Art. 140 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

(1) Irreperibilità o rifiuto di ricevere la copia

Articolo 140 - codice di procedura civile

Se non è possibile eseguire la consegna per irreperibilità o per incapacità o rifiuto delle persone indicate nell’articolo precedente, l’ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa del comune dove la notificazione deve eseguirsi, affigge avviso del deposito in busta chiusa e sigillata (2) alla porta della abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario, e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento (48 att.).

Articolo 140 - Codice di Procedura Civile

Se non è possibile eseguire la consegna per irreperibilità o per incapacità o rifiuto delle persone indicate nell’articolo precedente, l’ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa del comune dove la notificazione deve eseguirsi, affigge avviso del deposito in busta chiusa e sigillata (2) alla porta della abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario, e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento (48 att.).

Note

(1) La Corte costituzionale, con sentenza n. 3 del 14 gennaio 2010, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di questo articolo nella parte in cui prevede che la notifica si perfezioni, per il destinatario, con la spedizione della raccomandata informativa, anziché con il ricevimento della stessa o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione.
(2) Le parole: «in busta chiusa e sigillata» sono state inserite dall’art. 174, comma 4, del D.L.vo 30 giugno 2003, n. 196, a decorrere dal 1° gennaio 2004. L’art. 174 del D.L.vo n. 196/2003 è stato poi abrogato dall’art. 27, comma 1, lett. c), n. 3, del D.L.vo 10 agosto 2018, n. 101.

Massime

La notificazione eseguita, ai sensi dell’art. 140 c.p.c., è valida se eseguita nel luogo di residenza del destinatario risultante dai registri anagrafici, mentre non lo è se, pur effettuata presso tale luogo, sia conosciuta l’effettiva residenza, anche tramite le risultanze della relata, ovvero la stessa sia conoscibile con l’ordinaria diligenza. Difatti la circostanza secondo la quale nell’indirizzo risultante dai registri anagrafici si trovi la residenza effettiva (o la dimora o il domicilio) del destinatario costituisce mera presunzione superabile con qualsiasi mezzo di prova, in quanto non coperta dalla fidefacenza della relata. Cass. civ. sez. VI 13 febbraio 2019, n. 4274

La notificazione eseguita, ai sensi dell’art. 140 c.p.c., nel luogo di residenza del destinatario risultante dai registri anagrafici, è nulla soltanto nell’ipotesi in cui questi si sia trasferito altrove e il notificante ne abbia conosciuto, ovvero con l’ordinaria diligenza avrebbe potuto conoscerne, l’effettiva residenza, dimora o domicilio, dove è tenuto a effettuare la notifica stessa, in osservanza dell’art. 139 c.p.c.. (Nel caso di specie, la S.C. ha ritenuto che la corte d’appello avesse omesso di valutare l’osservanza o meno, da parte del notificante, dell’obbligo di ordinaria diligenza nell’accertamento della effettiva residenza del destinatario della notifica, perché solo nella prima ipotesi avrebbe potuto poi dichiarare la nullità della notificazione eseguita, ai sensi dell’art. 140 c.p.c., nel luogo di residenza del destinatario risultante dai registri anagrafici). Cass. civ. sez. II 27 dicembre 2017, n. 30952

È nulla la notifica ex art. 140 cod. proc. civ. effettuata nel luogo di residenza del destinatario, come risultante dai registri anagrafici, qualora questi si sia trasferito altrove e il notificante ne conosca l’effettiva residenza o domicilio, in quanto evincibili dalla stessa relata dell’ufficiale giudiziario. Cass. civ. sez. III 24 febbraio 2015, n. 3590

