(D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)

Revoca della patente di guida

Articolo 219 - Codice della Strada

(1) 1. Quando, ai sensi del presente codice, è prevista la revoca della patente di guida (130), il provvedimento è emesso dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, nei casi previsti dall’art. 130, comma 1, e dal prefetto del luogo della commessa violazione quando la stessa revoca costituisce sanzione amministrativa accessoria, nonché nei casi previsti dall’art. 120, comma 1 (2).
2. Nell’ipotesi che la revoca della patente costituisca sanzione accessoria l’organo, l’ufficio o comando, che accerta l’esistenza di una delle condizioni per le quali la legge la prevede, entro i cinque giorni successivi, ne dà comunicazione al prefetto del luogo della commessa violazione. Questi, previo accertamento delle condizioni predette, emette l’ordinanza di revoca e consegna immediata della patente alla prefettura, anche tramite l’organo di Polizia incaricato dell’esecuzione. Dell’ordinanza si dà comunicazione al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri (3).
3. Il provvedimento di revoca della patente previsto dal presente articolo nonché quello disposto ai sensi dell’articolo 130, comma 1, nell’ipotesi in cui risulti la perdita, con carattere permanente, dei requisiti psichici e fisici prescritti, è atto definitivo (4).
3 bis. L’interessato non può conseguire una nuova patente se non dopo che siano trascorsi almeno due anni (5) dal momento in cui è divenuto definitivo il provvedimento di cui al comma 2. [Fino alla data di entrata in vigore della disciplina applicativa delle disposizioni della direttiva 2006/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, i soggetti ai quali è stata revocata la patente non possono conseguire il certificato di idoneità per la guida di ciclomotori né possono condurre tali veicoli] (6) (7).
3 ter. Quando la revoca della patente di guida è disposta a seguito delle violazioni di cui agli articoli 186, 186 bis e 187, non è possibile conseguire una nuova patente di guida prima di tre anni a decorrere dalla data di accertamento del reato, fatto salvo quanto previsto dai commi 3 bis e 3 ter dell’articolo 222 (8) (9) (10).
3 quater. La revoca della patente di guida ad uno dei conducenti di cui all’articolo 186 bis, comma 1, lettere b), c) e d), che consegue all’accertamento di uno dei reati di cui agli articoli 186, comma 2, lettere b) e c), e 187, costituisce giusta causa di licenziamento ai sensi dell’articolo 2119 del codice civile (9).

Articolo 219 - Codice della Strada

(1) 1. Quando, ai sensi del presente codice, è prevista la revoca della patente di guida (130), il provvedimento è emesso dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, nei casi previsti dall’art. 130, comma 1, e dal prefetto del luogo della commessa violazione quando la stessa revoca costituisce sanzione amministrativa accessoria, nonché nei casi previsti dall’art. 120, comma 1 (2).
2. Nell’ipotesi che la revoca della patente costituisca sanzione accessoria l’organo, l’ufficio o comando, che accerta l’esistenza di una delle condizioni per le quali la legge la prevede, entro i cinque giorni successivi, ne dà comunicazione al prefetto del luogo della commessa violazione. Questi, previo accertamento delle condizioni predette, emette l’ordinanza di revoca e consegna immediata della patente alla prefettura, anche tramite l’organo di Polizia incaricato dell’esecuzione. Dell’ordinanza si dà comunicazione al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri (3).
3. Il provvedimento di revoca della patente previsto dal presente articolo nonché quello disposto ai sensi dell’articolo 130, comma 1, nell’ipotesi in cui risulti la perdita, con carattere permanente, dei requisiti psichici e fisici prescritti, è atto definitivo (4).
3 bis. L’interessato non può conseguire una nuova patente se non dopo che siano trascorsi almeno due anni (5) dal momento in cui è divenuto definitivo il provvedimento di cui al comma 2. [Fino alla data di entrata in vigore della disciplina applicativa delle disposizioni della direttiva 2006/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, i soggetti ai quali è stata revocata la patente non possono conseguire il certificato di idoneità per la guida di ciclomotori né possono condurre tali veicoli] (6) (7).
3 ter. Quando la revoca della patente di guida è disposta a seguito delle violazioni di cui agli articoli 186, 186 bis e 187, non è possibile conseguire una nuova patente di guida prima di tre anni a decorrere dalla data di accertamento del reato, fatto salvo quanto previsto dai commi 3 bis e 3 ter dell’articolo 222 (8) (9) (10).
3 quater. La revoca della patente di guida ad uno dei conducenti di cui all’articolo 186 bis, comma 1, lettere b), c) e d), che consegue all’accertamento di uno dei reati di cui agli articoli 186, comma 2, lettere b) e c), e 187, costituisce giusta causa di licenziamento ai sensi dell’articolo 2119 del codice civile (9).

