale notifica quale unico destinatario il procuratore costituito l’assegnazione al medesimo di un domicilio de jure (con il quale eventualmente si identifichi quello elettivo) determina coincidenza dell’elemento personale e dell’elemento topografico rispondendo la detta assegnazione non solo allo scopo di esonerare la controparte da oneri di notificazione fuori del circondario ma anche a stabilire per ragioni di maggiore efficienza e funzionalità un collegamento di ordine territoriale tra l’ufficio e il procuratore che esercita il suo ministero dinanzi ad esso. Pertanto affinché in tale ipotesi la notificazione consegua l’effetto legale tipico del decorso del termine per impugnare essa deve effettuarsi in tale domicilio restando invece inidonea a tal fine una notifica eseguita presso lo studio del medesimo legale (salvo che questa in quanto effettuata a mani proprie del professionista non raggiunga lo scopo di una conoscenza effettiva dell’atto da parte del medesimo) Cass. civ. sez. I 3 luglio 1997 n. 5985

La notifica della sentenza al procuratore costituito ai sensi degli artt. 170 e 285 c.p.c. costituisce presupposto formale indispensabile per la decorrenza del termine breve per impugnare previsto dall’art. 325 c.p.c. non essendo ammessi equipollenti ed essendo in particolare irrilevante l’eventuale conoscenza che il suddetto procuratore abbia altrimenti avuto della sentenza; ne consegue che deve considerarsi inefficace ai fini della decorrenza del suddetto termine breve con conseguente applicabilità del termine annuale di decadenza di cui all’art. 327 c.p.c. la notificazione della sentenza all’Inps eseguita direttamente a tale ente in persona del suo presidente nel domicilio eletto presso una sua sede senza alcuna menzione del procuratore atteso che tale notificazione deve essere considerata come effettuata non già al procuratore costituito e neppure alla parte presso lo stesso bensì alla parte personalmente Cass. civ. sez. lav. 17 giugno 1997 n. 5421.

Dopo la costituzione in giudizio il procuratore costituito è ai sensi dell’art. 170 c.p.c. (richiamato anche dall’art. 285 dello stesso codice per la notificazione delle sentenze) destinatario di tutte le notificazioni e comunicazioni con la conseguenza che queste quando l’atto non sia ricevuto personalmente dal procuratore ovunque reperito possono essere eseguite solo nel domicilio da lui eletto mediante consegna a persona addetta o abilitata a ricevere l’atto. (Nella specie è stata ritenuta nulla la notificazione della sentenza eseguita in luogo diverso da quello indicato nella elezione di domicilio mediante consegna a persona convivente con il procuratore costituito) Cass. civ. sez. II 27 luglio 1994 n. 7012

La notifica della sentenza alla parte anziché al procuratore è idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione se la sentenza medesima dichiara carente lo “ius postulandi” del difensore in quanto per il principio dell’apparenza la qualificazione giudiziale della posizione processuale delle parti è vincolante ai fini del compimento degli atti successivi a prescindere dalla sua correttezza Cass. civ. sez. II 4 giugno 2014 n. 12573

La notificazione della sentenza costituente titolo sia in favore del contendente vittorioso sia per il capo di condanna alle spese del procuratore distrattario quando effettuata in una sola copia unitamente al precetto intimato dal procuratore solo in nome (o nell’interesse) della parte assistita vittoriosa non assolve alla funzione – che costituisce la “ratio” dell’art. 479 cod. proc. civ. – di assicurare al debitore la conoscenza sia del titolo sia del credito per il quale si intende procedere relativamente al credito per spese processuali spettante al difensore potendo riferirsi la notificazione esclusivamente al soggetto in nome (o nell’interesse) del quale è stato intimato il precetto e alla statuizione di condanna in favore dello stesso soggetto. Ne consegue la nullità del precetto di pagamento intimato dal procuratore distrattario senza la preventiva o contestuale notificazione di copia esecutiva della sentenza costituente titolo di pagamento delle spese processuali in suo favore Cass. civ. sez. VI-III 21 marzo 2014 n. 6763