Il ricorso alla procedura di notifica di cui all’art. 140 c.p.c., presupponendo la non conoscenza o la non conoscibilità dell’indirizzo del destinatario, richiede che l’organo delle notificazioni indichi specificamente le ragioni per cui non ha potuto procedere secondo le forme previste dall’art. 139 c.p.c., descrivendo, in particolare, le infruttuose ricerche del destinatario nel luogo di residenza, dimora o di domicilio. Ne deriva che è illegittimo il ricorso alla procedura in questione, nel caso in cui l’ufficiale notificatore non abbia usato l’ordinaria diligenza per individuare il luogo di residenza, essendosi limitato ad indicare solo il comune nel quale si è trasferito il destinatario dell’atto. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto la nullità della notifica di un avviso di accertamento fiscale, effettuata ex art. 140 c.p.c. sul presupposto che il destinatario si era trasferito in altro comune, senza che venisse accertato il nuovo indirizzo, che pure risultava dagli atti di stato civile). Cass. civ. sez. V 18 settembre 2009, n. 20098

In tema di notificazioni, l’assenza solo momentanea del destinatario della notificazione nel luogo in cui risiede non preclude la notificazione ai sensi dell’art. 140 c.p.c., che postula l’impossibilità di consegnare l’atto in quel luogo per mere difficoltà di ordine materiale, quali la precaria assenza del notificando e la mancata presenza, l’incapacità o il rifiuto delle persone abilitate dall’art. 139 c.p.c. a ricevere tale atto. Diversamente, la irreperibilità non temporanea rientra nella previsione dell’art. 143 c.p.c., per la cui applicabilità, infatti, non è sufficiente la valutazione soggettiva della persona alla quale l’atto deve essere consegnato, ma è necessaria la irreperibilità oggettiva, ovvero l’impossibilità di individuare il luogo di residenza, domicilio o dimora del notificando nonostante l’esperimento delle indagini suggerite nei singoli casi dalla comune diligenza. Cass. civ. sez. III 23 giugno 2009, n. 14618

Il mancato rinvenimento di soggetto idoneo a ricevere l’atto, proprio presso il comune di residenza del destinatario, e proprio presso la casa di abitazione ovvero il luogo in cui egli svolge la propria attività, legittima la notificazione ai sensi dell’art. 140 c.p.c., senza necessità di ricerca del destinatario in uno degli altri luoghi indicati alternativamente dall’art. 139. Ciò in quanto la certezza che il luogo di notificazione sia quello in cui vive e lavora il notificatario – e che pertanto l’assenza sua e di altri soggetti idonei sia solo momentanea, ricorrendo un’ipotesi di c.d. irreperibilità temporanea – lascia supporre che questi, o persona in grado di informarlo, verrà a conoscenza dell’avvenuta notificazione dall’affissione dell’avviso di deposito sulla porta e dalla spedizione della raccomandata, essendo invece necessarie ulteriori ricerche solo quando il notificatore abbia motivo di ritenere che il destinatario si sia trasferito dal comune e/o dal luogo ove viene ricercato, perché in tal caso verrebbe meno il collegamento fra il luogo e il soggetto, collegamento sul quale il legislatore fonda la presunzione di conoscenza, da parte del destinatario, dell’atto notificatogli ai sensi dell’art. 140 c.p.c. Cass. civ. sez. V 9 febbraio 2007, n. 2919

Qualora sussistono i requisiti richiesti dalla legge, ai sensi degli arte. 44 c.c. e 31 att. c.c., per opporre il trasferimento di residenza ai terzi di buona fede, ovvero la doppia dichiarazione fatta al comune che si abbandona e a quello di nuova residenza, con consequenziale cancellazione dall’anagrafe del comune di provenienza e iscrizione nell’anagrafe del comune di nuova residenza, aventi la stessa decorrenza, la notifica effettuata ex art. 140 c.p.c., in cui il piego relativo alla raccomandata ed attestante l’avvenuto compimento delle formalità previste dalla legge sia stato restituito al mittente per compiuta giacenza, è nulla, in quanto la notifica ex art. 140 c.p.c. non esclude ma al contrario postula che sia stato esattamente individuato il luogo di residenza, domicilio o dimora del destinatario, e che la copia non sia stata consegnata per mere difficoltà di ordine materiale, quali la momentanea assenza, l’incapacità o il rifiuto delle persone indicate dall’art. 139 c.p.c. di ricevere l’atto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, che aveva ritenuto valida la notifica dell’atto di integrazione del contraddittorio eseguita con le modalità indicate in precedenza, ritenendo che con l’uso dell’ordinaria diligenza, ovvero ricorrendo ad una normale ricerca anagrafica, il notificante avrebbe accertato, o avrebbe potuto accertare, che all’epoca della notifica il destinatario dell’atto aveva già da tempo trasferito altrove la propria residenza anagrafica). Cass. civ. sez. II 16 novembre 2006, n. 24416

