Art. 123 – Codice della Strada

(D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)

Autoscuole

Articolo 123 - Codice della Strada

(1)(2)(3)(4) 1. Le scuole per l’educazione stradale (230), l’istruzione e la formazione dei conducenti sono denominate autoscuole.
2. Le autoscuole sono soggette a vigilanza amministrativa e tecnica da parte delle province, alle quali compete inoltre l’applicazione delle sanzioni di cui al comma 11 bis (5)(6).
3. I compiti delle province in materia di dichiarazioni di inizio attività (7) e di vigilanza amministrativa sulle autoscuole sono svolti sulla base di apposite direttive emanate dal Ministro dei trasporti (8), nel rispetto dei principi legislativi ed in modo uniforme per la vigilanza tecnica sull’insegnamento [e per la limitazione numerica delle autoscuole in relazione alla popolazione, all’indice della motorizzazione e alla estensione del territorio] (9).
4. Le persone fisiche o giuridiche, le società, gli enti possono presentare l’apposita dichiarazione di inizio attività. Il titolare (10) deve avere la proprietà e gestione diretta, personale, esclusiva e permanente dell’esercizio, nonché la gestione diretta dei beni patrimoniali (11) dell’autoscuola, rispondendo del suo regolare funzionamento nei confronti del concedente; nel caso di apertura di ulteriori sedi per l’esercizio dell’attività di autoscuola, per ciascuna deve essere dimostrato il possesso di tutti i requisiti prescritti, ad eccezione della capacità finanziaria che deve essere dimostrata per una sola sede, e deve essere preposto un responsabile didattico, in organico quale dipendente o collaboratore familiare ovvero anche, nel caso di società di persone o di capitali, quale rispettivamente socio o amministratore, che sia in possesso dei requisiti di cui al comma 5, ad eccezione della capacità finanziaria (12). [Nel caso di società od enti l’autorizzazione può essere rilasciata a persona delegata dal legale rappresentante della società od ente secondo quanto previsto dal regolamento] (13).
5. La dichiarazione può essere presentata da chi (14) abbia compiuto gli anni ventuno, risulti di buona condotta e sia in possesso di adeguata capacità finanziaria, di diploma di istruzione di secondo grado e di abilitazione quale insegnante di teoria e istruttore di guida con almeno un’esperienza biennale, maturata negli ultimi cinque anni (15).
Per le persone giuridiche i requisiti richiesti dal presente comma, ad eccezione della capacità finanziaria che deve essere posseduta dalla persona giuridica, sono richiesti al legale rappresentante [o, nel caso di società od enti, alla persona da questi delegata] (16).
6. La dichiarazione non può essere presentata dai (17) delinquenti abituali (102103 c.p.), professionali (105 c.p.) o per tendenza (108 c.p.) e da coloro (18) che sono sottoposti a misure amministrative di sicurezza personali (215 c.p.) o alle misure di prevenzione previste dall’art. 120, comma 1.
7. L’autoscuola deve svolgere l’attività di formazione dei conducenti per il conseguimento di patente di qualsiasi categoria, (19) deve possedere un’adeguata attrezzatura tecnica e didattica e disporre di insegnanti ed istruttori riconosciuti idonei dal Ministero dei trasporti (2), che rilascia specifico attestato di qualifica professionale. Qualora più scuole autorizzate si consorzino e costituiscano un centro d’istruzione automobilistica, riconosciuto dall’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri secondo criteri uniformi fissati con decreto del Ministro dei trasporti (2), le medesime autoscuole possono demandare, integralmente o parzialmente, al centro di istruzione automobilistica la formazione dei conducenti per il conseguimento di tutte le categorie di patenti, anche speciali, fatta eccezione per quella di categoria B, e dei documenti di abilitazione e di qualificazione professionale (20). In caso di applicazione del periodo precedente, le dotazioni complessive, in personale e in attrezzature, delle singole autoscuole consorziate possono essere adeguatamente ridotte (21)(22)(23).
