(D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)

Atti vietati

Articolo 15 - Codice della Strada

1. Su tutte le strade e loro pertinenze è vietato:
a) danneggiare in qualsiasi modo le opere, le piantagioni e gli impianti che ad esse appartengono, alterarne la forma ed invadere od occupare la piattaforma e le pertinenze (24) o creare comunque stati di pericolo per la circolazione;
b) danneggiare, spostare, rimuovere o imbrattare la segnaletica stradale (37 ss.) ed ogni altro manufatto ad essa attinente;
c) impedire il libero deflusso delle acque nei fossi laterali e nelle relative opere di raccolta e di scarico;
d) impedire il libero deflusso delle acque che si scaricano sui terreni sottostanti;
e) far circolare bestiame, fatta eccezione per quelle locali con l’osservanza delle norme previste sulla conduzione degli animali (184);
f) [gettare o] (1) depositare rifiuti o materie di qualsiasi specie, insudiciare e imbrattare comunque la strada e le sue pertinenze (2) (3);
f bis) insozzare la strada o le sue pertinenze gettando rifiuti o oggetti dai veicoli in sosta o in movimento (3) (4);
g) apportare o spargere fango o detriti anche a mezzo delle ruote dei veicoli provenienti da accessi e diramazioni;
h) scaricare, senza regolare concessione, nei fossi e nelle cunette materiali o cose di qualsiasi genere o incanalare in essi acque di qualunque natura (32);
i) gettare dai veicoli in movimento qualsiasi cosa (3).
2. Chiunque viola uno dei divieti di cui al comma 1, lett. a), b) e g), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 41 a € 169. 3. Chiunque viola uno dei divieti di cui al comma 1, lett. c), d), e), f), h) ed i), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 25 a € 100.
3 bis. Chiunque viola il divieto di cui al comma 1, lettera f bis), è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 106 a € 425 (5).
4. Dalle violazioni di cui ai commi 2, 3 e 3 bis (6) consegue la sanzione amministrativa accessoria dell’obbligo per l’autore della violazione stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese (211), secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

Articolo 15 - Codice della Strada

1. Su tutte le strade e loro pertinenze è vietato:
a) danneggiare in qualsiasi modo le opere, le piantagioni e gli impianti che ad esse appartengono, alterarne la forma ed invadere od occupare la piattaforma e le pertinenze (24) o creare comunque stati di pericolo per la circolazione;
b) danneggiare, spostare, rimuovere o imbrattare la segnaletica stradale (37 ss.) ed ogni altro manufatto ad essa attinente;
c) impedire il libero deflusso delle acque nei fossi laterali e nelle relative opere di raccolta e di scarico;
d) impedire il libero deflusso delle acque che si scaricano sui terreni sottostanti;
e) far circolare bestiame, fatta eccezione per quelle locali con l’osservanza delle norme previste sulla conduzione degli animali (184);
f) [gettare o] (1) depositare rifiuti o materie di qualsiasi specie, insudiciare e imbrattare comunque la strada e le sue pertinenze (2) (3);
f bis) insozzare la strada o le sue pertinenze gettando rifiuti o oggetti dai veicoli in sosta o in movimento (3) (4);
g) apportare o spargere fango o detriti anche a mezzo delle ruote dei veicoli provenienti da accessi e diramazioni;
h) scaricare, senza regolare concessione, nei fossi e nelle cunette materiali o cose di qualsiasi genere o incanalare in essi acque di qualunque natura (32);
i) gettare dai veicoli in movimento qualsiasi cosa (3).
2. Chiunque viola uno dei divieti di cui al comma 1, lett. a), b) e g), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 41 a € 169. 3. Chiunque viola uno dei divieti di cui al comma 1, lett. c), d), e), f), h) ed i), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 25 a € 100.
3 bis. Chiunque viola il divieto di cui al comma 1, lettera f bis), è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 106 a € 425 (5).
4. Dalle violazioni di cui ai commi 2, 3 e 3 bis (6) consegue la sanzione amministrativa accessoria dell’obbligo per l’autore della violazione stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese (211), secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

Note

(1) Le parole fra parentesi quadrate sono state soppresse dall’art. 5, comma 1, lett. a), n. 1, della L. 29 luglio 2010, n. 120.
(2) Si veda l’art. 192 del D.L.vo 3 aprile 2006, n. 152. Il fatto costituisce altresì la violazione a quest’ultima disposizione a cui consegue la sanzione amministrativa da € 300 ad € 3.000.
(3) Si vedano gli artt. 232 bis, comma 3, e 232 ter, con le sanzioni di cui all’art. 255 del D.L.vo 3 aprile 2006, n. 152.
(4) Questa lettera è stata inserita dall’art. 5, comma 1, lett. a), n. 2, della L. 29 luglio 2010, n. 120.
(5) Questo comma è stato inserito dall’art. 5, comma 1, lett. b), della L. 29 luglio 2010, n. 120.
(6) Le parole: «ai commi 2 e 3» sono state così sostituite dalle attuali: «ai commi 2, 3 e 3 bis », dall’art. 5, comma 1, lett. c), della L. 29 luglio 2010, n. 120.

Massime

La disposizione di cui all’art. 15, comma primo, lett. a), cod. della strada — che punisce con una sanzione amministrativa il danneggiamento di opere, piantagioni ed impianti appartenenti alle strade ed alle loro pertinenze — riveste natura di norma speciale rispetto alla disposizione di cui all’art. 635, comma primo, n. 3, c.p., in quanto concerne la disciplina relativa ad una specifica categoria di beni; né rileva, a tal fine, la non perfetta coincidenza dell’oggettività giuridica delle due disposizioni, dovendosi avere riguardo per configurare il rapporto di specialità, ai sensi dell’art. 9 della legge n. 689 del 1981, non agli interessi tutelati dalle norme ma alla fattispecie concreta che in tutti i suoi elementi materiali potrebbe essere ricondotta ad entrambe le disposizioni in questione. (Nella specie la S.C. ha censurato la decisione del giudice di merito per l’omessa verifica del rapporto pertinenziale tra i beni danneggiati — fioriera e lampione — e la sede stradale). Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 9541 del 13 marzo 2012 (Cass. pen. n. 9541/2012)

Poiché la norma di cui all’art. 15 c.s., che prevede una sanzione amministrativa per il danneggiamento, lo spostamento, la rimozione o l’imbrattamento della segnaletica stradale e di ogni altro manifesto ad essa attinente, prescinde del tutto dal considerare situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, essa non può considerarsi speciale rispetto a quella prevista dall’art. 673 c.p. e, pertanto, non ne esclude l’applicabilità a norma dell’art. 9 della legge n. 689 del 1981. (Fattispecie relativa alla rimozione di un segnale stradale di pericolo collocato in prossimità di una scuola). Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5985 del 22 maggio 2000 (Cass. pen. n. 5985/2000)

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