La validità della notificazione eseguita nelle forme dell’art. 140 c.p.c. postula che sia stato esattamente individuato il luogo di residenza, dimora o domicilio del destinatario dell’atto, e che la copia non possa essere consegnata nella casa di abitazione, o nel luogo dell’ufficio, dell’industria o del commercio, per mere difficoltà di ordine materiale, ovvero per irreperibilità, incapacità o rifiuto delle persone indicate dal precedente art. 139. Ne consegue che la notificazione eseguita ai sensi dell’art. 140 c.p.c. nel luogo di residenza del destinatario risultante dai registri anagrafici è nulla quando questi si sia trasferito altrove ed il notificante ne conosca (come nella specie), ovvero con l’ordinaria diligenza avrebbe potuto conoscerne, l’effettiva residenza, dimora o domicilio, dove è tenuto ad effettuare la notificazione stessa, a norma dell’art. 139 c.p.c. Cass. civ. sez. III 20 settembre 2002, n. 13755

Ai fini dell’ammissibilità della notifica di un atto ad una persona giuridica o ad un ente privo di personalità giuridica ai sensi dell’art. 140 c.p.c. occorre distinguere a seconda che nell’atto sia o meno indicata la persona fisica che rappresenta l’ente: ove tale indicazione vi sia, si può procedere alla notifica secondo la norma suindicata quando non solo non sia possibile la notificazione ai sensi dell’art. 145, primo o secondo comma, c.p.c., ma si accerti anche la impossibilità di notifica dell’atto in mani proprie o nella residenza o nella dimora o nel domicilio o presso il domiciliatario del rappresentante dell’ente, sempre che il rappresentante abbia un indirizzo diverso da quello della sede dell’ente, poiché in caso di identico indirizzo è sufficiente constatare la mancanza di soggetti legittimati a ricevere l’atto presso la sede dell’ente; qualora, invece, tale persona non sia indicata nell’atto, l’impossibilità della notificazione nella sede dell’ente legittima senz’altro il ricorso alla procedura di cui all’art. 140 c.p.c. Cass. civ. sez. I 9 febbraio 2000, n. 1427

La notificazione nelle forme di cui all’art. 140 c.p.c. può essere compiuta solo dopo che siano state effettuate ricerche presso l’indirizzo risultante dall’anagrafe del Comune del domicilio fiscale del contribuente, non essendo a tal fine sufficiente la generica attestazione di mancato reperimento del destinatario, dovendo l’ufficiale notificante indicare il luogo nel quale si è effettivamente recato per verificarne l’irreperibilità. (Fattispecie in tema di notificazione di atti impositivi a società). Cass. civ. sez. V 27 dicembre 2018, n. 33464

Ai fini del perfezionamento della notifica (nella specie, dell’avviso di accertamento tributario) in caso d’irreperibilità o rifiuto di ricevere la copia da parte delle persone indicate nell’art. 139 c.p.c., l’attestazione del compimento delle formalità prescritte dall’art. 140 c.p.c. (deposito nella casa comunale, affissione dell’avviso alla porta del destinatario, invio di raccomandata con avviso di ricevimento) non richiede formule sacramentali, esattamente corrispondenti al tenore della norma, dovendo la relata di notifica essere interpretata attribuendo alle singole parti il senso che risulta dal complesso dell’atto (ex art. 1363 c.c.) e non quello derivante da una considerazione atomistica di esse. Ne consegue che ove l’agente dichiari di aver effettuato la notifica ai sensi dell’art. 140 c.p.c., l’attestazione di avere “rilasciato avviso sul luogo del destinatario” deve essere interpretata nel senso che detto avviso è stato rilasciato nelle forme di legge e cioè mediante affissione sulla porta del destinatario medesimo, ogni diversa interpretazione essendo contraria alle usuali regole di ermeneutica contrattuale, applicabili, nei limiti della compatibilità, agli atti amministrativi. Cass. civ. sez. V 12 febbraio 2010, n. 3426

