Art. 123 – Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Nomina del traduttore

Articolo 123 - codice di procedura civile

Quando occorre procedere all’esame di documenti che non sono scritti in lingua italiana, il giudice può nominare un traduttore, il quale presta giuramento a norma dell’articolo precedente.

Articolo 123 - Codice di Procedura Civile

Quando occorre procedere all’esame di documenti che non sono scritti in lingua italiana, il giudice può nominare un traduttore, il quale presta giuramento a norma dell’articolo precedente.

Massime

Nel processo tributario, come in quello civile, la lingua italiana è obbligatoria per gli atti processuali in senso proprio e non anche per i documenti prodotti dalle parti, relativamente ai quali il giudice ha, pertanto, la facoltà, e non l’obbligo, di procedere alla nomina di un traduttore ex art. 123 cod. proc. civ., di cui si può fare a meno allorché non vi siano contestazioni sul contenuto del documento o sulla traduzione giurata allegata dalla parte e ritenuta idonea dal giudice, mentre, al di fuori di queste ipotesi, è necessario procedere alla nomina di un traduttore, non potendosi ritenere non acquisiti i documenti prodotti in lingua straniera. Cass. civ. sez. V 17 giugno 2015, n. 12525

Qualora si renda necessario procedere all’esame di documenti che non sono scritti in lingua italiana, la nomina di un traduttore, ai sensi dell’art. 123 c.p.c., non costituisce un dovere del giudice del merito, ma una sua facoltà discrezionale, sicché la mancata nomina del traduttore (nella specie, per essere stata la traduzione operata da tale giudice) non può formare oggetto di censura in sede di legittimità. Cass. civ. sez. II 5 aprile 1984, n. 2217

Quando si tratti di lingua universalmente nota, come il francese, e se il giudice dimostri di averne perfetta conoscenza, non occorre la nomina di un traduttore, prevista dall’art. 123 c.p.c.  Cass. civ. sez. II 6 giugno 1969, n. 1991
La mancata traduzione del documento, redatto in lingua straniera, dal quale si assuma derivante la legittimazione del difensore non rientra tra le nullità assolute ed insanabili previste dalla legge, ma piuttosto tra le nullità relative suscettibili di sanatoria ai sensi dell’art. 157 c.p.c., con la conseguenza che, essa non può essere opposta dalla parte che per tutto il corso del giudizio non abbia contrastato la legittimazione del difensore, giacché, ai sensi dell’art. 157 cit. terzo comma, tale condotta esprime rinuncia tacita all’eccezione. Cass. civ. sez. III 1° agosto 2002, n. 11434

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