(D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)

Esposizione dei contrassegni per la circolazione

Articolo 181 - Codice della Strada

1. È fatto obbligo di esporre sugli autoveicoli (54) e motoveicoli (53), esclusi i motocicli, nella parte anteriore o sul vetro parabrezza, il contrassegno attestante il pagamento della tassa automobilistica e quello relativo all’assicurazione obbligatoria (180, 193) (1) (2).
2. I conducenti di motocicli e ciclomotori (52) sono esonerati dall’obbligo di cui al comma 1 purché abbiano con sè i contrassegni stessi.
3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 25 a € 100. Si applica la disposizione del comma 8 dell’art. 180.

Articolo 181 - Codice della Strada

1. È fatto obbligo di esporre sugli autoveicoli (54) e motoveicoli (53), esclusi i motocicli, nella parte anteriore o sul vetro parabrezza, il contrassegno attestante il pagamento della tassa automobilistica e quello relativo all’assicurazione obbligatoria (180, 193) (1) (2).
2. I conducenti di motocicli e ciclomotori (52) sono esonerati dall’obbligo di cui al comma 1 purché abbiano con sè i contrassegni stessi.
3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 25 a € 100. Si applica la disposizione del comma 8 dell’art. 180.

Note

(1) Si veda ora l’art. 17, comma 24, della L. 27 dicembre 1997, n. 449, di cui si riporta il testo:
«24. A decorrere dal 1° gennaio 1998 cessano l’obbligo di esporre sugli autoveicoli e motoveicoli il contrassegno attestante il pagamento della tassa automobilistica, nonché l’obbligo, per i conducenti dei motocicli, di portare con sé il contrassegno stesso».
(2) Ai sensi dell’art. 31 del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, nella L. 24 marzo 2012, n. 27 e del relativo regolamento di attuazione approvato con il D.M. 9 agosto 2013, n. 110, cessa l’obbligo di esposizione del contrassegno di assicurazione a decorrere dal 18 ottobre 2015. Da tale data pertanto la copertura assicurativa è comprovata dal certificato di assicurazione che dovrà essere esibito in caso di controllo agli organi di polizia stradale. Per i controlli da remoto ed ogni qualvolta si reputi necessaria tale verifica, la copertura assicurativa del veicolo potrà essere verificata nell’Archivio nazionale dei veicoli presso il MIT (cfr. in proposito le Circolari Min. Int. del 15 ottobre 2015, n. 300/A/7094/15/114/9 e del 10 dicembre 2015, n. 300/A/8593/15/101/20/21/7).

Massime

In tema di violazioni al codice della strada, costituiscono illeciti amministrativi distinti ed alternativi la circolazione senza copertura assicurativa (art. 193, primo e secondo comma del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285) e la circolazione senza certificato di assicurazione obbligatoria (art. 180, primo comma, lett. d) e settimo comma) o l’omessa esposizione del contrassegno relativo alla assicurazione obbligatoria (art. 181, primo e terzo comma). Ne consegue che, ove al conducente di un veicolo — il quale non abbia esibito agli agenti accertatori il certificato di assicurazione obbligatoria e non abbia esposto il relativo contrassegno — sia stata contestata immediatamente la violazione di cui all’art. 193 cit. ed il conducente medesimo abbia successivamente dimostrato l’adempimento dell’obbligo di assicurazione, l’accertamento delle violazioni di cui agli artt. 180 e 181 citt. può perfezionarsi solo nel momento in cui venga esclusa l’applicabilità dell’art. 193. Proprio in ragione di tale alternatività degli illeciti, è esclusa la possibilità di immediata e contestuale contestazione delle violazioni previste dagli artt. 193, primo comma, 180, primo comma, lett. d) e 181, primo comma. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 11463 del 24 luglio 2003 (Cass. civ. n. 11463/2003)

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