7 bis. In ogni caso l’attività non può essere iniziata prima della verifica del possesso dei requisiti prescritti. La verifica di cui al presente comma è ripetuta successivamente ad intervalli di tempo non superiori a tre anni (24).
8. L’attività dell’autoscuola (25) è sospesa per un periodo da uno a tre mesi quando:
a) l’attività dell’autoscuola non si svolga regolarmente;
b) il titolare non provveda alla sostituzione degli insegnanti o degli istruttori che non siano più ritenuti idonei dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri;
c) il titolare non ottemperi alle disposizioni date dall’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri ai fini del regolare funzionamento dell’autoscuola.
9. L’esercizio dell’autoscuola è revocato (26) quando:
a) siano venuti meno la capacità finanziaria e i requisiti morali (120) del titolare;
b) venga meno l’attrezzatura tecnica e didattica dell’autoscuola;
c) siano stati adottati più di due provvedimenti di sospensione in un quinquennio.
9 bis. In caso di revoca per sopravvenuta carenza dei requisiti morali del titolare, a quest’ultimo è parimenti revocata l’idoneità tecnica. L’interessato potrà conseguire una nuova idoneità trascorsi cinque anni dalla revoca o a seguito di intervenuta riabilitazione (27).
10. Il Ministro dei trasporti (8) stabilisce, con propri decreti: i requisiti minimi di capacità finanziaria; i requisiti di idoneità, i corsi di formazione iniziale e periodica, con i relativi programmi, (28) degli insegnanti e degli istruttori delle autoscuole per conducenti; le modalità di svolgimento delle verifiche di cui al comma 7 bis; i criteri per l’accreditamento da parte delle regioni e delle province autonome dei soggetti di cui al comma 10 bis, lettera b) (29); le prescrizioni sui locali e sull’arredamento didattico, anche al fine di consentire l’eventuale svolgimento degli esami, nonché la durata dei corsi; i programmi di esame per l’accertamento dell’idoneità tecnica degli insegnanti e degli istruttori, cui si accede dopo la citata formazione iniziale (30); i programmi di esame per il conseguimento della patente di guida (31).
10 bis. I corsi di formazione degli insegnanti e degli istruttori delle autoscuole, di cui al comma 10, sono organizzati:
a) dalle autoscuole che svolgono l’attività di formazione dei conducenti per il conseguimento di qualsiasi categoria di patente ovvero dai centri di istruzione automobilistica riconosciuti per la formazione integrale;
b) da soggetti accreditati dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base della disciplina quadro di settore definita con l’intesa stipulata in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano il 20 marzo 2008, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2009, nonché dei criteri specifici dettati con il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di cui al comma 10 (32).
11. Chiunque gestisce un’autoscuola senza la dichiarazione di inizio attività o i requisiti prescritti (33) è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 10.890 a € 16.335 (34). Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria dell’immediata chiusura dell’autoscuola e di cessazione della relativa attività, ordinata dal competente ufficio secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
11 bis. L’istruzione o la formazione dei conducenti impartita in forma professionale o, comunque, a fine di lucro al di fuori di quanto disciplinato dal presente articolo costituisce esercizio abusivo dell’attività di autoscuola.
Chiunque esercita o concorre ad esercitare abusivamente l’attività di autoscuola è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 10.890 a € 16.335. Si applica inoltre il disposto del comma 9 bis del presente articolo (35).
11 ter. Lo svolgimento dei corsi di formazione di insegnanti e di istruttori di cui al comma 10 è sospeso dalla regione territorialmente competente o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, in relazione alla sede del soggetto che svolge i corsi:
a) per un periodo da uno a tre mesi, quando il corso non si tiene regolarmente;
b) per un periodo da tre a sei mesi, quando il corso si tiene in carenza dei requisiti relativi all’idoneità dei docenti, alle attrezzature tecniche e al materiale didattico;
c) per un ulteriore periodo da sei a dodici mesi nel caso di reiterazione, nel triennio, delle ipotesi di cui alle lettere a) e b) (36).