In tema di notificazioni, di fronte al rifiuto di ricevere l’atto, opposto dalla persona qualificatasi come portiere dello stabile di cui all’art. 139 c.p.c., l’ufficiale giudiziario, che può legittimamente presumere che la qualità di portiere sia vera senza essere tenuto ad indagini verificative, può ben eseguire la notifica ai sensi del successivo art. 140. Cass. civ. sez. lav. 10 settembre 2012, n. 15094

Nella notificazione eseguita ai sensi dell’art. 140 cod. proc. civ., in caso di rifiuto della persona abilitata al recapito di ricevere in consegna il piego raccomandato, non è richiesta dall’art. 8, primo comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890, la menzione sull’avviso di ricevimento del nome e cognome della persona che rifiuta e la sua qualità, essendo tenuto l’agente postale in tutte le ipotesi di mancata consegna dell’atto esclusivamente al deposito del medesimo presso l’ufficio postale e a notiziarne il destinatario mediante avviso a mezzo raccomandata. L’identificazione del soggetto e l’indicazione della sua qualità sono, infatti, necessarie soltanto nell’altra ipotesi regolata dall’art. 8, primo comma, riguardante il rifiuto da parte della persona abilitata di firmare l’avviso di ricevimento, pur avendo provveduto alla ricezione del piego. Cass. civ. sez. II 4 febbraio 2011, n. 2755

A norma dell’art. 138 c.p.c., può considerarsi equipollente alla notificazione effettuata in mani proprie il rifiuto di ricevere la copia dell’atto soltanto se proveniente dal destinatario della notificazione medesima o dal domiciliatario (stante l’assimilazione, stabilita dall’art. 141, terzo comma, c.p.c., tra la consegna in mani proprie del destinatario e quella in mani proprie del domiciliatario); detta equipollenza non opera, pertanto, allorché il rifiuto provenga da persona che, non essendo stato reperito il destinatario in uno dei luoghi di cui al primo comma dell’art. 139 c.p.c., sia compresa nel novero di quelle tuttavia abilitate, ai sensi del secondo comma della medesima disposizione, alla ricezione dell’atto, sicché detto rifiuto comporta la necessità di eseguire le formalità prescritte dall’art. 140 c.p.c., la cui omissione determina l’inesistenza della notificazione stessa. Cass. civ. Sezioni Unite 26 giugno 2002, n. 9325

L’omissione di uno degli adempimenti previsti dall’art. 140 c.p.c. comporta la nullità della notificazione, sanabile per raggiungimento dello scopo, ai sensi dell’art. 156 c.p.c., anche nel caso in cui il destinatario abbia ricevuto al proprio indirizzo la raccomandata informativa del deposito del piego presso l’ufficio postale ed abbia scelto di ometterne il ritiro determinando la compiuta giacenza, potendo la presunzione di conoscenza di cui all’art. 1335 c.c. ritenersi superata soltanto se il destinatario provi di essersi trovato, senza sua colpa, nell’impossibilità di prendere cognizione del piego. Cass. civ. sez. VI 4 dicembre 2019, n. 31724

In tema di notificazione di atti (nella specie, di verbali di accertamento di infrazioni al codice della strada) eseguita ai sensi dell’art. 140 c.p.c., la “casa del Comune” in cui l’ufficiale notificante deve depositare la copia dell’atto da notificare si identifica, in alternativa alla sede principale, anche in qualsiasi altra struttura nella disponibilità giuridica dell’ente, vincolata allo svolgimento di funzioni istituzionali con provvedimento adottato prima della notificazione e menzionata nell’avviso di avvenuto deposito. Cass. civ. sez. III 5 settembre 2019, n. 22167