È legittima la notificazione della sentenza alla parte personalmente. quando il decesso dell’unico difensore della parte avviene prima della pubblicazione della sentenza ma dopo l’udienza di discussione o la scadenza dei termini concessi per lo scambio delle memorie conclusionali previste dall’art. 190 cod. proc. civ Cass. civ. sez. III 21 gennaio 2014 n. 1120

La notificazione della sentenza in forma esecutiva eseguita alla controparte personalmente anziché al procuratore costituito ai sensi degli artt. 170 primo comma e 285 c.p.c. deve ritenersi inidonea a far decorrere il termine breve d’impugnazione sia nei confronti del notificante che del destinatario in quanto la conoscenza di fatto della sentenza acquisita con modalità diverse da quelle specifiche alle quali la legge riconnette l’effetto particolare della decorrenza del termine breve per l’impugnazione ai sensi degli artt. 325 e 326 c.p.c. ha esclusivamente funzione propedeutica all’esecuzione ai sensi dell’art. 479 c.p.c Cass. civ. sez. III 1 giugno 2010 n. 13428

La notifica della sentenza personalmente alla parte che sia una persona giuridica deve essere eseguita nella sede legale a mani proprie del legale rappresentante anche se ove effettuata nella stessa sede a mani di persona incaricata di ricevere le notificazioni – ovverosia in un luogo e a persona aventi un certo collegamento con il destinatario dell’atto – la notifica non è inesistente ma viziata da nullità e impone la sua rinnovazione alla parte che ha interesse a far decorrere il termine breve per l’impugnazione Cass. civ. sez. V 11 giugno 2004 n. 11175

La notificazione della sentenza eseguita personalmente alla parte che rivestendo la qualità necessaria per esercitare l’ufficio di difensore con procura presso il giudice adito sia stata in giudizio di persona senza il ministero di altro procuratore è idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione a nulla rilevando che la notifica sia avvenuta in forma esecutiva e contestualmente al precetto a norma dell’art. 479 c.p.c Cass. civ. sez. I 24 novembre 2000 n. 15176

Solo la notificazione della sentenza effettuata ai sensi dell’articolo 285 del c.p.c. è idonea a far decorrere il termine breve fissato dall’articolo 325 del c.p.c. mentre la notifica effettuata alla parte personalmente – al di fuori delle ipotesi di contumacia – non riduce il termine che rimane quello annuale dettato dall’articolo 327 del codice di rito Cass. civ. sez. I 18 aprile 2000 n. 5021

L’art. 326 c.p.c. collega la decorrenza del termine breve di impugnazione di una sentenza non alla conoscenza sia pure legale di essa ma al compimento di una formale attività acceleratoria e sollecitatoria data dalla notifica nelle forme previste dagli artt. 285 e 170 c.p.c. Pertanto la notifica di una sentenza al domicilio reale della parte anziché presso il suo procuratore costituito pur non essendo nulla ma anzi pienamente valida ad altri fini è inidonea alla decorrenza del termine per impugnare anche per colui che l’ha notificata Cass. civ. sez. III 1 febbraio 2000 n. 1069 Mazzella c. Ticino Spa.

Ai sensi dell’art. 285 c.p.c. e per effetto del richiamo in esso contenuto all’art. 170 commi primo e terzo dello stesso codice la notificazione della sentenza al procuratore che abbia rappresentato pipersone nel giudizio in cui il provvedimento è stato emesso deve essere eseguita mediante consegna di tante copie quante sono le persone rappresentate sicché nel caso di consegna di una sola copia la notificazione deve ritenersi giuridicamente inesistente e non puprodurre l’effetto di far decorrere il termine breve per l’impugnazione la quale pupertanto essere proposta nel termine di un anno dalla pubblicazione della decisione Cass. civ. sez. I 16 agosto 2006 n. 18170