11 quater. La regione territorialmente competente o le province autonome di Trento e di Bolzano dispongono l’inibizione alla prosecuzione dell’attività per i soggetti a carico dei quali, nei due anni successivi all’adozione di un provvedimento di sospensione ai sensi della lettera c) del comma 11 ter, è adottato un ulteriore provvedimento di sospensione ai sensi delle lettere a) e b) del medesimo comma (36).
12. Chiunque insegna teoria nelle autoscuole o istruisce alla guida su veicoli delle autoscuole, senza essere a ciò abilitato ed autorizzato, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 169 a € 680.
13. Nel regolamento saranno stabilite le modalità per la dichiarazione di inizio attività (37). Con lo stesso regolamento saranno dettate norme per lo svolgimento, da parte degli enti pubblici non economici, dell’attività di consulenza, secondo la L. 8 agosto 1991, n. 264 (335-337 reg.), fermo restando quanto previsto dal comma 7 bis (38).

Articolo 123 - Codice della Strada

(1)(2)(3)(4) 1. Le scuole per l’educazione stradale (230), l’istruzione e la formazione dei conducenti sono denominate autoscuole.
2. Le autoscuole sono soggette a vigilanza amministrativa e tecnica da parte delle province, alle quali compete inoltre l’applicazione delle sanzioni di cui al comma 11 bis (5)(6).
3. I compiti delle province in materia di dichiarazioni di inizio attività (7) e di vigilanza amministrativa sulle autoscuole sono svolti sulla base di apposite direttive emanate dal Ministro dei trasporti (8), nel rispetto dei principi legislativi ed in modo uniforme per la vigilanza tecnica sull’insegnamento [e per la limitazione numerica delle autoscuole in relazione alla popolazione, all’indice della motorizzazione e alla estensione del territorio] (9).
4. Le persone fisiche o giuridiche, le società, gli enti possono presentare l’apposita dichiarazione di inizio attività. Il titolare (10) deve avere la proprietà e gestione diretta, personale, esclusiva e permanente dell’esercizio, nonché la gestione diretta dei beni patrimoniali (11) dell’autoscuola, rispondendo del suo regolare funzionamento nei confronti del concedente; nel caso di apertura di ulteriori sedi per l’esercizio dell’attività di autoscuola, per ciascuna deve essere dimostrato il possesso di tutti i requisiti prescritti, ad eccezione della capacità finanziaria che deve essere dimostrata per una sola sede, e deve essere preposto un responsabile didattico, in organico quale dipendente o collaboratore familiare ovvero anche, nel caso di società di persone o di capitali, quale rispettivamente socio o amministratore, che sia in possesso dei requisiti di cui al comma 5, ad eccezione della capacità finanziaria (12). [Nel caso di società od enti l’autorizzazione può essere rilasciata a persona delegata dal legale rappresentante della società od ente secondo quanto previsto dal regolamento] (13).
5. La dichiarazione può essere presentata da chi (14) abbia compiuto gli anni ventuno, risulti di buona condotta e sia in possesso di adeguata capacità finanziaria, di diploma di istruzione di secondo grado e di abilitazione quale insegnante di teoria e istruttore di guida con almeno un’esperienza biennale, maturata negli ultimi cinque anni (15).
Per le persone giuridiche i requisiti richiesti dal presente comma, ad eccezione della capacità finanziaria che deve essere posseduta dalla persona giuridica, sono richiesti al legale rappresentante [o, nel caso di società od enti, alla persona da questi delegata] (16).
6. La dichiarazione non può essere presentata dai (17) delinquenti abituali (102103 c.p.), professionali (105 c.p.) o per tendenza (108 c.p.) e da coloro (18) che sono sottoposti a misure amministrative di sicurezza personali (215 c.p.) o alle misure di prevenzione previste dall’art. 120, comma 1.