In tema di adempimenti prescritti dall’art. 140 c.p.c. nei casi di irreperibilità relativa, ai fini del perfezionamento del procedimento notificatorio, è necessario che l’avviso di ricevimento, relativo alla raccomandata informativa del deposito dell’atto presso la casa comunale, rechi l’annotazione da parte dell’agente postale dell’accesso presso il domicilio del destinatario e delle ragioni della mancata consegna, senza che sia sufficiente la sola indicazione del deposito del plico presso l’ufficio postale. (Nella specie, la S.C. ha confermato la nullità della notifica di un ricorso introduttivo di primo grado in quanto l’avviso di ricevimento della raccomandata informativa, pur allegato all’atto, non risultava compilato nella parte relativa alla mancata consegna del plico al domicilio). Cass. civ. sez. lav. 30 gennaio 2019, n. 2683

In tema di notifica ex art. 140 c.p.c., il compimento delle formalità richieste deve risultare dalla relata redatta dall’ufficiale giudiziario ai sensi dell’art. 148 c.p.c. che, sotto tale profilo, è coperta da fede privilegiata, a differenza di quanto avviene per l’effettivo inoltro dell’avviso informativo al destinatario da parte dell’ufficio postale cui è stato consegnato da detto pubblico ufficiale, con la conseguenza che la prova dell’eventuale mancato recapito dello stesso potrà essere fornita dal destinatario senza necessità di impugnare la relata mediante querela di falso. Cass. civ. sez. VI 22 gennaio 2019, n. 1699

In tema di notificazione della cartella esattoriale relativa a contributi previdenziali, l’omissione di uno degli adempimenti previsti dall’art. 140 c.p.c. (nella specie l’affissione dell’avvenuto deposito del piego presso la casa comunale anziché alla porta dell’abitazione) comporta la nullità della notifica, sanabile per raggiungimento dello scopo, ai sensi dell’art. 156 c.p.c., se il destinatario abbia comunque ricevuto regolarmente la raccomandata di conferma del deposito del piego presso l’ufficio postale. Cass. civ. sez. lav. 9 gennaio 2019, n. 265

Nella notificazione nei confronti di destinatario irreperibile ai sensi dell’art. 140 c.p.c., non occorre che dall’avviso di ricevimento della raccomandata informativa del deposito dell’atto presso l’ufficio comunale, che va allegato all’atto notificato, risulti precisamente documentata l’effettiva consegna della raccomandata, ovvero l’infruttuoso decorso del termine di giacenza presso l’ufficio postale, né che detto avviso contenga, a pena di nullità dell’intero procedimento notificatorio, tutte le annotazioni prescritte in caso di notificazione effettuata a mezzo del servizio postale, dovendo piuttosto da esso risultare, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 3 del 2010, il trasferimento, il decesso del destinatario o altro fatto impeditivo (non della conoscenza effettiva, ma) della conoscibilità dell’avviso stesso. Cass. civ., sez. VI 12 dicembre 2018, n. 32201

L’art. 140 c.p.c. prescrive, per la validità della notifica con il rito degli irreperibili, il deposito di copia dell’atto presso la casa comunale, rappresentando questa la sede del comune nei confronti dei terzi, nonchè il luogo degli atti comunali e degli organi che li deliberano, insuscettibile di estensione a diversi “luoghi”. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso, confermando la sentenza di merito, che aveva dichiarato la nullità delle notifiche delle cartelle esattoriali, eseguite ai sensi dell’art. 140 c.p.c. mediante il deposito presso un ufficio decentrato del Comune). Cass. civ. sez. VI 3 ottobre 2012, n. 16817

In tema di notificazione degli atti processuali a persona irreperibile, il compimento di taluno degli adempimenti prescritti dall’art. 140 c.p.c. (nella fattispecie, spedizione al destinatario dell’atto della raccomandata recante notizia di quanto eseguito) oltre il termine stabilito per la notificazione dell’atto (nella fattispecie, ricorso per cassazione) determina la nullità – e non l’inesistenza – della notificazione, con conseguente sanatoria del vizio nel caso di rituale costituzione in giudizio del destinatario, per raggiungimento dello scopo dell’atto ai sensi dell’art. 156 c.p.c. Cass. civ. sez. V 8 settembre 2004, n. 18110