Poiché l’art. 285 c.p.c. legittima entrambe le parti del processo (e non solo quella vittoriosa) a notificare la sentenza ai fini della decorrenza del termine breve di impugnazione anche la notificazione della sentenza ad istanza del procuratore di una pluralità di parti delle quali alcune siano vittoriose e altre soccombenti è idonea a far decorrere nei confronti delle parti soccombenti da lui assistite il termine breve per l’impugnazione Cass. civ. sez. lav. 3 aprile 2002 n. 4735

È valida nella specie ai fini della decorrenza del termine breve per l’ impugnazione la notificazione della sentenza eseguita alla parte nell’ultimo domicilio eletto nel corso del giudizio definito con la sentenza medesima (in luogo di una precedente elezione ritenuta superata avvenuta nella stessa città sede del tribunale) presso il suo difensore ancorchè fuori dal comune in cui si trovi l’ufficio giudiziario essendo la domiciliazione in detto comune per la parte che voglia evitare di ricevere le notificazioni in cancelleria un onere posto a tutela non di quest’ultima bensì della controparte. (In applicazione di tale principio la Suprema Corte ha confermato il provvedimento impugnato che aveva giudicato inammissibile per sua tardiva proposizione l’appello proposto oltre il termine di cui al combinato disposto degli artt. 326 e 327 c.p.c.) Cass. civ. sez. I 6 novembre 2012

Ai sensi dell’art. 82 secondo comma del r.d. 22 gennaio 1934 n. 37 la notificazione della sentenza ai fini del decorso del termine d’impugnazione può ritenersi validamente effettuata presso la cancelleria del giudice “a quo” nel caso in cui il difensore domiciliatario sia stato cancellato dall’albo degli avvocati e il solo procuratore residuo iscritto in albo diverso da quello del tribunale nella cui circoscrizione la causa si è svolta non abbia ancora provveduto a nominare un nuovo domiciliatario Cass. civ. sez. I 31 ottobre 2012 n. 18714

Ai sensi dell’art. 82 del R.D. n. 37 del 1934 – non abrogato neanche per implicito dagli artt. 1 e 6 della legge n. 27 del 1997 ed applicabile anche al rito del lavoro – il procuratore che eserciti il suo ministero fuori della circoscrizione del tribunale cui è assegnato deve eleggere domicilio all’atto di costituirsi in giudizio nel luogo dove ha sede l’ufficio giudiziario presso il quale è in corso il processo intendendosi in difetto che egli abbia eletto domicilio presso la cancelleria della stessa autorità giudiziaria. Ne consegue che tale domicilio assume rilievo ai fini della notifica della sentenza per il decorso del termine breve per l’impugnazione nonché per la notifica dell’atto di impugnazione rimanendo di contro irrilevante l’indicazione della residenza o anche l’elezione del domicilio fatta dalla parte stessa nella procura alle liti Cass. civ. Sezioni Unite 5 ottobre 2007 n. 20845