7. L’autoscuola deve svolgere l’attività di formazione dei conducenti per il conseguimento di patente di qualsiasi categoria, (19) deve possedere un’adeguata attrezzatura tecnica e didattica e disporre di insegnanti ed istruttori riconosciuti idonei dal Ministero dei trasporti (2), che rilascia specifico attestato di qualifica professionale. Qualora più scuole autorizzate si consorzino e costituiscano un centro d’istruzione automobilistica, riconosciuto dall’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri secondo criteri uniformi fissati con decreto del Ministro dei trasporti (2), le medesime autoscuole possono demandare, integralmente o parzialmente, al centro di istruzione automobilistica la formazione dei conducenti per il conseguimento di tutte le categorie di patenti, anche speciali, fatta eccezione per quella di categoria B, e dei documenti di abilitazione e di qualificazione professionale (20). In caso di applicazione del periodo precedente, le dotazioni complessive, in personale e in attrezzature, delle singole autoscuole consorziate possono essere adeguatamente ridotte (21)(22)(23).
7 bis. In ogni caso l’attività non può essere iniziata prima della verifica del possesso dei requisiti prescritti. La verifica di cui al presente comma è ripetuta successivamente ad intervalli di tempo non superiori a tre anni (24).
8. L’attività dell’autoscuola (25) è sospesa per un periodo da uno a tre mesi quando:
a) l’attività dell’autoscuola non si svolga regolarmente;
b) il titolare non provveda alla sostituzione degli insegnanti o degli istruttori che non siano più ritenuti idonei dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri;
c) il titolare non ottemperi alle disposizioni date dall’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri ai fini del regolare funzionamento dell’autoscuola.
9. L’esercizio dell’autoscuola è revocato (26) quando:
a) siano venuti meno la capacità finanziaria e i requisiti morali (120) del titolare;
b) venga meno l’attrezzatura tecnica e didattica dell’autoscuola;
c) siano stati adottati più di due provvedimenti di sospensione in un quinquennio.
9 bis. In caso di revoca per sopravvenuta carenza dei requisiti morali del titolare, a quest’ultimo è parimenti revocata l’idoneità tecnica. L’interessato potrà conseguire una nuova idoneità trascorsi cinque anni dalla revoca o a seguito di intervenuta riabilitazione (27).
10. Il Ministro dei trasporti (8) stabilisce, con propri decreti: i requisiti minimi di capacità finanziaria; i requisiti di idoneità, i corsi di formazione iniziale e periodica, con i relativi programmi, (28) degli insegnanti e degli istruttori delle autoscuole per conducenti; le modalità di svolgimento delle verifiche di cui al comma 7 bis; i criteri per l’accreditamento da parte delle regioni e delle province autonome dei soggetti di cui al comma 10 bis, lettera b) (29); le prescrizioni sui locali e sull’arredamento didattico, anche al fine di consentire l’eventuale svolgimento degli esami, nonché la durata dei corsi; i programmi di esame per l’accertamento dell’idoneità tecnica degli insegnanti e degli istruttori, cui si accede dopo la citata formazione iniziale (30); i programmi di esame per il conseguimento della patente di guida (31).
10 bis. I corsi di formazione degli insegnanti e degli istruttori delle autoscuole, di cui al comma 10, sono organizzati:
a) dalle autoscuole che svolgono l’attività di formazione dei conducenti per il conseguimento di qualsiasi categoria di patente ovvero dai centri di istruzione automobilistica riconosciuti per la formazione integrale;
b) da soggetti accreditati dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base della disciplina quadro di settore definita con l’intesa stipulata in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano il 20 marzo 2008, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2009, nonché dei criteri specifici dettati con il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di cui al comma 10 (32).
11. Chiunque gestisce un’autoscuola senza la dichiarazione di inizio attività o i requisiti prescritti (33) è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 10.890 a € 16.335 (34). Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria dell’immediata chiusura dell’autoscuola e di cessazione della relativa attività, ordinata dal competente ufficio secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
11 bis. L’istruzione o la formazione dei conducenti impartita in forma professionale o, comunque, a fine di lucro al di fuori di quanto disciplinato dal presente articolo costituisce esercizio abusivo dell’attività di autoscuola.
