(D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)

Disciplina del trasporto su strada dei materiali pericolosi

Articolo 168 - Codice della Strada

(1) 1. Ai fini del trasporto su strada sono considerati materiali pericolosi (364-370 reg.) quelli appartenenti alle classi indicate negli allegati all’accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada di merci pericolose di cui alla L. 12 agosto 1962, n. 1839, e successive modificazioni e integrazioni.
2. La circolazione dei veicoli che trasportano merci pericolose ammesse al trasporto su strada, nonchè le prescrizioni relative all’etichettaggio, all’imballaggio, al carico, allo scarico ed allo stivaggio sui veicoli stradali è regolata dagli allegati all’accordo di cui al comma 1 recepiti nell’ordinamento in conformità alle norme vigenti (2).
3. Le merci pericolose, il cui trasporto internazionale su strada è ammesso dagli accordi internazionali, possono essere trasportate su strada, all’interno dello Stato, alle medesime condizioni stabilite per i predetti trasporti internazionali. Per le merci che presentino pericolo di esplosione e per i gas tossici resta salvo l’obbligo per gli interessati di munirsi delle licenze e dei permessi di trasporto qualora previsti dalle vigenti disposizioni.
4. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell’interno, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico, con decreti previamente notificati alla commissione europea ai fini dell’autorizzazione, può prescrivere, esclusivamente per motivi inerenti alla sicurezza durante il trasporto, disposizioni più rigorose per la disciplina del trasporto nazionale di merci pericolose effettuato da veicoli, purchè non relative alla costruzione degli stessi. Con decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell’interno, dello sviluppo economico e della salute, possono essere altresì classificate merci pericolose, ai fini del trasporto su strada, materie ed oggetti non compresi tra quelli di cui al comma 1, ma che siano ad essi assimilabili. Negli stessi decreti sono indicate le condizioni nel rispetto delle quali le singole merci elencate possono essere ammesse al trasporto; per le merci assimilabili può altresì essere imposto l’obbligo della autorizzazione del singolo trasporto, precisando l’autorità competente, nonchè i criteri e le modalità da seguire (3).
4 bis. A condizione che non sia pregiudicata la sicurezza, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministeri dell’interno, della salute e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, rilascia autorizzazioni individuali per operazioni di trasporto di merci pericolose sul territorio nazionale che sono proibite o effettuate in condizioni diverse da quelle stabilite dalle disposizioni di cui al comma 2. Le autorizzazioni sono definite e limitate nel tempo e possono essere concesse solo quando ricorrono particolari esigenze di ordine tecnico ovvero di tutela della sicurezza pubblica (4).
5. Per il trasporto delle materie fissili o radioattive si applicano le norme dell’art. 5 della L. 31 dicembre 1962, n. 1860, modificato dall’art. 2 del D.P.R. 30 dicembre 1965, n. 1704, e successive modifiche (5).
6. A condizione che non sia pregiudicata la sicurezza e previa notifica alla Commissione europea, ai fini dell’autorizzazione, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministeri dell’interno, della salute, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico, può derogare le condizioni poste dalle norme di cui al comma 2 per:
a) il trasporto nazionale di piccole quantità di merce, purchè non relative a materie a media o alta radioattività;
b) merci pericolose destinate al trasporto locale su brevi distanze (6).
7. Chiunque circola con un veicolo o con un complesso di veicoli adibiti al trasporto di merci pericolose, la cui massa complessiva (62) a pieno carico risulta superiore a quella indicata sulla carta di circolazione, è soggetto alle sanzioni amministrative previste nell’art. 167, comma 2, in misura doppia.
8. Chiunque trasporta merci pericolose senza regolare autorizzazione, quando sia prescritta, ovvero non rispetta le condizioni imposte, a tutela della sicurezza, negli stessi provvedimenti di autorizzazione è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 2.006 a € 8.025 (7).
8 bis. Alle violazioni di cui al comma 8 conseguono le sanzioni accessorie della sospensione della carta di circolazione e della sospensione della patente di guida per un periodo da due a sei mesi. In caso di reiterazione delle violazioni consegue anche la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (7).
9. Chiunque viola le prescrizioni fissate dal comma 2 (8), ovvero le condizioni di trasporto di cui ai commi 3 e 4, relative all’idoneità tecnica dei veicoli o delle cisterne che trasportano merci pericolose, ai dispositivi di equipaggiamento e protezione dei veicoli, alla presenza o alla corretta sistemazione dei pannelli di segnalazione e alle etichette di pericolo collocate sui veicoli, sulle cisterne, sui contenitori e sui colli che contengono merci pericolose, ovvero che le hanno contenute se non ancora bonificati, alla sosta dei veicoli, alle operazioni di carico, scarico e trasporto in comune delle merci pericolose, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 406 a € 1.632. A tali violazioni, qualora riconducibili alle responsabilità del trasportatore, così come definite nell’accordo di cui al comma 1, ovvero del conducente, consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida del conducente e della carta di circolazione del veicolo con il quale è stata commessa la violazione per un periodo da due a sei mesi, a norma del capo I, sezione II, del titolo VI (9). A chiunque violi le disposizioni del comma 4, primo periodo, si applicano la sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 8, nonchè le disposizioni del periodo precedente (9) (10).
9 bis. Chiunque viola le prescrizioni fissate dal comma 2 (8), ovvero le condizioni di trasporto di cui ai commi 3 e 4, relative ai dispositivi di equipaggiamento e protezione dei conducenti o dell’equipaggio, alla compilazione e tenuta dei documenti di trasporto o delle istruzioni di sicurezza, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 406 a € 1.632 (11).
9 ter. Chiunque, fuori dai casi previsti dai commi 8, 9 e 9 bis, viola le prescrizioni fissate dal comma 2 (8), ovvero le condizioni di trasporto di cui ai commi 3 e 4, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 163 a € 652 (11).
10. Alle violazioni di cui ai precedenti commi si applicano le disposizioni dell’art. 167, comma 9.