In tema di notificazione a persona irreperibile, l’espletamento della procedura di cui all’art. 140 c.p.c. comporta una presunzione semplice di validità ed efficacia dell’atto, fondata sulla relata dell’ufficiale giudiziario, superabile con qualsiasi mezzo di prova, tanto con riferimento alla circostanza della effettiva ubicazione della residenza del destinatario nel luogo di notifica, quanto a quella della effettiva conoscenza dell’atto da parte del destinatario. (Nell’affermare tale principio, la S.C. ha ritenuto efficacemente superata la presunzione di conoscenza de qua a seguito della esibizione, da parte del destinatario irreperibile, di una certificazione dell’amministrazione postale attestante che il competente ufficio, non avendo mai ricevuto la raccomandata con il relativo avviso di ricevimento, non aveva mai provveduto alla sua spedizione). Cass. civ. sez. I 23 giugno 1998, n. 6233

Al fine di dimostrare la sussistenza della nullità di una notificazione, in quanto eseguita in luogo diverso dalla residenza effettiva del destinatario, non costituisce prova idonea la produzione di risultanze anagrafiche che indichino una residenza difforme rispetto al luogo in cui è stata effettuata la notificazione. Nell’ipotesi in cui la notifica venga eseguita, nel luogo indicato nell’atto da notificare e nella richiesta di notifica, secondo le forme previste dall’art. 140 cod. proc. civ., è da presumere che in quel luogo si trovi la dimora del destinatario e, qualora quest’ultimo intenda contestare in giudizio tale circostanza al fine di far dichiarare la nullità della notificazione stessa, ha l’onere di fornirne la prova. Cass. civ. sez. I 9 maggio 2014, n. 10107

In tema di notificazione ex art. 140 c.p.c., a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 3 del 2010, deve tenersi distinto il momento del perfezionamento della notificazione nei riguardi del notificante da quello nei confronti del destinatario dell’atto, dovendo identificarsi, il primo, con quello in cui viene completata l’attività che incombe su chi richiede l’adempimento, e, il secondo, con quello in cui si realizza l’effetto della conoscibilità dell’atto; ne consegue che, ai fini della verifica del rispetto del termine di decadenza per l’impugnazione, la notifica a mezzo posta dell’avviso informativo al destinatario si perfeziona non con il semplice invio a cura dell’agente postale della raccomandata che dà avviso dell’infruttuoso accesso e degli eseguiti adempimenti, ma decorsi dieci giorni dall’inoltro della raccomandata o nel minor termine costituito dall’effettivo ritiro del plico in giacenza. Cass. civ. sez. V 11 maggio 2012, n. 7324

In tema di notificazioni a mezzo posta, l’annotazione dell’agente postale sull’avviso di ricevimento, dalla quale risulti il rifiuto senza ulteriore specificazione circa il soggetto (destinatario, oppure persona diversa abilitata a ricevere il plico) che ha in concreto opposto il rifiuto, può legittimamente presumersi riferita al rifiuto di ricevere il plico o di firmare il registro di consegna opposto dal destinatario, con conseguente completezza dell’avviso, e dunque legittimità e validità della notificazione. Cass. civ., sez. VI 28 marzo 2012, n. 5026

Nella notificazione nei confronti di destinatario irreperibile, ai sensi dell’art. 140 c.p.c., non occorre che dall’avviso di ricevimento della raccomandata informativa del deposito dell’atto presso l’ufficio comunale, che va allegato all’atto notificato, risulti precisamente documentata l’effettiva consegna della raccomandata, ovvero l’infruttuoso decorso del termine di giacenza presso l’ufficio postale, né, che, in definitiva, detto avviso contenga, a pena di nullità dell’intero procedimento notificatorio, tutte le annotazioni prescritte in caso di notificazione effettuata a mezzo del servizio postale, dovendo piuttosto da esso risultare, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 3 del 2010, il trasferimento, il decesso del destinatario o altro fatto impeditivo (non della conoscenza effettiva, ma) della conoscibilità dell’avviso stesso.  Cass. civ. sez.II 27 febbraio 2012, n. 2959