Chiunque esercita o concorre ad esercitare abusivamente l’attività di autoscuola è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 10.890 a € 16.335. Si applica inoltre il disposto del comma 9 bis del presente articolo (35).
11 ter. Lo svolgimento dei corsi di formazione di insegnanti e di istruttori di cui al comma 10 è sospeso dalla regione territorialmente competente o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, in relazione alla sede del soggetto che svolge i corsi:
a) per un periodo da uno a tre mesi, quando il corso non si tiene regolarmente;
b) per un periodo da tre a sei mesi, quando il corso si tiene in carenza dei requisiti relativi all’idoneità dei docenti, alle attrezzature tecniche e al materiale didattico;
c) per un ulteriore periodo da sei a dodici mesi nel caso di reiterazione, nel triennio, delle ipotesi di cui alle lettere a) e b) (36).
11 quater. La regione territorialmente competente o le province autonome di Trento e di Bolzano dispongono l’inibizione alla prosecuzione dell’attività per i soggetti a carico dei quali, nei due anni successivi all’adozione di un provvedimento di sospensione ai sensi della lettera c) del comma 11 ter, è adottato un ulteriore provvedimento di sospensione ai sensi delle lettere a) e b) del medesimo comma (36).
12. Chiunque insegna teoria nelle autoscuole o istruisce alla guida su veicoli delle autoscuole, senza essere a ciò abilitato ed autorizzato, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 169 a € 680.
13. Nel regolamento saranno stabilite le modalità per la dichiarazione di inizio attività (37). Con lo stesso regolamento saranno dettate norme per lo svolgimento, da parte degli enti pubblici non economici, dell’attività di consulenza, secondo la L. 8 agosto 1991, n. 264 (335-337 reg.), fermo restando quanto previsto dal comma 7 bis (38).

Note

(1) Si vedano gli artt. da 335 a 337 Reg. c.s.
(2) A norma dell’art. 236, comma 2, di questo codice, le autoscuole attualmente esistenti dovranno essere adeguate alle norme del presente codice entro il 31 dicembre 1993. Fino a tale data le autoscuole sono regolate dalle disposizioni già vigenti.
(3) Si veda il D.M. 17 maggio 1995, n. 317, recante il regolamento per la disciplina dell’attività delle autoscuole.
(4) A norma dell’art. 10, comma 5, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40, l’attività di autoscuola è soggetta alla sola segnalazione certificata di inizio attività da presentare all’amministrazione provinciale territorialmente competente ai sensi della normativa vigente, fatto salvo il rispetto dei requisiti morali e professionali, della capacità finanziaria e degli standard tecnico-organizzativi previsti dalla stessa normativa.
(5) Le parole: «, alle quali compete inoltre l’applicazione delle sanzioni di cui al comma 11 bis» sono state inserite dall’art. 20, comma 5, lett. a), della L. 29 luglio 2010, n. 120.
(6) Questo comma è stato così sostituito dall’art. 10, comma 5, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(7) La parola: «autorizzazione» è stata così sostituita dalle attuali parole: «dichiarazioni di inizio attività» dall’art. 10, comma 5, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(8) Il Ministero dei trasporti e della navigazione è ora denominato Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
(9) Le parole tra parentesi quadrate sono state soppresse dall’art. 10, comma 5, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(10) Le parole: «Le persone fisiche o giuridiche, le società, gli enti possono ottenere l’autorizzazione. Il titolare dell’autorizzazione di cui al comma 2» sono state così sostituite dalle attuali parole da: «Le persone fisiche …» fino a: «… Il titolare» dall’art. 10, comma 5 bis, lett. a), del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(11) Le parole: «gestione diretta e personale dell’esercizio e dei beni patrimoniali» sono state così sostituite dalle attuali parole: «proprietà e gestione diretta, personale, esclusiva e permanente dell’esercizio, nonché la gestione diretta dei beni patrimoniali» dall’art. 10, comma 5 ter, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(12) Le parole da: «; nel caso di apertura …» fino a: «… in possesso dell’idoneità tecnica» sono state aggiunte dall’art. 10, comma 5 ter, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40. Le parole: «dell’idoneità tecnica» sono state così sostituite dalle attuali: «dei requisiti di cui al comma 5, ad eccezione della capacità finanziaria» dall’art. 20, comma 5, lett. b), della L. 29 luglio 2010, n. 120.