Articolo 168 - Codice della Strada

(1) 1. Ai fini del trasporto su strada sono considerati materiali pericolosi (364-370 reg.) quelli appartenenti alle classi indicate negli allegati all’accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada di merci pericolose di cui alla L. 12 agosto 1962, n. 1839, e successive modificazioni e integrazioni.
2. La circolazione dei veicoli che trasportano merci pericolose ammesse al trasporto su strada, nonchè le prescrizioni relative all’etichettaggio, all’imballaggio, al carico, allo scarico ed allo stivaggio sui veicoli stradali è regolata dagli allegati all’accordo di cui al comma 1 recepiti nell’ordinamento in conformità alle norme vigenti (2).
3. Le merci pericolose, il cui trasporto internazionale su strada è ammesso dagli accordi internazionali, possono essere trasportate su strada, all’interno dello Stato, alle medesime condizioni stabilite per i predetti trasporti internazionali. Per le merci che presentino pericolo di esplosione e per i gas tossici resta salvo l’obbligo per gli interessati di munirsi delle licenze e dei permessi di trasporto qualora previsti dalle vigenti disposizioni.
4. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell’interno, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico, con decreti previamente notificati alla commissione europea ai fini dell’autorizzazione, può prescrivere, esclusivamente per motivi inerenti alla sicurezza durante il trasporto, disposizioni più rigorose per la disciplina del trasporto nazionale di merci pericolose effettuato da veicoli, purchè non relative alla costruzione degli stessi. Con decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell’interno, dello sviluppo economico e della salute, possono essere altresì classificate merci pericolose, ai fini del trasporto su strada, materie ed oggetti non compresi tra quelli di cui al comma 1, ma che siano ad essi assimilabili. Negli stessi decreti sono indicate le condizioni nel rispetto delle quali le singole merci elencate possono essere ammesse al trasporto; per le merci assimilabili può altresì essere imposto l’obbligo della autorizzazione del singolo trasporto, precisando l’autorità competente, nonchè i criteri e le modalità da seguire (3).
4 bis. A condizione che non sia pregiudicata la sicurezza, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministeri dell’interno, della salute e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, rilascia autorizzazioni individuali per operazioni di trasporto di merci pericolose sul territorio nazionale che sono proibite o effettuate in condizioni diverse da quelle stabilite dalle disposizioni di cui al comma 2. Le autorizzazioni sono definite e limitate nel tempo e possono essere concesse solo quando ricorrono particolari esigenze di ordine tecnico ovvero di tutela della sicurezza pubblica (4).
5. Per il trasporto delle materie fissili o radioattive si applicano le norme dell’art. 5 della L. 31 dicembre 1962, n. 1860, modificato dall’art. 2 del D.P.R. 30 dicembre 1965, n. 1704, e successive modifiche (5).
6. A condizione che non sia pregiudicata la sicurezza e previa notifica alla Commissione europea, ai fini dell’autorizzazione, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministeri dell’interno, della salute, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico, può derogare le condizioni poste dalle norme di cui al comma 2 per:
a) il trasporto nazionale di piccole quantità di merce, purchè non relative a materie a media o alta radioattività;
b) merci pericolose destinate al trasporto locale su brevi distanze (6).
7. Chiunque circola con un veicolo o con un complesso di veicoli adibiti al trasporto di merci pericolose, la cui massa complessiva (62) a pieno carico risulta superiore a quella indicata sulla carta di circolazione, è soggetto alle sanzioni amministrative previste nell’art. 167, comma 2, in misura doppia.
8. Chiunque trasporta merci pericolose senza regolare autorizzazione, quando sia prescritta, ovvero non rispetta le condizioni imposte, a tutela della sicurezza, negli stessi provvedimenti di autorizzazione è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 2.006 a € 8.025 (7).
8 bis. Alle violazioni di cui al comma 8 conseguono le sanzioni accessorie della sospensione della carta di circolazione e della sospensione della patente di guida per un periodo da due a sei mesi. In caso di reiterazione delle violazioni consegue anche la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI (7).
9. Chiunque viola le prescrizioni fissate dal comma 2 (8), ovvero le condizioni di trasporto di cui ai commi 3 e 4, relative all’idoneità tecnica dei veicoli o delle cisterne che trasportano merci pericolose, ai dispositivi di equipaggiamento e protezione dei veicoli, alla presenza o alla corretta sistemazione dei pannelli di segnalazione e alle etichette di pericolo collocate sui veicoli, sulle cisterne, sui contenitori e sui colli che contengono merci pericolose, ovvero che le hanno contenute se non ancora bonificati, alla sosta dei veicoli, alle operazioni di carico, scarico e trasporto in comune delle merci pericolose, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 406 a € 1.632. A tali violazioni, qualora riconducibili alle responsabilità del trasportatore, così come definite nell’accordo di cui al comma 1, ovvero del conducente, consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida del conducente e della carta di circolazione del veicolo con il quale è stata commessa la violazione per un periodo da due a sei mesi, a norma del capo I, sezione II, del titolo VI (9). A chiunque violi le disposizioni del comma 4, primo periodo, si applicano la sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 8, nonchè le disposizioni del periodo precedente (9) (10).
9 bis. Chiunque viola le prescrizioni fissate dal comma 2 (8), ovvero le condizioni di trasporto di cui ai commi 3 e 4, relative ai dispositivi di equipaggiamento e protezione dei conducenti o dell’equipaggio, alla compilazione e tenuta dei documenti di trasporto o delle istruzioni di sicurezza, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 406 a € 1.632 (11).
9 ter. Chiunque, fuori dai casi previsti dai commi 8, 9 e 9 bis, viola le prescrizioni fissate dal comma 2 (8), ovvero le condizioni di trasporto di cui ai commi 3 e 4, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 163 a € 652 (11).
10. Alle violazioni di cui ai precedenti commi si applicano le disposizioni dell’art. 167, comma 9.