Ai fini della decorrenza del termine breve per l’impugnazione di cui all’art. 325 c.p.c. la notificazione della sentenza – che va fatta al procuratore costituito ai sensi dell’art. 170 stesso codice – deve essere compiuta al domicilio eletto dalla parte (e non presso la cancelleria del luogo ove ha sede l’autorità giudiziaria presso la quale il giudizio si è svolto) tutte le volte in cui compaia in calce alla procura ed alla contestuale elezione di domicilio la sottoscrizione del difensore: nella scelta tra un’interpretazione letterale ed una logica delle norme funzionali alla verificazione della validità della notifica de qua (in particolare l’art. 82 primo comma R.D. 22 gennaio 1934 n.87) difatti va prescelta l’ermeneusi di tipo logico che ricostruisca la vicenda della firma del difensore in calce agli atti suddetti come funzionale non alla sola autentica della firma bensì a far proprio l’intero contenuto dell’atto apparendo più rispettosa della volontà (della parte e) dello stesso difensore la scelta di attribuirgli anche il fine di far propria con l’autentica dell’altrui firma l’elezione di domicilio contenuta nell’atto da lui sottoscritto. In tal senso depongono da un canto il complessivo quadro normativo che l’ordinamento precessualcivilistico offre in parte qua (la parte che conferisce la procura ad litem non è tenuta ad eleggere domicilio nè presso il procuratore nè presso altri; l’elezione di domicilio ha natura recettizia; vigono le norme di cui agli artt.170 285 330 c.p.c.; la procura consiste nella designazione del soggetto cui spettano nel processo i poteri previsti dalla legge ma svolge altresì la funzione di manifestare l’incarico alla controparte e all’ufficio anche ai fini dell’art. 170 stesso codice) dall’altro la norma di cui all’art. 1367 c.c. applicabile anche agli atti unilaterali (norma in forza della quale l’atto deve interpretarsi nel senso che possa produrre effetti anziché nel senso opposto che non possa produrne alcuno di talché limitare l’efficacia dell’elezione di domicilio alla sola parte significa privare l’atto di qualsiasi effetto in un sistema in cui dopo la costituzione in giudizio tutte le notificazioni e tutte le comunicazioni hanno come legittimo destinatario il procuratore costituito) Cass. civ. sez. III 13 gennaio 2005 n. 561 T

La notificazione della sentenza ai fini della decorrenza del termine breve per l’impugnazione nel caso del difensore iscritto all’albo della circoscrizione del giudice adito il quale abbia indicato il domicilio in un comune al di fuori di detta circoscrizione (ma nel medesimo distretto) è valida sia che venga eseguita nel domicilio indicato nel comune fuori della circoscrizione dell’albo cui è iscritto poiché in tal caso la parte interessata adempie in maniera ancor pidiligente agli obblighi che le incombono ai fini della ritualità della notifica stessa (che in siffatta forma vale ancor per il raggiungimento dello scopo dell’atto) sia che venga eseguita nel domicilio che la legge gli assegna nella circoscrizione del giudice adito poiché la diversa indicazione del domicilio in comune di altra circoscrizione non comporta ipotesi di revoca ovvero di inoperatività del domicilio ex lege che autorizzi perciò la notificazione in cancelleria Cass. civ. sez. III 28 luglio 2004 n. 14254

La notificazione della sentenza ad istanza del difensore della parte munito di regolare procura è idonea a far decorrere il termine breve di impugnazione atteso che l’espressione «su istanza di parte » contenuta nell’art. 285 c.p.c. va riferita ai soggetti del rapporto processuale ed ai loro difensori i quali in virtdella procura alle liti hanno il potere di compiere nell’interesse dei primi tutti gli atti del processo a questi non espressamente riservati. Ne consegue che la circostanza che l’istanza sia stata avanzata non dalla parte bensì dal legale quale antistatario delle spese di lite liquidate in sentenza non esclude l’idoneità della notifica a far decorrere il termine breve di impugnazione Cass. civ. sez. lav. 4 giugno 2008 n. 14774

La notificazione della sentenza ad iniziativa di chi non è parte né procuratore della parte deve considerarsi giuridicamente inesistente sia per la non configurabilità nel vigente sistema del codice di rito di una utile gestione processuale che affiderebbe la disponibilità della lite a persona estranea ai contendenti sia perché ai fini della decorrenza del termine per l’impugnazione non è configurabile una equivalenza tra conoscenza occasionale della sentenza da impugnare e conoscenza legale della stessa. (Nel caso di specie la notifica era stata richiesta dalla compagnia di assicurazione di una delle parti estranea al rapporto processuale) Cass. civ. sez. I 8 settembre 2004 n. 18075

