Art. 134 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Forma, contenuto e comunicazione dell'ordinanza

Articolo 134 - codice di procedura civile

L’ ordinanza è succintamente motivata. Se è pronunciata in udienza è inserita nel processo verbale (126); se è pronunciata fuori dell’udienza (308), è scritta in calce al processo verbale oppure in foglio separato, munito della data e della sottoscrizione del giudice o, quando questo è collegiale, del presidente.
Il cancelliere comunica alle parti (136) l’ordinanza pronunciata fuori dell’udienza, salvo che la legge ne prescrive la notificazione.
(1)[ L’avviso di cui al secondo comma può essere effettuato a mezzo telefax o a mezzo di posta elettronica nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi. A tal fine il difensore indica nel primo scritto difensivo utile il numero di fax o l’indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere l’avviso.]

Articolo 134 - Codice di Procedura Civile

L’ ordinanza è succintamente motivata. Se è pronunciata in udienza è inserita nel processo verbale (126); se è pronunciata fuori dell’udienza (308), è scritta in calce al processo verbale oppure in foglio separato, munito della data e della sottoscrizione del giudice o, quando questo è collegiale, del presidente.
Il cancelliere comunica alle parti (136) l’ordinanza pronunciata fuori dell’udienza, salvo che la legge ne prescrive la notificazione.
(1)[ L’avviso di cui al secondo comma può essere effettuato a mezzo telefax o a mezzo di posta elettronica nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi. A tal fine il difensore indica nel primo scritto difensivo utile il numero di fax o l’indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere l’avviso.]

Note

(1) Questo comma, aggiunto dall’art. 2, comma 3, lett. a), del D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, nella L. 14 maggio 2005, n. 80, è stato abrogato dall’art. 25, comma 1, lett. c), della L. 12 novembre 2011, n. 183. A norma dell’art. 25, comma 5, della stessa legge, tali disposizioni si applicano decorsi 30 giorni dalla data di entrata in vigore della medesima legge (Suppl. ord. alla G.U. Serie gen.- n. 265 del 14 novembre 2011).

Massime

Le ordinanze pronunciate dal giudice in udienza ed inserite nel processo verbale a norma dell’art. 134 c.p.c. si reputano conosciute sia dalle parti presenti sia da quelle che avrebbero dovuto intervenire, e pertanto non devono essere comunicate a queste ultime dal cancelliere; in particolre, non deve essere comunicata al procuratore costituito ma assente la nomina del consulente tecnico d’ufficio avvenuta in udienza. Cass. civ. sez. lav. 10 marzo 2004, n. 4929.

Se un’ordinanza fuori udienza – nella specie emessa dal presidente del collegio in accoglimento dell’istanza di anticipo dell’udienza di decisione della causa – è comunicata (art. 134, secondo comma, c.p.c.) presso la cancelleria anziché nel domicilio eletto (art. 82, primo comma, R.D. 22 gennaio 1934, n. 37), la sentenza è insanabilmente nulla (artt. 156, secondo comma, e 159, c.p.c.), se la parte non ha partecipato alla discussione né ha svolto attività difensiva (comparsa conclusionale o eventuale memoria di replica), per violazione del relativo diritto e del principio del contraddittorio, vizi rilevabili ex actis in sede di legittimità, trattandosi di error in procedendo. Cass. civ. sez. III 17 dicembre 1997, n. 12794 

L’ordinanza emessa dal tribunale a norma dell’art. 11 della legge n. 319 del 1980 (resa, in tema di liquidazione a periti e consulenti, in camera di consiglio ed in presenza di più parti), pur incidendo, con carattere di definitività, su diritti soggettivi (ed essendo, conseguentemente, assoggettabile al rimedio processuale del ricorso straordinario per cassazione ex art. 111 Cost., per mancata previsione di altri e diversi mezzi di impugnazione), conserva la propria veste formale di provvedimento collegiale ordinatorio che, come tale, ed a prescindere dalla natura sostanziale di sentenza, va sottoscritto, a norma dell’art. 134 c.p.c., dal solo presidente, e non anche dal giudice relatore. Cass. civ. sez. I 25 agosto 1997, n. 7958

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