Note

(1) A norma dell’art. 5, comma 1 bis, del D.L. 30 giugno 2005, n. 115, convertito, con modificazioni, nella L. 17 agosto 2005, n. 168, gli istituti della revisione, sospensione e revoca della patente di guida di cui agli articoli 128, 129, 130 e 219 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, si applicano, limitatamente alla perdita ovvero alla verifica dei requisiti fisici e psichici, anche ai documenti dei ciclomotori. Analogamente, si applicano al certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori le norme concernenti la durata di validità della patente della categoria A, di cui all’articolo 126 del medesimo decreto. La conferma di validità del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori è effettuata con le modalità stabilite dal Dipartimento per i trasporti terrestri del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
(2) Questo comma è stato così sostituito dall’art. 13, comma 1, del D.P.R. 19 aprile 1994, n. 575, con decorrenza dal 1° ottobre 1995 (ex art. 2, comma 2, del D.L. 25 novembre 1995, n. 501, convertito, con modificazioni, nella L. 5 gennaio 1996, n. 11).
(3) Questo comma è stato così da ultimo sostituito dall’art. 4, comma 3, lett. a), del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modificazioni, nella L. 1 agosto 2003, n. 214.
(4) Questo comma è stato così sostituito dall’art. 4, comma 3, lett. b), del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modificazioni, nella L. 1 agosto 2003, n. 214.
(5) Le parole: «dopo che sia trascorso almeno un anno» sono state così sostituite dalle attuali: «dopo che siano trascorsi almeno due anni» dall’art. 43, comma 1, lett. a), della L. 29 luglio 2010, n. 120.
(6) Questo periodo, aggiunto dall’art. 43, comma 1, lett. a), della L. 29 luglio 2010, n. 120, a decorrere 30 luglio 2010, è stato soppresso dall’art. 20 del D.L.vo 18 aprile 2011, n. 59, a decorrere dal 19 gennaio 2013.
(7) Questo comma è stato aggiunto dall’art. 4, comma 3, lett. c), del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modificazioni, nella L. 1 agosto 2003, n. 214.
(8) Le parole: «, fatto salvo quanto previsto dai commi 3 bis e 3 ter dell’articolo 222» sono state aggiunte dall’art. 1, comma 6, lett. c), della L. 23 marzo 2016, n. 41.
(9) Questo comma è stato aggiunto dall’art. 43, comma 1, lett. b), della L. 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell’art. 43, comma 6, della medesima legge tali disposizioni entrano in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della suddetta legge nella Gazzetta Ufficiale (G.U. Serie gen. n. 175 del 29 luglio 2010).
(10) I termini posti prima di poter conseguire una nuova patente di guida, decorrono dalla data di passaggio in giudicato della sentenza e non dalla sola data di accertamento della violazione (si veda Circ. MIT 21 dicembre 2015, n. 29675). Per la revoca della patente conseguente alla condanna per i reati di cui agli art 589 bis e 590 bis c.p. si veda l’art. 222, comma 2, c.s. ultimo periodo.

Massime

Il giudice penale non ha giurisdizione quando un fatto costituente illecito amministrativo venga portato alla sua cognizione senza connessione oggettiva con il fatto-reato da accertare, ossia senza che risulti necessario, ai fini della cognizione penale, stabilire preventivamente se il fatto sanzionato in via amministrativa sia stato commesso. (Nel caso di specie la S.C. ha escluso la giurisdizione del giudice penale sull’accertamento delle violazioni amministrative del codice della strada, relative all’omessa comunicazione dei dati anagrafici alle altre persone coinvolte in un incidente ed alla mancata regolazione della velocità dell’auto, commesse da un imputato per i delitti di omissione di soccorso e simulazione del furto della propria auto, ritenendo insussistente la connessione tra i reati e gli illeciti amministrativi). Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 31662 del 20 luglio 2004 (Cass. pen. n. 31662/2004)

La competenza ad irrogare le sanzioni amministrative accessorie ai reati in materia di circolazione appartiene in via generale, come si deduce dal principio di simultaneus processus previsto dall’art. 221 del codice della strada, al giudice ordinario e non al prefetto, cui spetta solo un potere limitato in via preventiva e cautelare (nella specie si trattava della sospensione della patente di guida e la Corte ha affermato che spetta al giudice applicare tale sanzione amministrativa anche se sia stata già disposta dal prefetto). Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 18667 del 22 aprile 2004 (Cass. pen. n. 18667/2004)

Ai sensi dell’art. 219 cod. stradale, spetta al Prefetto la competenza ad ordinare la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida conseguente alla condanna per il reato di circolazione abusiva nel periodo di sospensione della patente medesima previsto dall’art. 218, comma sesto, detto cod. Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 7308 del 20 giugno 1998 (Cass. pen. n. 7308/1998)

In tema di sanzioni amministrative accessorie derivanti dalla violazione di norme del codice della strada, poiché, secondo gli artt. 218 e 219 cod. str., la competenza ad ordinare la sospensione o la revoca della patente appartiene ordinariamente al prefetto, è illegittima la sentenza che applica le sanzioni predette in un caso in cui tale potere non sia stato al giudice espressamente ed eccezionalmente conferito dalla legge. (In applicazione di tale principio la Corte ha annullato la sentenza con la quale il pretore aveva ordinato la revoca della patente come sanzione accessoria alla condanna per il reato, previsto dall’art. 218, comma sesto, cod. str., di circolazione abusiva nel periodo di sospensione di validità della patente; ed ha precisato altresì che l’unica ipotesi in cui, nel vigente codice della strada, è attribuito al giudice il potere di disporre la revoca della patente, è quella prevista dal terzo comma dell’art. 222 per il caso di recidiva reiterata specifica infraquinquennale nella violazione di norme da cui siano derivati danni alle persone). Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 4137 del 22 aprile 1996 (Cass. pen. n. 4137/1996)

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