(D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)

Fermo amministrativo del veicolo

Articolo 214 - Codice della Strada

(1) 1. Salvo quanto previsto dal comma 1 ter, (2) nelle ipotesi in cui il presente codice prevede che all’accertamento della violazione consegua l’applicazione della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo, il proprietario, nominato custode, o, in sua assenza, il conducente o altro soggetto obbligato in solido, fa cessare la circolazione e provvede alla collocazione del veicolo in un luogo di cui abbia la disponibilità ovvero lo custodisce, a proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio. Sul veicolo deve essere collocato un sigillo, secondo le modalità e con le caratteristiche fissate con decreto del Ministero dell’interno, che, decorso il periodo di fermo amministrativo, è rimosso a cura dell’ufficio da cui dipende l’organo di polizia che ha accertato la violazione ovvero di uno degli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, comma 1. Il documento di circolazione è trattenuto presso l’organo di polizia, con menzione nel verbale di contestazione. All’autore della violazione o ad uno dei soggetti con il medesimo solidalmente obbligato che rifiuti di trasportare o custodire, a proprie spese, il veicolo, secondo le prescrizioni fornite dall’organo di polizia, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 777 a € 3.114, nonché la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi. L’organo di polizia che procede al fermo dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto in un apposito luogo di custodia, individuato ai sensi delle disposizioni dell’articolo 214 bis, secondo le modalità previste dal regolamento. Di ciò è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. Si applicano, in quanto compatibili, le norme sul sequestro dei veicoli, ivi comprese quelle di cui all’articolo 213, comma 2 quater, e quelle per il pagamento ed il recupero delle spese di custodia (3) (4) (5) (6).
1 bis. Se l’autore della violazione è persona diversa dal proprietario del mezzo, ovvero da chi ne ha la legittima disponibilità, e risulta altresì evidente all’organo di polizia che la circolazione è avvenuta contro la volontà di costui, il veicolo è immediatamente restituito all’avente titolo. Della restituzione è redatto verbale, copia del quale viene consegnata all’interessato (7).
1 ter. Quando oggetto della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo è un ciclomotore o un motociclo, l’organo di polizia che procede al fermo dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto in un apposito luogo di custodia, individuato ai sensi dell’articolo 214 bis, secondo le modalità previste dal regolamento.
Di ciò è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. Il documento di circolazione è trattenuto presso l’organo di polizia, con menzione nel verbale di contestazione. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni sul sequestro dei veicoli, ivi comprese quelle di cui all’articolo 213, comma 2 quater, e quelle per il pagamento delle spese di custodia (8).
2. Nei casi di cui al comma 1, (9) il veicolo è affidato in custodia all’avente diritto (10) o, in caso di trasgressione commessa da minorenne, ai genitori o a chi ne fa le veci o a persona maggiorenne appositamente delegata, previo pagamento delle spese di trasporto e custodia.
3. Della restituzione è redatto verbale da consegnare in copia all’interessato.
4. Avverso il provvedimento di fermo amministrativo del veicolo è ammesso ricorso al prefetto a norma dell’art. 203.
5. Quando il ricorso sia accolto e dichiarato infondato l’accertamento della violazione, l’ordinanza estingue la sanzione accessoria ed importa la restituzione del veicolo dall’organo di polizia indicato nel comma 1.
6. Quando sia stata presentata opposizione ai sensi dell’art. 205, la restituzione non può avvenire se non dopo il provvedimento della autorità giudiziaria che rigetta il ricorso.
7. È sempre disposto il fermo amministrativo del veicolo per uguale durata nei casi in cui a norma del presente codice è previsto il provvedimento di sospensione della carta di circolazione (217). Per l’esecuzione provvedono gli organi di polizia di cui all’art. 12, comma 1. Nel regolamento sono stabilite le modalità e le forme per eseguire detta sanzione accessoria.
8. Chiunque circola con un veicolo sottoposto al fermo amministrativo, salva l’applicazione delle sanzioni penali per la violazione degli obblighi posti in capo al custode, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 777 a € 3.114. È disposta, inoltre, la confisca del veicolo (11) (6) (12).