(13) Questo periodo è stato soppresso dall’art. 10, comma 5 ter, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(14) Le parole: «L’autorizzazione è rilasciata a chi» sono state così sostituite dalle attuali parole: «La dichiarazione può essere presentata da chi» dall’art. 10, comma 5 bis, lett. b), del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(15) Le parole: «o istruttore di guida» sono state così sostituite dalle attuali parole: «e istruttore di guida con almeno un’esperienza biennale» dall’art. 10, comma 5 quater, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40. Le parole: «, maturata negli ultimi cinque anni» sono state inserite dall’art. 20, comma 5, lett. c), della L. 29 luglio 2010, n. 120.
(16) Le parole tra parentesi quadrate sono state soppresse dall’art. 10, comma 5 quinquies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(17) Le parole: «L’autorizzazione non può essere rilasciata ai» sono state così sostituite dalle attuali parole: «La dichiarazione non può essere presentata dai» dall’art. 10, comma 5 bis, lett. c), del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(18) Le parole: «e a coloro» sono state così sostituite dalle attuali parole: «e da coloro» dall’art. 10, comma 5 bis, lett. c), del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(19) Le parole: «svolgere l’attività di formazione dei conducenti per il conseguimento di patente di qualsiasi categoria,» sono state aggiunte dall’art. 20, comma 5, lett. d), n. 1), della L. 29 luglio 2010, n. 120.
(20) Le parole: «delle patenti di categoria A, BS, BE, C, D, CE e DE e dei documenti di abilitazione e di qualificazione professionale» sono state così sostituite dalle parole: «di tutte le categorie di patenti, anche speciali, fatta eccezione per quella di categoria B, e dei documenti di abilitazione e di qualificazione professionale» dall’art. 10 del D.L.vo 18 aprile 2011, n. 59, a decorrere dal 19 gennaio 2013. A norma dell’art. 1, comma 388, della L. 24 dicembre 2012, n. 228, tale termine è fissato al 30 giugno 2013, con riferimento all’art. 3, comma 1, capoverso art. 116, comma 3, lett. a), b), c), d), e), h), i), n) ed o).
(21) Le parole: «le dotazioni complessive, in personale ed attrezzature, possono essere adeguatamente ridotte» sono state così sostituite dalle attuali: «le medesime autoscuole possono demandare, integralmente o parzialmente, al centro di istruzione automobilistica la formazione dei conducenti per il conseguimento delle patenti di categoria A, BS, BE, C, D, CE e DE e dei documenti di abilitazione e di qualificazione professionale. In caso di applicazione del periodo precedente, le dotazioni complessive, in personale e in attrezzature, delle singole autoscuole consorziate possono essere adeguatamente ridotte», dall’art. 20, comma 5, lett. d), n. 2), della L. 29 luglio 2010, n. 120.
(22) A norma dell’art. 105, comma 3, lett. a), del D.P.R. 31 marzo 1998, n. 112, sono trasferite alle province le funzioni relative all’autorizzazione e vigilanza tecnica sull’attività svolta dalle autoscuole e dalle scuole nautiche. Con D.P.C.M. 12 ottobre 2000, si è provveduto al trasferimento — a decorrere dal 1° gennaio 2001 — dalle necessarie risorse finanziarie.
