Art. 12 – Codice Deontologico Forense

(Approvato in data 31 gennaio 2014)

Dovere di diligenza

Art. 12 – codice deontologico forense

L’avvocato deve svolgere la propria attività con coscienza e diligenza, assicurando la qualità della prestazione professionale.

Art. 12 – Codice Deontologico Forense

L’avvocato deve svolgere la propria attività con coscienza e diligenza, assicurando la qualità della prestazione professionale.

Pronunce Consiglio Nazionale Forense

Costituisce gravissima violazione deontologica (oltreché di precise norme penali) il comportamento dell’avvocato che, nella sua qualità di amministratore di sostegno, prelevi dal libretto intestato al beneficiario somme ingiustificate e comunque non autorizzate dal Giudice tutelare. Consiglio nazionale forense, sentenza del 11 giugno 2021 n. 122

Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante, perché lesivo del dovere di correttezza e diligenza propri della classe forense, l’avvocato che ometta di svolgere il mandato ricevuto e dia false informazioni al cliente sullo stato della pratica, a nulla rilevando che il professionista non avesse ricevuto un fondo spese. Consiglio nazionale forense, sentenza del 6 novembre 2020 n. 216

Commette le infrazioni di cui agli articoli 12, 26 e 27 CDF l’avvocato che non deposita tempestivamente l’appello e non informa il cliente sulla inammissibilità dello stesso. Consiglio nazionale forense, sentenza del 14 ottobre 2019 n. 78

Viola il dovere di puntualità e diligenza nella gestione del denaro altrui, l’avvocato che trattiene oltre il tempo strettamente necessario, le somme spettanti al cliente (nella specie, trattavasi dell’importo ricevuto a titolo del risarcimento del danno). Consiglio nazionale forense, sentenza del 24 settembre 2018 n. 70

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