Articolo 214 - Codice della Strada

(1) 1. Salvo quanto previsto dal comma 1 ter, (2) nelle ipotesi in cui il presente codice prevede che all’accertamento della violazione consegua l’applicazione della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo, il proprietario, nominato custode, o, in sua assenza, il conducente o altro soggetto obbligato in solido, fa cessare la circolazione e provvede alla collocazione del veicolo in un luogo di cui abbia la disponibilità ovvero lo custodisce, a proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio. Sul veicolo deve essere collocato un sigillo, secondo le modalità e con le caratteristiche fissate con decreto del Ministero dell’interno, che, decorso il periodo di fermo amministrativo, è rimosso a cura dell’ufficio da cui dipende l’organo di polizia che ha accertato la violazione ovvero di uno degli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, comma 1. Il documento di circolazione è trattenuto presso l’organo di polizia, con menzione nel verbale di contestazione. All’autore della violazione o ad uno dei soggetti con il medesimo solidalmente obbligato che rifiuti di trasportare o custodire, a proprie spese, il veicolo, secondo le prescrizioni fornite dall’organo di polizia, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 777 a € 3.114, nonché la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi. L’organo di polizia che procede al fermo dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto in un apposito luogo di custodia, individuato ai sensi delle disposizioni dell’articolo 214 bis, secondo le modalità previste dal regolamento. Di ciò è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. Si applicano, in quanto compatibili, le norme sul sequestro dei veicoli, ivi comprese quelle di cui all’articolo 213, comma 2 quater, e quelle per il pagamento ed il recupero delle spese di custodia (3) (4) (5) (6).
1 bis. Se l’autore della violazione è persona diversa dal proprietario del mezzo, ovvero da chi ne ha la legittima disponibilità, e risulta altresì evidente all’organo di polizia che la circolazione è avvenuta contro la volontà di costui, il veicolo è immediatamente restituito all’avente titolo. Della restituzione è redatto verbale, copia del quale viene consegnata all’interessato (7).
1 ter. Quando oggetto della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo è un ciclomotore o un motociclo, l’organo di polizia che procede al fermo dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto in un apposito luogo di custodia, individuato ai sensi dell’articolo 214 bis, secondo le modalità previste dal regolamento.
Di ciò è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. Il documento di circolazione è trattenuto presso l’organo di polizia, con menzione nel verbale di contestazione. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni sul sequestro dei veicoli, ivi comprese quelle di cui all’articolo 213, comma 2 quater, e quelle per il pagamento delle spese di custodia (8).
2. Nei casi di cui al comma 1, (9) il veicolo è affidato in custodia all’avente diritto (10) o, in caso di trasgressione commessa da minorenne, ai genitori o a chi ne fa le veci o a persona maggiorenne appositamente delegata, previo pagamento delle spese di trasporto e custodia.
3. Della restituzione è redatto verbale da consegnare in copia all’interessato.
4. Avverso il provvedimento di fermo amministrativo del veicolo è ammesso ricorso al prefetto a norma dell’art. 203.
5. Quando il ricorso sia accolto e dichiarato infondato l’accertamento della violazione, l’ordinanza estingue la sanzione accessoria ed importa la restituzione del veicolo dall’organo di polizia indicato nel comma 1.
6. Quando sia stata presentata opposizione ai sensi dell’art. 205, la restituzione non può avvenire se non dopo il provvedimento della autorità giudiziaria che rigetta il ricorso.
7. È sempre disposto il fermo amministrativo del veicolo per uguale durata nei casi in cui a norma del presente codice è previsto il provvedimento di sospensione della carta di circolazione (217). Per l’esecuzione provvedono gli organi di polizia di cui all’art. 12, comma 1. Nel regolamento sono stabilite le modalità e le forme per eseguire detta sanzione accessoria.
8. Chiunque circola con un veicolo sottoposto al fermo amministrativo, salva l’applicazione delle sanzioni penali per la violazione degli obblighi posti in capo al custode, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 777 a € 3.114. È disposta, inoltre, la confisca del veicolo (11) (6) (12).