A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 3 del 2010, dichiarativa dell’illegittimità costituzionale dell’art. 140 c.p.c., la notificazione effettuata ai sensi di tale disposizione si perfeziona, per il destinatario, con il ricevimento della raccomandata informativa, se anteriore al maturarsi della compiuta giacenza, ovvero, in caso contrario, con il decorso del termine di dieci giorni dalla spedizione. (Principio affermato ai sensi dell’art. 360 bis, comma 1, c.p.c.). Cass. civ. sez. VI 25 febbraio 2011, n. 4748

A seguito della sentenza (di immediata applicazione) della Corte costituzionale n. 3 del 2010, dichiarativa dell’illegittimità costituzionale dell’art. 140 c.p.c., nella parte in cui prevedeva che la notifica si perfezionasse, per il destinatario, con la spedizione della raccomandata informativa, anziché con il ricevimento della stessa o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione, è necessario che il notificante, affinchè tale tipo di notificazione possa ritenersi legittimamente effettuata, comprovi la suddetta ulteriore circostanza, diversamente configurandosi la nullità della notificazione. (Nella specie, la S.C., alla stregua dell’enunciato principio, in accoglimento del ricorso, ha dichiarato la nullità della notificazione di un’intimazione di sfratto per morosità con contestuale citazione per la convalida per difetto di prova dell’avvenuta ricezione, da parte dell’intimato, del successivo avviso di ricevimento della raccomandata ex art. 140 c.p.c., rimettendo le parti dinanzi al giudice di primo grado per l’esame della proposta opposizione tardiva a convalida di sfratto). Cass. civ., sez. III 31 marzo 2010, n. 7809

Il perfezionamento della notifica effettuata ai sensi dell’art. 140 cod. pro. civ. – richiede il compimento di tutti gli adempimenti stabiliti da tale norma (deposito della copia dell’atto nella casa del comune dove la notificazione deve eseguirsi; affissione dell’avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario; notizia del deposito al destinatario mediante raccomandata con avviso di ricevimento), con la conseguenza che, in caso d’omissione di uno di essi (nella specie, mancata affissione dell’avviso alla porta dell’abitazione), la notificazione è nulla e, benchè la nullità sia sanata dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, l’effetto sanante si realizza soltanto nel momento di tale ricezione, con la conseguenza che il rispetto del termine d’impugnazione decorrente dalla notificazione dell’atto va computato avendo riguardo a quest’ultima data (nella specie, la Corte Cass. ha riformato la pronuncia di merito, affermando che il reclamo proposto ex art. 26, legge fall., avverso il decreto del giudice delegato, doveva ritenersi tempestivo, dovendo computarsi il dies a quo dell’impugnazione avendo riguardo alla data della ricezione della raccomandata). Cass. civ. sez. I 11 marzo 2005, n. 5450

Nel caso in cui la notifica venga effettuata, nel luogo indicato nell’atto da notificare e nella richiesta di notifica, nelle forme previste dall’art. 140 c.p.c., è da presumere che in quel luogo si trovi la dimora del destinatario, onde quest’ultimo, ove ciò contesti in giudizio al fine di far dichiarare la nullità della notifica stessa, ha l’onere di fornirne la prova. Cass. civ. sez. II 29 luglio 2004, n. 14388

Le formalità previste per la notifica di cui all’art. 140 c.p.c. (deposito della copia nella casa comunale, affissione dell’avviso di deposito ed invio della raccomandata), in quanto organicamente coordinate tra loro, hanno tutte carattere essenziale e, come tali, condizionano al loro integrale adempimento l’efficacia giuridica della notifica stessa; dal compimento di tutti e tre gli atti indicati decorre pertanto il termine, di trenta giorni dalla notificazione, previsto dall’art. 15, secondo comma, del regio decreto 11 febbraio 1929, n. 274 per impugnare, dinanzi al Consiglio nazionale dei geometri, la delibera del Collegio provinciale irrogativa di sanzione disciplinare. Cass. civ. sez. III 14 gennaio 2002, n. 359

