(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Assunzione fuori dalla circoscrizione del tribunale

Articolo 203 - Codice di Procedura Civile

Se i mezzi di prova debbono assumersi fuori della circoscrizione del tribunale, il giudice istruttore delega a procedervi il giudice istruttore del luogo, salvo che le parti richiedano concordemente e il presidente del tribunale consenta che vi si trasferisca il giudice stesso.
Nell’ordinanza di delega, il giudice delegante fissa il termine entro il quale la prova deve assumersi e l’udienza di comparizione delle parti per la prosecuzione del giudizio.
Il giudice delegato, su istanza della parte interessata, procede all’assunzione del mezzo di prova e d’ufficio ne rimette il processo verbale al giudice delegante prima dell’udienza fissata per la prosecuzione del giudizio, anche se l’assunzione non è esaurita.
Le parti possono rivolgere al giudice delegante, direttamente o a mezzo del giudice delegato, istanza per la proroga del termine.

Articolo 203 - Codice di Procedura Civile

Se i mezzi di prova debbono assumersi fuori della circoscrizione del tribunale, il giudice istruttore delega a procedervi il giudice istruttore del luogo, salvo che le parti richiedano concordemente e il presidente del tribunale consenta che vi si trasferisca il giudice stesso.
Nell’ordinanza di delega, il giudice delegante fissa il termine entro il quale la prova deve assumersi e l’udienza di comparizione delle parti per la prosecuzione del giudizio.
Il giudice delegato, su istanza della parte interessata, procede all’assunzione del mezzo di prova e d’ufficio ne rimette il processo verbale al giudice delegante prima dell’udienza fissata per la prosecuzione del giudizio, anche se l’assunzione non è esaurita.
Le parti possono rivolgere al giudice delegante, direttamente o a mezzo del giudice delegato, istanza per la proroga del termine.

Note

Massime

L’art. 203 è applicabile anche nel giudizio dinanzi al giudice pace. Cass. civ. sez. III, 11 aprile 2008, n. 9725.

In tema di assunzione dei mezzi di prova, il giudice delegato ai sensi dell’art. 203, essendo investito fino alla scadenza del termine fissato per l’assunzione dei poteri spettanti al giudice istruttore, è tenuto a pronunciarsi su tutte le questioni che sorgono durante il relativo espletamento; peraltro, una volta scaduto detto termine – e sempre ché prima della scadenza non sia stata formulata istanza di proroga direttamente al giudice istruttore o tramite il giudice delegato – il potere ritorna al G.I., che può anche revocare l’ordinanza – non impugnabile –  con cui il giudice delegato abbia dichiarato la decadenza dalla prova. Cass. civ. sez. II 29 luglio 2004, n. 14349

In tema di prova delegata, allorquando il giudice, delegando ad altro il compito di assumere una prova, fissa, con ordinanza che deve essere comunicata alle parti, il termine  entro il quale la prova medesima deve essere assunta indicandolo in un determinato numero di giorni o di mesi, il termine inizia a decorrere dalla data di comunicazione del provvedimento. Cass. civ. sez. III 18 luglio 2002, n. 10405.

In tema di assunzione di mezzi di prova fuori della circoscrizione del tribunale, l’art. 203 c.p.c. riserva alla valutazione discrezionale del giudice (fondata su considerazioni relative al miglior reperimento della prova, o a ragioni di economia e speditezza) la decisione in ordine all’assunzione diretta o per delega della prova, e perciò il giudice, anche in caso di espressa richiesta di parte, ha la facoltà e non l’obbligo di disporre l’assunzione per delega di alcuni mezzi di prova; il suddetto potere discrezionale attribuito al giudice dal citato art. 203 incontra un limite, nel rito del lavoro, in relazione ai principi di concentrazione e immediatezza cui è ispirato il processo, con la conseguenza che non abbisognano di esplicitazione in un provvedimento espresso di motivato rispetto della diversa richiesta di parte le valutazioni discrezionali che, in conformità con le caratteristiche strutturali del rito, hanno determinato la scelta dell’assunzione diretta della prova, e che, pertanto, nel rito del lavoro il provvedimento declaratorio della necessità di assunzione diretta della prova può ritenersi implicitamente contenuto in quello di fissazione dell’udienza dinanzi a sé per l’assunzione della prova. Cass. civ. sez. lav. 10 novembre 1998, n. 11334

Costituisce principio di diritto non controverso quello per cui, allorquando i mezzi di prova debbono assumersi fuori della circoscrizione del tribunale, ai sensi dell’art. 203 c.p.c., il termine fissato dal G.I. per la loro assunzione, ha carattere ordinatorio e, pertanto, l’istanza di proroga di tale termine (da rivolgersi, all’autorità delegante, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 203 cit., richiamato, in tema di rogatoria alle autorità estere o consolari, dall’ultimo comma dell’art. 204 c.p.c.) va presentata prima della scadenza di esso termine, secondo quanto dispone l’art. 154 c.p.c.; con la conseguenza che il decorso del termine senza la previa presentazione di detta istanza, comporta la decadenza della parte istante interessata, dal diritto di fare assumere la prova che sia stata delegata, e non soltanto dal diritto di far assumere, per delega, la prova. Cass. civ. sez. I 18 aprile 1997, n. 3340

Il potere di prorogare il termine per l’assunzione di una prova delegata ha natura discrezionale, sicché sono irrilevanti i motivi in base ai quali tale potere viene esercitato, salva la necessità che la proroga sia stata chiesta prima della scadenza del termine, in ossequio alla regola generale prevista dall’art. 154 c.p.c. (Nella specie, era stata dedotta la nullità della proroga, poiché essa sarebbe stata richiesta allegando una nullità – della prima assunzione della prova testimoniale non preceduta da valida notifica al difensore del provvedimento pretorile di fissazione della prova – non deducibile dalla parte che vi aveva  dato causa). Cass. civ. sez. I 25 settembre 1996, n. 8453

Il provvedimento del giudice delegato che, anche in controversia soggetta al rito del lavoro, fissa la data e il luogo dell’espletamento della prova rimessagli, non necessita di una notificazione alle parti o ai loro procuratori, né quindi, quand’anche notificazione vi sia stata, dell’osservanza di specifici termini dilatori a comparire trattandosi soltanto di verificare, ai  fini di stabilire se sia stato o no assicurato il diritto di difesa, che gli interessati siano stati  posti in grado di assistere all’udienza fissata. Cass. civ. sez. lav., 20 agosto 1996, n. 7670

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