(D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)

Applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie

Articolo 195 - Codice della Strada

(1) 1. La sanzione amministrativa pecuniaria consiste nel pagamento di una somma di danaro tra un limite minimo ed un limite massimo fissato dalla singola norma, sempre entro il limite minimo generale di € 15 ed il limite massimo generale di € 9.296 (2). Tale limite massimo generale può essere superato solo quando si tratti di sanzioni proporzionali, ovvero di più violazioni ai sensi dell’art. 198, ovvero nelle ipotesi di aggiornamento di cui al comma 3.
2. Nella determinazione della sanzione amministrativa pecuniaria fissata dal presente codice, tra un limite minimo ed un limite massimo, si ha riguardo alla gravità della violazione, all’opera svolta dall’agente per l’eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione, nonché alla personalità del trasgressore e alle sue condizioni economiche.
2 bis. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dagli articoli 141, 142, 145, 146, 149, 154, 174, 176, commi 19 e 20, e 178 sono aumentate di un terzo quando la violazione è commessa dopo le ore 22 e prima delle ore 7; tale incremento della sanzione quando la violazione è accertata da uno dei soggetti di cui all’articolo 208, comma 1, primo periodo, è destinato ad alimentare il Fondo di cui all’articolo 6 bis del decreto legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 10, e successive modificazioni (3).
3. La misura delle sanzioni amministrative pecuniarie (4) è aggiornata ogni due anni in misura pari all’intera variazione, accertata dall’Istat, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti. All’uopo, entro l’1 dicembre di ogni biennio, il Ministro di giustizia, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti, [dei trasporti e per i problemi delle aree urbane,] fissa, seguendo i criteri di cui sopra, i nuovi limiti delle sanzioni amministrative pecuniarie, che si applicano dall’1 gennaio dell’anno successivo. Tali limiti possono superare quelli massimi di cui al comma 1.
3 bis. A decorrere dal 1° gennaio 2005, la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie, aggiornata ai sensi del comma 3, è oggetto di arrotondamento all’unità di euro, per eccesso se la frazione decimale è pari o superiore a 50 centesimi di euro, ovvero per difetto se è inferiore a detto limite (5).

Articolo 195 - Codice della Strada

(1) 1. La sanzione amministrativa pecuniaria consiste nel pagamento di una somma di danaro tra un limite minimo ed un limite massimo fissato dalla singola norma, sempre entro il limite minimo generale di € 15 ed il limite massimo generale di € 9.296 (2). Tale limite massimo generale può essere superato solo quando si tratti di sanzioni proporzionali, ovvero di più violazioni ai sensi dell’art. 198, ovvero nelle ipotesi di aggiornamento di cui al comma 3.
2. Nella determinazione della sanzione amministrativa pecuniaria fissata dal presente codice, tra un limite minimo ed un limite massimo, si ha riguardo alla gravità della violazione, all’opera svolta dall’agente per l’eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione, nonché alla personalità del trasgressore e alle sue condizioni economiche.
2 bis. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dagli articoli 141, 142, 145, 146, 149, 154, 174, 176, commi 19 e 20, e 178 sono aumentate di un terzo quando la violazione è commessa dopo le ore 22 e prima delle ore 7; tale incremento della sanzione quando la violazione è accertata da uno dei soggetti di cui all’articolo 208, comma 1, primo periodo, è destinato ad alimentare il Fondo di cui all’articolo 6 bis del decreto legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 10, e successive modificazioni (3).
3. La misura delle sanzioni amministrative pecuniarie (4) è aggiornata ogni due anni in misura pari all’intera variazione, accertata dall’Istat, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti. All’uopo, entro l’1 dicembre di ogni biennio, il Ministro di giustizia, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti, [dei trasporti e per i problemi delle aree urbane,] fissa, seguendo i criteri di cui sopra, i nuovi limiti delle sanzioni amministrative pecuniarie, che si applicano dall’1 gennaio dell’anno successivo. Tali limiti possono superare quelli massimi di cui al comma 1.
3 bis. A decorrere dal 1° gennaio 2005, la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie, aggiornata ai sensi del comma 3, è oggetto di arrotondamento all’unità di euro, per eccesso se la frazione decimale è pari o superiore a 50 centesimi di euro, ovvero per difetto se è inferiore a detto limite (5).

Note

(1) Cfr. gli artt. 10 e 11 della L. 24 novembre 1981, n. 689, sulla depenalizzazione.
(2) Le parole: «ed il limite massimo generale di lire quattro milioni» sono state così sostituite dalle attuali: «ed il limite massimo generale di lire diciotto milioni (N.d.R. ora euro)» dall’art. 23, comma 1, del D.L.vo 30 dicembre 1999, n. 507.
(3) Questo comma è stato inserito dall’art. 3, comma 55, lett. c), della L. 15 luglio 2009, n. 94.
(4) Si veda da ultimo il D.M. 20 dicembre 2016, recante aggiornamento degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti a violazioni del codice della strada ai sensi dell’art. 195 c.s. (G.U. Serie gen. – n. 304 del 30 dicembre 2016).
(5) Questo comma è stato aggiunto dall’art. 1, comma 529, della L. 30 dicembre 2004, n. 311.

Massime

In tema di opposizione al verbale di contestazione di una violazione al codice della strada, ai sensi dell’art. 204-bis del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, il giudice, adito in alternativa al ricorso al prefetto, nel rigettare detta opposizione, può — anche d’ufficio, in assenza di espressa domanda da parte della Amministrazione in ordine alla determinazione della misura della sanzione — quantificare, in base al suo libero convincimento, la sanzione pecuniaria, che non sia predeterminata normativamente, in misura congrua, tra il minimo ed il massimo edittale. Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 25304 del 15 dicembre 2010 (Cass. pen. n. 25304/2010)

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