La notificazione degli atti in caso di irreperibilità del destinatario si perfeziona con il compimento da parte dell’ufficiale giudiziario delle formalità prescritte dall’art. 140 c.p.c., che trattandosi di elementi essenziali dalla fattispecie notificatoria debbono essere tutti osservati. Ne consegue che l’affissione al portone dell’edificio soddisfa il precetto della norma soltanto quando l’edificio si identifichi con l’abitazione del destinatario, ma non quando si tratti del portone di un edificio in condominio nel quale è sita l’abitazione del medesimo, non assolvendo l’affissione al portone comune la funzione che l’art. 140 c.p.c. attribuisce all’affissione alla porta di casa a causa della sua inidoneità a rendere presumibilmente certa la conoscenza del deposito dell’atto. Cass. civ. sez. II 13 maggio 1998, n. 4812

Nella ipotesi di notifica di un atto ai sensi dell’art. 140 c.p.c., che per la sua validità richiede il compimento di tre formalità: deposito della copia dell’atto nella casa comunale dove la notificazione deve eseguirsi, affissione dell’avviso dell’eseguito deposito alla porta dell’abitazione, ufficio o azienda del destinatario, notizia a quest’ultimo per raccomandata con avviso di ricevimento, il compimento di tale ultima formalità non può essere desunto dalla sola indicazione del numero della raccomandata spedita, senza alcuna verifica sull’esistenza e sul contenuto della ricevuta di spedizione, anche ai fini del riscontro degli elementi richiesti dall’art. 48 att. c.p.c., atteso che l’attestazione dell’ufficiale giudiziario di avere inviato una raccomandata indicandone il numero copre con la fede privilegiata soltanto tale ambito, ma dalla stessa non sono desumibili né l’indirizzo al quale la raccomandata è stata spedita né il destinatario della medesima né gli altri elementi di cui all’art. 48 att. c.p.c. Cass. civ. sez. I 4 aprile 1998, n. 3497

È nulla la notifica dell’atto di citazione eseguita ai sensi dell’art. 140 c.p.c. quando sia mancato l’elemento completivo della fattispecie costituito dalla spedizione della raccomandata volta a dare notizia al destinatario del compimento delle altre attività (deposito della copia nella Casa del comune e affissione dell’avviso di deposito). Detta nullità non è suscettibile di sanatoria per raggiungimento dello scopo dell’atto quando il destinatario non siasi costituito in giudizio e la conoscenza dell’atto da parte del medesimo sia stata acquisita dopo la data della prima udienza di comparizione e, pertanto, senza l’osservanza del termine di comparizione dovutogli. Cass. civ. sez. II 26 marzo 1997, n. 2654

La notificazione eseguita a norma dell’art. 140 c.p.c. esige, per la sua validità, che dalla relazione dell’ufficiale giudiziario risulti il compimento di tutte le formalità prescritte dalla legge per il suo perfezionamento, con la conseguenza che l’omessa menzione nella relata dell’avvenuta affissione dell’avviso del deposito alla porta dell’abitazione del notificando rende nulla la notificazione stessa. Né la nullità può essere sanata da una successiva attestazione dell’ufficiale procedente che confermi l’avvenuta affissione dell’avviso e la mera materiale omissione nella relazione della menzione di tale adempimento, posto che la fede pubblica assiste solo le attività compiute dall’ufficiale giudiziario, le dichiarazioni da lui ricevute ed i fatti avvenuti in sua presenza, risulti dall’atto da lui redatto con le richieste formalità nel luogo in cui l’atto è formato, mentre non sono assistite da fede privilegiata le attestazioni rilasciate dall’ufficiale giudiziario al di fuori delle funzioni pubbliche, che a lui sono commesse. Ne consegue che il destinatario dell’atto deve proporre querela di falso solo per contestare l’avvenuta affissione risultante dalla relazione di notificazione e di tutti gli atti conseguenti al provvedimento invalidamente notificato, senza che il notificante possa fornire con altri mezzi la prova di circostanze che, per espresso disposto di legge, devono emergere dall’atto pubblico. Cass. civ. sez. I 4 settembre 1996, n. 8071

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