(23) Si veda l’art. 20, comma 6, della L. 29 luglio 2010, n. 120, che si riporta: «Le autoscuole che esercitano attività di formazione dei conducenti esclusivamente per il conseguimento delle patenti di categoria A e B si adeguano a quanto disposto dal comma 7 dell’articolo 123 del decreto legislativo n. 285 del 1992, come da ultimo modificato dal comma 5 del presente articolo, a decorrere dalla prima variazione della titolarità dell’autoscuola successiva alla data di entrata in vigore della presente legge.»
(24) Questo comma è stato inserito dall’art. 20, comma 5, lett. e), della L. 29 luglio 2010, n. 120.
(25) Le parole: «L’autorizzazione» sono state così sostituite dalle attuali parole: «L’attività dell’autoscuola» dall’art. 10, comma 5 sexies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(26) Le parole: «L’autorizzazione è revocata» sono state così sostituite dalle attuali parole: «L’esercizio dell’autoscuola è revocato» dall’art. 10, comma 5 sexies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(27) Questo comma è stato inserito dall’art. 10, comma 5 sexies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(28) Le parole: «, i corsi di formazione iniziale e periodica, con i relativi programmi,» sono state inserite dall’art. 10, comma 5 septies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(29) Le parole: «le modalità di svolgimento delle verifiche di cui al comma 7 bis; i criteri per l’accreditamento da parte delle regioni e delle province autonome dei soggetti di cui al comma 10 bis, lettera b);» sono state inserite dall’art. 20, comma 5, lett. f), della L. 29 luglio 2010, n. 120.
(30) Le parole: «, cui si accede dopo la citata formazione iniziale» sono state inserite dall’art. 10, comma 5 septies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(31) A norma dell’art. 20, comma 7, della L. 29 luglio 2010, n. 120, i costi relativi all’organizzazione dei corsi di cui ai commi 10 e 10 bis dell’articolo 123 del decreto legislativo n. 285 del 1992, come da ultimo, rispettivamente, modificato e introdotto dal comma 5 del presente articolo, sono posti integralmente a carico dei soggetti richiedenti. Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono all’organizzazione dei corsi di cui al periodo precedente nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
(32) Questo comma è stato inserito dall’art. 20, comma 5, lett. g), della L. 29 luglio 2010, n. 120.
(33) Le parole: «senza autorizzazione» sono state così sostituite dalle attuali parole: «senza la dichiarazione di inizio attività o i requisiti prescritti» dall’art. 10, comma 5, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(34) Le parole: «da € 742 a € 2.970» sono state così sostituite dalle seguenti: «da € 10.000 a € 15.000» dall’art. 10, comma 5, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40. Gli importi delle sanzioni sono stati poi aggiornati dal D.M. 20 dicembre 2016.
(35) Questo comma è stato inserito dall’art. 10, comma 5 octies, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(36) Questo comma è stato inserito dall’art. 20, comma 5, lett. h), della L. 29 luglio 2010, n. 120.
(37) Le parole: «per il rilascio della autorizzazione di cui al comma 2» sono state così sostituite dalle attuali parole: «per la dichiarazione di inizio attività» dall’art. 10, comma 5 bis, lett. d), del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, nella L. 2 aprile 2007, n. 40.
(38) Le parole: «, fermo restando quanto previsto dal comma 7 bis» sono state aggiunte dall’art. 20, comma 5, lett. i), della L. 29 luglio 2010 n. 120.

Massime

In tema di assicurazione della responsabilità derivante dalla circolazione dei veicoli, qualora le clausole di polizza condizionino la copertura assicurativa all’abilitazione del conducente alla guida, «a norma di legge», senza esplicitamente richiedere il possesso della patente di guida, detta condizione deve ritenersi sussistente anche nel caso di persona che si eserciti alla guida con l’autorizzazione prevista dall’art. 83 comma primo del D.P.R. 15 giugno 1959 n. 393 (vecchio codice della strada) e con a fianco persona munita di patente in funzione di istruttore, perché, in tale situazione, l’indicata norma prevede una piena abilitazione del conducente, del tutto equiparabile a quella derivante dal conseguimento della patente. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5338 del 2 giugno 1994 (Cass. civ. n. 5338/1994)

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