Note

(1) Si veda l’art. 396 Reg. c.s.
(2) Le parole: «Salvo quanto previsto dal comma 1 ter,» sono state premesse a questo comma dall’art. 5 bis, comma 1, lett. d), n. 1), del D.L. 30 giugno 2005, n. 115, convertito, con modificazioni, nella L. 17 agosto 2005, n. 168.
(3) Questo comma è stato così sostituito dall’art. 38, comma 1, lett. b), del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, nella L. 24 novembre 2003, n. 326.
(4) Nell’ipotesi disciplinata dall’ultimo periodo di questo comma, a norma dell’art. 38, comma 12, del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, nella L. 24 novembre 2003, n. 326, l’alienazione o la rottamazione dei veicoli continuano ad essere disciplinate dalle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore del D.L. citato.
(5) Si veda l’art. 2 del D.M. 1° marzo 2004 (G.U. Serie gen. – n. 71 del 25 marzo 2004) di cui si riporta il testo:
«2. (Modalità di apposizione e rimozione dei sigilli). 1. I sigilli sono apposti dall’organo di polizia stradale che ha accertato l’illecito amministrativo al quale consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo ovvero da altro organo di polizia stradale, tra quelli indicati dall’art. 12, commi 1 e 2, del codice della strada, appositamente delegato a compiere l’operazione.
«2. Su ogni veicolo sottoposto a fermo amministrativo devono essere apposti almeno due sigilli: uno nella parte anteriore ed uno nella parte laterale in corrispondenza o in prossimità del posto di guida. Sui ciclomotori, sui rimorchi, sui motocicli ovvero sulle macchine agricole ed operatrici può essere apposto un solo sigillo nella parte anteriore.
«3. In ogni caso, i pannelli devono essere apposti, senza pregiudizio per la sicurezza della circolazione, per la visuale del conducente, per la sua libertà di movimento nonchè della possibilità di azionare i comandi di guida, su parti del veicolo che ne consentano, in ogni momento, la chiara leggibilità. Sui veicoli dotati di carrozzeria chiusa e superfici vetrate, i sigilli, ove possibile, devono essere collocati all’interno del veicolo, preferibilmente sul vetro laterale anteriore o posteriore ovvero sul lunotto posteriore.
«4. Al termine del periodo di fermo amministrativo, i sigilli devono essere rimossi a cura dell’organo di polizia stradale che li ha apposti, ovvero, anche su richiesta della persona a cui il veicolo è affidato in custodia, da altro organo di polizia stradale tra quelli indicati dall’art. 12, comma 1, del codice della strada appositamente delegato, competente rispetto al luogo in cui il veicolo è stato custodito per tutta la durata del fermo amministrativo.
«5. Della rimozione dei sigilli deve essere redatto apposito verbale con la descrizione dello stato e dell’integrità degli stessi al momento della rimozione.
Se la rimozione è compiuta da organo di polizia stradale diverso da quello che li aveva apposti, il verbale di rimozione deve essere trasmesso, senza ritardo, a quell’ufficio o comando».
(6) Questo comma è stato così sostituito dall’art. 4, comma 2 quater, del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modificazioni, nella L. 1 agosto 2003, n. 214.
(7) Questo comma è stato inserito dall’art. 23, comma 4, del D.L.vo 30 dicembre 1999, n. 507.
(8) Questo comma è stato inserito dall’art. 5 bis, comma 1, lett. d), n. 2), del D.L. 30 giugno 2005, n. 115, convertito, con modificazioni, nella L. 17 agosto 2005, n. 168.
(9) Le parole: «Nei casi di cui al comma 1,» sono state premesse a questo comma dall’art. 5 bis, comma 1, lett. d), n. 3), del D.L. 30 giugno 2005, n. 115, convertito, con modificazioni, nella L. 17 agosto 2005, n. 168.
(10) Le parole: «il veicolo è restituito all’avente titolo» sono state così sostituite dalle attuali: «il veicolo è affidato in custodia all’avente diritto» dall’art. 4, comma 2 ter, del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modificazioni, nella L. 1 agosto 2003, n. 214.
(11) L’ultimo periodo di questo comma è stato così sostituito dall’art. 5 bis, comma 1, lett. d), n. 4), del D.L. 30 giugno 2005, n. 115, convertito, con modificazioni, nella L. 17 agosto 2005, n. 168.
(12) La sanzione prevista da questo comma si applica anche ai veicoli sottoposti al fermo amministrativo disposto dall’art. 86 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602. A norma dell’art. 3, comma 41, del D.L. 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, nella L. 2 dicembre 2005, n. 248, le disposizioni di questo articolo si interpretano nel senso che, fino all’emanazione del decreto previsto dal comma 4 dello stesso articolo, il fermo può essere eseguito dal concessionario sui veicoli a motore nel rispetto delle disposizioni, relative alle modalità di iscrizione e di cancellazione ed agli effetti dello stesso, contenute nel decreto del Ministro delle finanze 7 settembre 1998, n. 503.