Note

(1) Si vedano gli artt. da 364 a 370 Reg. c.s.
(2) Questo comma è stato così sostituito dall’art. 6, comma 1, lett. a), del D.L.vo 27 gennaio 2010, n. 35.
(3) Questo comma è stato così sostituito dall’art. 6, comma 1, lett. b), del D.L.vo 27 gennaio 2010, n. 35.
(4) Questo comma è stato inserito dall’art. 6, comma 1, lett. c), del D.L.vo 27 gennaio 2010, n. 35.
(5) L’art. 5 della L. 31 dicembre 1962, n. 1860, recante norme in tema di impiego pacifico dell’energia nucleare, così dispone:
«Il trasporto delle materie fissili speciali in qualsiasi quantità e delle materie radioattive in quantità totale di radioattività o di peso che ecceda i valori determinati ai sensi dell’art. 1 del D.P.R. 13 febbraio 1964, n. 185 (*), deve essere effettuato da vettori terrestri, aerei e marittimi, autorizzati con decreto del Ministro per l’industria e il commercio, rispettivamente di concerto con il Ministro per i trasporti e l’aviazione civile e con il Ministro per la marina mercantile. «Possono essere effettuati senza autorizzazione singoli trasporti occasionali di materie radioattive in quantità totale di radioattività o di peso che non ecceda i valori che saranno determinati con decreto del Ministro per l’industria e il commercio, emanato con le forme dell’art. 30 del D.P.R. 13 febbraio 1964, n. 185 (*). In tali casi, prima dell’esecuzione del trasporto, deve esserne data comunicazione al prefetto e al medico provinciale delle Province nelle quali ha inizio e termine il trasporto stesso, mediante apposita denunzia che preceda di almeno 48 ore l’inizio del trasporto.
«Singoli trasporti di materie fissili speciali, in qualsiasi quantità, e di materie radioattive in quantità totale di radioattività o di peso che ecceda il limite fissato nel comma precedente debbono essere effettuati da vettori terrestri, aerei e marittimi all’uopo autorizzati con decreto del Ministro per l’industria e il commercio, di concerto con il Ministro interessato.
«Le disposizioni contenute nei commi precedenti, non esimono il vettore dall’osservanza delle vigenti norme sulla disciplina dei trasporti.
«Con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri competenti, di concerto con il Ministro per l’industria e il commercio, udito il parere del Comitato nazionale per l’energia nucleare, sono emanate le norme regolamentari relative al trasporto delle materie fissili speciali e delle materie radioattive, in accordo con le norme di base fissate dalla Comunità europea dell’energia atomica.
«Fino a quando non saranno emanate le norme regolamentari relative al trasporto delle materie fissili speciali e delle materie radioattive di cui al comma precedente, il trasporto delle dette materie deve essere effettuato nell’osservanza delle disposizioni emanate dal Ministero dei trasporti e della marina mercantile per i trasporti marittimi, nel rispetto anche delle norme di protezione sanitaria contenute nel D.P.R. 13 febbraio 1964, n. 185, che risultino applicabili».
