(D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)

Uso proprio

Articolo 83 - Codice della Strada

(1) 1. Per gli autobus adibiti ad uso proprio e per i veicoli destinati al trasporto specifico di persone ugualmente adibiti a uso proprio, la carta di circolazione (93) può essere rilasciata soltanto a enti pubblici, imprenditori, collettività, per il soddisfacimento di necessità strettamente connesse con la loro attività, a seguito di accertamento effettuato dal Dipartimento per i trasporti terrestri sulla sussistenza di tali necessità, secondo direttive emanate dal Ministero dei trasporti (2) con decreti ministeriali (3).
2. La carta di circolazione dei veicoli soggetti alla disciplina del trasporto di cose in conto proprio è rilasciata sulla base della licenza per l’esercizio del trasporto di cose in conto proprio; su detta carta dovranno essere annotati gli estremi della licenza per l’esercizio dell’autotrasporto in conto proprio così come previsto dalla L. 6 giugno 1974, n. 298, e successive modificazioni. Le disposizioni di tale legge non si applicano agli autoveicoli aventi una massa complessiva a pieno carico non superiore a 6 t.
3. Per gli altri documenti di cui deve essere munito il veicolo adibito al trasporto di cose in conto proprio restano salve le disposizioni stabilite dalle norme speciali in materia.
4. Chiunque adibisce ad uso proprio un veicolo per trasporto di persone senza il titolo prescritto oppure violi le condizioni o i limiti stabiliti nella carta di circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 169 a € 680.
5. La violazione di cui al comma 4 importa la sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione (217) per un periodo da due a otto mesi, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
6. Chiunque adibisce ad uso proprio per trasporto di cose un veicolo senza il titolo prescritto o viola le prescrizioni o i limiti contenuti nella licenza è punito con le sanzioni amministrative previste dall’art. 46, primo e secondo comma, della L. 6 giugno 1974, n. 298 (4)(5).

Articolo 83 - Codice della Strada

(1) 1. Per gli autobus adibiti ad uso proprio e per i veicoli destinati al trasporto specifico di persone ugualmente adibiti a uso proprio, la carta di circolazione (93) può essere rilasciata soltanto a enti pubblici, imprenditori, collettività, per il soddisfacimento di necessità strettamente connesse con la loro attività, a seguito di accertamento effettuato dal Dipartimento per i trasporti terrestri sulla sussistenza di tali necessità, secondo direttive emanate dal Ministero dei trasporti (2) con decreti ministeriali (3).
2. La carta di circolazione dei veicoli soggetti alla disciplina del trasporto di cose in conto proprio è rilasciata sulla base della licenza per l’esercizio del trasporto di cose in conto proprio; su detta carta dovranno essere annotati gli estremi della licenza per l’esercizio dell’autotrasporto in conto proprio così come previsto dalla L. 6 giugno 1974, n. 298, e successive modificazioni. Le disposizioni di tale legge non si applicano agli autoveicoli aventi una massa complessiva a pieno carico non superiore a 6 t.
3. Per gli altri documenti di cui deve essere munito il veicolo adibito al trasporto di cose in conto proprio restano salve le disposizioni stabilite dalle norme speciali in materia.
4. Chiunque adibisce ad uso proprio un veicolo per trasporto di persone senza il titolo prescritto oppure violi le condizioni o i limiti stabiliti nella carta di circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 169 a € 680.
5. La violazione di cui al comma 4 importa la sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione (217) per un periodo da due a otto mesi, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
6. Chiunque adibisce ad uso proprio per trasporto di cose un veicolo senza il titolo prescritto o viola le prescrizioni o i limiti contenuti nella licenza è punito con le sanzioni amministrative previste dall’art. 46, primo e secondo comma, della L. 6 giugno 1974, n. 298 (4)(5).

