(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Chiusura dell'assunzione

Articolo 209 - Codice di Procedura Civile

Il giudice istruttore dichiara chiusa l’assunzione quando sono eseguiti i mezzi ammessi (281) o quando, dichiarata la decadenza di cui all’articolo precedente, non vi sono altri mezzi da assumere, oppure quando egli ravvisa superflua, per i risultati già raggiunti, la ulteriore assunzione (115, 116).

Articolo 209 - Codice di Procedura Civile

Il giudice istruttore dichiara chiusa l’assunzione quando sono eseguiti i mezzi ammessi (281) o quando, dichiarata la decadenza di cui all’articolo precedente, non vi sono altri mezzi da assumere, oppure quando egli ravvisa superflua, per i risultati già raggiunti, la ulteriore assunzione (115, 116).

Note

Massime

Non è censurabile in sede di legittimità il giudizio (anche implicito) espresso dal giudice  di merito in ordine alla superfluità della prova testimoniale dedotta da una parte, specie quando lo stesso giudice abbia, con ragionamento logico e giuridicamente corretto, ritenuto di avere già raggiunto, in base all’istruzione probatoria già esperita, la certezza degli elementi necessari per la decisione. Cass. civ. sez. III 8 ottobre 1998, n. 9942

L’omessa motivazione circa la reiezione delle istanze di ammissione di mezzi istruttori  non assume rilievo allorché, dal complesso delle ragioni svolte nella sentenza, possa argomentarsi la superfluità, l’inconcludenza e l’irrilevanza delle prove dedotte. Cass. civ. sez. III 29 agosto 1984, n. 4718

Allorché il giudice dichiara chiusa l’istruttoria ed invita le parti a precisare le conclusioni,  le parti medesime decadono dai mezzi istruttori non assunti, indipendentemente da un’espressa dichiarazione di decadenza. Cass. civ. sez. III 22 maggio 1980, n. 3378

Nel provvedimento di chiusura dell’istruzione deve ritenersi implicita la decadenza della parte interessata dal diritto di fare assumere il mezzo istruttorio che, sebbene ammesso, non  sia stato espletato per inerzia processuale. Cass. civ. sez. III 28 marzo 1980, n. 2036

L’ordinanza che dichiara chiusa l’istruttoria quando ravvisa superflua, per i risultati raggiunti, l’ulteriore assunzione di mezzi di prova, non può, violando i diritti della difesa, rinvenire l’estremo della superfluità nelle acquisizioni testimoniali ex uno latere, salvo che espressamente od implicitamente dichiari l’altra parte decaduta dall’espletamento di quel mezzo istruttorio. Cass. civ. sez. lav. 27 febbraio 1980, n. 1399

Il giudice del merito non è tenuto ad ammettere ulteriori mezzi istruttori quando, nell’esercizio dei suoi poteri discrezionali d’apprezzamento, ritenga già sicuramente raggiunta la prova dei fatti di cui si discute, né, in tal caso, occorre che egli li respinga esplicitamente, bastando che la sua volontà risulti per implicito dalla motivazione della raggiunta certezza. Cass. civ. sez. lav., 5 gennaio 1980, n. 27.

Non sussiste l’obbligo del giudice del merito di disporre i mezzi di prova richiesti dalla parte tutte le volte che i medesimi non superino il preventivo vaglio di rilevanza e concludenza a lui istituzionalmente riservato, come avviene allorché i fatti oggetto della prova, in quanto non contestati ex adverso ovvero già sufficientemente provati, non abbisognano di accertamenti ulteriori, o quando, a fronte degli stessi fatti, risultino già acquisiti altri elementi, idonei a fondare un convincimento contrario a quanto si vorrebbe dimostrare. Tale accertamento negativo di rilevanza deve essere comunque sostenuto da adeguata motivazione. Cass. civ. sez. lav. 27 giugno 1979, n. 3598

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