(*) Il D.P.R. 13 febbraio 1964, n. 185, è stato abrogato dall’art. 163 del D.L.vo 17 marzo 1995, n. 230. Per quanto riguarda il trasporto di materie radioattive si veda ora l’art. 21 del D.L.vo 17 marzo 1995, n. 230.
(6) Questo comma è stato così sostituito dall’art. 6, comma 1, lett. d), del D.L.vo 27 gennaio 2010, n. 35.
(7) L’originario comma 8 è stato sostituito dagli attuali commi 8 e 8 bis dall’art. 20, comma 1, del D.L.vo 30 dicembre 1999, n. 507.
(8) Le parole: «Chiunque viola le prescrizioni fissate o recepite con i decreti ministeriali di cui al comma 2» sono state così sostituite dalle parole:
«Chiunque viola le prescrizioni fissate dal comma 2» dall’art. 6, comma 1, lett. e), del D.L.vo 27 gennaio 2010, n. 35. La modifica legislativa è stata effettuata, salvando l’inciso: «, fuori dai casi previsti dai commi 8, 9 e 9 bis,» in quanto non compreso nella frase da sostituire. Si segnala l’incongruenza in attesa di una rettifica ufficiale.
(9) L’ultimo periodo di questo comma è stato così sostituito dagli attuali ultimi due periodi, dall’art. 6, comma 1, lett. f), del D.L.vo 27 gennaio 2010, n. 35.
(10) Questo comma è stato così sostituito dall’art. 3, comma 9 bis, lett. a), del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modificazioni, nella L. 1 agosto 2003, n. 214.
(11) Questo comma è stato inserito dall’art. 3, comma 9 bis, lett. b), del D.L. 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modificazioni, nella L. 1 agosto 2003, n. 214.

Massime

L’art. 168 cod. strad., riguardante la disciplina del trasporto su strada dei materiali pericolosi, nel testo applicabile ratione temporis prima delle modifiche introdotte dall’art. 20, D.Lgs. n. 507 del 1999, consta di tre gruppi di precetti e conseguenti previsioni sanzionatorie, stabilite, rispettivamente, ai commi settimo, ottavo e nono, nonché, quanto a quest’ultimo, anche attraverso il rinvio ai precetti contenuti nei commi secondo, terzo e quarto. Pertanto, il ricorso per cassazione del Comune, proposto avverso la sentenza del Tribunale che ha annullato il verbale della Polizia municipale, con tenente l’accertamento di una violazione dell’art. 168, in riferimento all’inosservanza del «marginale» n. 10321 dell’Allegato Balla direttiva Comunitaria n. 94/55/CE del 21 novembre 1994, per la sosta di un semirimorchio vuoto, ma non «bonificato» dai residui di carburante trasportato, in quanto privo dei necessari riferimenti ad alcuno dei diversi precetti contenuti nell’art. 168, ed alle fonti normative nazionali ivi richiamate per la loro integrazione, è inammissibile perché non consente di identificare quale sia la regola normativa che si assume violata dall’utente della strada. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 11733 del 1 agosto 2003 (Cass. civ. n. 11733/2003)

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