La prescrizione dell’art. 285 c.p.c. secondo cui ai fini della decorrenza del termine breve per l’impugnazione la sentenza deve essere notificata ad istanza di parte puòritenersi adempiuta ogniqualvolta nonostante la mancanza di apposita indicazione nella relata di notifica non vi sia comunque incertezza assoluta sulla parte istante qualora cioè l’identificazione di quest’ultima possa essere compiuta senza margini di dubbio sulla base del contenuto dell’atto notificato Cass. civ. sez. III 22 settembre 2000 n. 12538

L’art. 285 c.p.c. prevede per la notificazione della sentenza ai fini della decorrenza del termine breve per l’impugnazione “l’istanza di parte” con la parola “parte” intendendosi i soggetti del rapporto processuale ed i loro difensori senza che per tale istanza sia necessaria per i primi l’attività di questi ultimi Cass. civ. sez. III 22 settembre 2000 n. 12538

La mancanza nella copia ella sentenza notificata della certificazione del cancelliere attestante la conformità di tale copia all’originale atteso il disposto dell’art. 160 c.p.c. che individua i casi di nullità della notificazione non incide sulla validità della notificazione e non ne comporta l’inidoneità a far decorrere il termine breve per l’impugnazione. (Nella specie la S.C. ha aggiunto che il destinatario dell’atto non aveva addotto alcuna difformità tra il contenuto della copia della sentenza notificata e quello dell’originale) Cass. civ. sez. lav. 19 agosto 2004 n. 16317

La notificazione alla parte della sentenza di primo grado dotata di formula esecutiva ma priva di attestazione di autenticità proveniente dal cancelliere è ugualmente idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione qualora non si contesti che la medesima sia del tutto conforme all’originale comprensiva di tutte le pagine e leggibile in ogni sua parte. Cass. civ. sez. lav. 14 luglio 2004 n. 12996

La valida notificazione della sentenza al contumace involontario anche se intervenuta successivamente al decorso dell’anno dalla pubblicazione della sentenza è idonea a far decorrere il termine breve per proporre impugnazione; a tal fine devono sussistere sia la condizione oggettiva della nullità degli atti di cui all’art. 327 secondo comma c.p. sia quella soggettiva della mancata conoscenza del processo a causa di detta nullità e la relativa prova spetta al contumace salvo il caso d’inesistenza della notificazione la quale pone a carico di chi eccepisca che la parte ebbe di fatto conoscenza del giudizio l’onere di fornire la relativa prova (nella specie la SC ha ritenuto inesistente la notifica della sentenza di riconoscimento di sentenza straniera effettuata ai sensi dell’art. 151 c.p.c. in forme – fax e raccomandata senza ricevuta di ritorno – esorbitanti dallo schema legale degli atti di notificazione e quindi inidonea a far decorrere il termine breve) Cass. civ. Sezioni Unite 22 giugno 2007 n.14570

La speciale normativa di cui all’art. 10 della legge 10 ottobre 1942 n. 1408 regolante l’Istituto Postelegrafonici anche se prevede che l’assistenza legale nonché la rappresentanza e difesa in giudizio dell’istituto siano affidate all’Avvocatura dello Stato richiama la disciplina processuale generale relativa alla notifica degli atti e alla competenza della autorità giudiziaria; ne consegue che in caso di contumacia dell’istituto nel giudizio di primo grado la notificazione della sentenza impugnata deve essere effettuata alla parte personalmente ex art. 292 c.p.c. e non presso l’Avvocatura dello Stato Cass. civ. sez. lav. 5 luglio 2003 n. 10636 .