Note

(1) Si veda il D.M. 4 luglio 1994, recante direttive e criteri per l’immatricolazione in uso proprio degli autobus.
(2) Il Ministero dei trasporti e della navigazione è ora denominato Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
(3) Si veda il D.M. 18 dicembre 1995, recante direttive e criteri per l’attuazione dell’art. 23 della L. 31 gennaio 1994, n. 97, recante nuove disposizioni per le zone montane, di cui si riporta il testo:
«1. Per gli autobus adibiti ad uso proprio e per i veicoli destinati al trasporto specifico di persone ugualmente adibiti a uso proprio di cui al comma 1 dell’art. 83 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, la carta di circolazione può essere rilasciata ai comuni montani ed ai centri abitati di cui all’art. 23 della legge 31 gennaio 1994, n. 97, oltre che per il soddisfacimento di necessità strettamente connesse con la loro attività, anche per tutte le necessità di trasporto individuate nel regolamento approvato dal Consiglio comunale e di cui sia stata autorizzata l’organizzazione e la gestione dalle competenti regioni, secondo quanto previsto dallo stesso art. 23 della legge n. 97/1994.
«2. Nei comuni e nei centri abitati previsti dall’art. 23 della legge 31 gennaio 1994, n. 97, per i concessionari di servizi di linea e per i titolari di licenze per gli autobus immatricolati in servizio di noleggio con conducente, la distrazione degli autobus dal servizio di linea al noleggio e viceversa può essere autorizzata senza limitazioni, in deroga a quanto previsto dal decreto ministeriale 4 luglio 1994, concernente direttive e criteri per la distrazione degli autobus dal servizio di linea al noleggio e viceversa».
(4) Trattasi della legge che ha istituito l’albo nazionale degli autotrasportatori, il cui art. 46, così come modificato dall’art. 18, comma 2, del D.L.vo 30 dicembre 1999, n. 507, così dispone:
«46. (Trasporti abusivi). Fermo quanto previsto dall’art. 26 della presente legge, chiunque disponga l’esecuzione di trasporto di cose con autoveicoli o motoveicoli, senza licenza o senza autorizzazione oppure violando le condizioni o i limiti stabiliti nella licenza o nell’autorizzazione, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 2.065 a € 12.394. Si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 2.582 a € 15.493 se il soggetto, nei cinque anni precedenti, ha commesso un’altra violazione delle disposizioni del presente articolo o dell’articolo 26, accertata con provvedimento esecutivo.
«Alle violazioni di cui al comma precedente consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi, ovvero, in caso di reiterazione delle violazioni, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285».
(5) Le parole: «con le sanzioni previste dall’articolo 46 della legge 6 giugno 1974, n. 298» sono state così sostituite dalle attuali dall’art. 18, comma 4, del D.L.vo 30 dicembre 1999, n. 507.

Massime

L’attività di trasporto, al fine di recapito di plichi, anche voluminosi (cd. servizio di procacciato), alla quale il dipendente della s.p.a. Poste Italiane in servizio in qualità di portalettere sia richiesto dalla datrice di lavoro di procedere con il proprio veicolo, non abilitato al trasporto per conto di terzi, non integra né l’ipotesi di adibizione ad uso di terzi che si realizza con il servizio di trasporto per conto terzi, di cui all’art. 88 del d.lgs. n. 285 del 1992 (per la quale è necessario che l’esercente sia un imprenditore e si obblighi in tale veste all’esecuzione dietro corrispettivo), né l’ipotesi di cd. uso proprio, costituita dal trasporto di cose in conto proprio, che è regolata dall’art. 83, comma 2, dello stesso d.lgs. ed è assoggettata a licenza, atteso che i plichi vengono trasportati per conto della datrice di lavoro ed in adempimento della prestazione lavorativa. Ne consegue che deve ritenersi illegittimo il rifiuto opposto dal lavoratore all’espletamento del suddetto servizio e legittimo il trasferimento del medesimo in altra sede giustificato dalla datrice di lavoro in ragione di tale rifiuto e dall’esistenza di un esubero di personale per l’accettazione dell’espletamento del servizio da parte di altro dipendente. (Sulla base di tale principio la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto legittimo il rifiuto ai fini della valutazione del trasferimento, impugnato dal lavoratore, nel presupposto che il richiesto servizio realizzasse un trasporto di cose per conto terzi e, decidendo nel merito, ha rigettato la domanda del lavoratore di declaratoria dell’illegittimità del trasferimento). Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 12785 del 9 luglio 2004 (Cass. civ. n. 12785/2004)

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