Massime

Integra il reato di cui all’art. 349 cod. pen. l’asportazione dei sigilli dal veicolo sottoposto a fermo amministrativo a norma dell’art. 214 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285. Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 45569 del 10 ottobre 2018 (Cass. pen. n. 45569/2018)

Non integra il reato di cui all’art. 334 cod. pen. la sottrazione di beni sottoposti a fermo amministrativo a norma dell’art. 214 D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, ostandovi il principio di tassatività e determinatezza delle fattispecie penali, che, per il divieto di analogia in “malam partem”, esclude la riconducibilità del fermo amministrativo alla nozione di sequestro amministrativo. Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 29145 del 8 luglio 2015 (Cass. pen. n. 29145/2015)

La comunicazione preventiva di fermo amministrativo (cd. preavviso) di un veicolo, notificata a cura del concessionario esattore, non arrecando alcuna menomazione al patrimonio — poiché il presunto debitore, fino a quando il fermo non sia stato iscritto nei pubblici registri, può pienamente utilizzare il bene e disporne — è atto non previsto dalla sequenza procedimentale dell’esecuzione esattoriale e, pertanto, non può essere autonomamente impugnabile ex art. 23, L. n. 689/81, non essendo il destinatario titolare di alcun interesse ad agire ai sensi dell’art. 100 c.p.c. Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 20301 del 23 luglio 2008 (Cass. civ. n. 20301/2008)

In materia di opposizioni a sanzioni amministrative — premesso che il provvedimento di fermo amministrativo del veicolo, disciplinato dall’art. 214 del codice della strada, costituisce una sanzione accessoria rispetto alla sanzione amministrativa pecuniaria, autonomamente impugnabile — legittimato passivo avverso la domanda di annullamento di tale provvedimento è l’organo di vertice da cui dipende l’organo periferico che ha irrogato la predetta sanzione accessoria, ovvero, ove l’autorità irrogante sia, come nella specie, la Polizia stradale, legittimato passivo è il Ministero dell’interno, cui devono essere notificati a cura della cancelleria del giudice adito sia il ricorso che il decreto di fissazione d’udienza, non potendo la notificazione — prevista dall’art. 23, comma secondo, della legge n. 689 del 1981 — essere sostituita dalla semplice comunicazione, mancando in quest’ultimo adempimento la consegna al destinatario di copia dell’atto da notificarsi. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 10875 del 11 maggio 2006 (Cass. civ. n. 10875/2006)

In tema di circolazione stradale, la misura del fermo amministrativo dell’autoveicolo guidato con patente scaduta è prevista dall’art. 126, comma settimo, del codice della strada indipendentemente dalla circostanza che il conducente si identifichi o meno con il proprietario (od utilizzatore); circostanza alla quale — d’altronde — l’art. 214, comma primo bis, del medesimo codice, attribuisce rilevanza solamente in caso di circolazione contro la volontà del proprietario. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 15322 del 21 luglio 2005 (Cass. civ. n. 15322/2005)

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