L’esistenza di irregolarità nel rilascio di copia di atti da parte del cancelliere non determina la nullità della notificazione della sentenza di primo grado stante il “numerus clausus” delle relative ipotesi e considerato che anche la notifica della sentenza fatta in copia non autenticata è idonea a far decorrere il termine breve dell’impugnazione. (In applicazione di tale principio la S.C. ha ritenuto infondati i motivi di impugnazione dedotti dal ricorrente riguardanti il fatto che la copia conforme della sentenza rilasciata al suo procuratore non recasse annotazioni circa il pregresso rilascio di copie autentiche né la certificazione dell’avvenuto passaggio in giudicato) Cass. civ. sez. lav. 12 maggio 2014 n. 10224

La notifica della sentenza al soccombente effettuata dal difensore distrattario al solo scopo del recupero delle spese essendo finalizzata alla realizzazione di un diritto proprio del procuratore diverso ed autonomo rispetto alla posizione sostanziale della parte rappresentata non fa decorrere nei confronti di quest’ultima il termine breve per proporre l’impugnazione rimanendo per la stessa operante in mancanza di specifica notificazione il termine previsto dall’art. 327 primo comma c.p.c Cass. civ. sez. VI 21 marzo 2013 n. 7232

Al fine di escludere il decorso del termine breve di impugnazione la nullità della notificazione della sentenza (per essere stata questa consegnata in copia priva della seconda pagina) può essere affermata – in difetto di una espressa comminatoria della nullità medesima – solo se il destinatario deduca e dimostri che detta incompletezza gli abbia precluso la compiuta conoscenza dell’atto e quindi abbia inciso negativamente sul pieno esercizio della facoltà di impugnazione dello stesso Cass. civ. sez. VI 22 giugno 2012 n. 10488

È valida la notificazione della sentenza effettuata dal difensore munito di procura per il primo grado dopo il decorso dell’anno dalla pubblicazione della sentenza stessa Cass. civ. sez. III 23 aprile 2001 n. 5962

In tema di impugnazione ai fini del decorso del termine breve previsto dall’art. 326 cod. proc. civ. la notifica alla parte della sentenza munita di formula esecutiva effettuata nel domicilio eletto presso il difensore è equivalente a quella effettuata ai sensi degli artt. 170 e 285 cod. proc. civ. nei confronti del procuratore costituito della parte ed è idonea a far decorrere il termine di sessanta giorni per proporre ricorso per cassazione previsto dall’art. 325 secondo comma cod. proc. civ. anche per la stessa parte notificante. L’inammissibilità del ricorso notificato tardivamente rispetto al termine breve non pu peraltro essere esclusa per il fatto che il controricorso con il quale si eccepisce la inammissibilità dell’impugnazione e si indica la prova documentale della notifica della sentenza sia a sua volta tardivo ove tale prova documentale ancorché depositata unitamente al controricorso sia posta a disposizione del ricorrente Cass. civ. sez. I 18 aprile 2014 n. 9051

Il termine breve d’impugnazione previsto dall’art. 325 c.p.c. decorre dalla notificazione della pronuncia anche per le sentenze emesse ex art. 281 sexies c.p.c. non potendosi ritenere equipollente alla notificazione in quanto atto ad istanza di parte la lettura del dispositivo e della motivazione in udienza che unitamente alla sottoscrizione del verbale contenente il provvedimento da parte del giudice caratterizza tale tipologia di sentenze Cass. civ. sez. I 28 maggio 2009 n. 12515

In tema di tempestività dell’impugnazione di sentenza non definitiva la notificazione della pronuncia di primo grado non determina l’applicazione del termine breve previsto all’art. 325 c.p.c. quando sia stata formulata validamente riserva d’impugnazione differita Cass. civ. sez. I 12 giugno 2007 n. 13762

Nei processi con pluralità di parti quando si verta in ipotesi di litisconsorzio non solo necessario ma anche processuale opera la regola propria delle cause inscindibili della unitarietà del termine per proporre l’impugnazione con la conseguenza che la notifica della sentenza ad istanza di una sola delle parti segna nei confronti della stessa e della parte destinataria della notificazione l’inizio del termine per la proposizione della impugnazione nei confronti di tutte le altre parti Cass. civ. sez. lav. 19 agosto 2004 n. 16254

 

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