Art. 122 – Codice della Strada

(D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285)

Esercitazioni di guida

Articolo 122 - Codice della Strada

(1)(2) 1. A chi ha fatto domanda per sostenere l’esame per la patente di guida (116) ovvero per l’estensione di validità della patente ad altre categorie di veicoli ed è in possesso dei requisiti fisici e psichici (119) prescritti è rilasciata un’autorizzazione per esercitarsi alla guida, previo superamento della prova di controllo delle cognizioni di cui al comma 1 dell’articolo 121, che deve avvenire entro sei mesi dalla data di presentazione della domanda per il conseguimento della patente. Entro il termine di cui al periodo precedente non sono consentite più di due prove (3).
2. L’autorizzazione consente all’aspirante di esercitarsi su veicoli delle categorie per le quali è stata richiesta la patente o l’estensione di validità della medesima, purché al suo fianco si trovi, in funzione d’istruttore, persona di età non superiore a sessantacinque anni, munita di patente valida per la stessa categoria, conseguita da almeno dieci anni, ovvero valida per la categoria superiore; l’istruttore deve, a tutti gli effetti, vigilare sulla marcia del veicolo, intervenendo tempestivamente ed efficacemente in caso di necessità. [Se il veicolo non è munito di doppi comandi a pedale almeno per il freno di servizio e per l’innesto a frizione, l’istruttore non può avere età superiore a sessanta anni](4).
3. Agli aspiranti autorizzati ad esercitarsi per conseguire la patente di categoria A non si applicano le norme di cui al comma 2 ma quelle di cui al comma 5.
4. Gli autoveicoli per le esercitazioni e gli esami di guida devono essere muniti di appositi contrassegni recanti la lettera alfabetica «P». Tale contrassegno è sostituito per i veicoli delle autoscuole con la scritta «scuola guida». Le caratteristiche di tali contrassegni e le modalità di applicazione saranno determinate nel regolamento (334 reg.).
5. Le esercitazioni su veicoli nei quali non possa prendere posto, oltre al conducente, altra persona in funzione di istruttore sono consentite in luoghi poco frequentati.
5 bis. L’aspirante al conseguimento della patente di guida di categoria B deve effettuare esercitazioni in autostrada o su strade extraurbane e in condizione di visione notturna presso un’autoscuola con istruttore abilitato e autorizzato. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabilite la disciplina e le modalità di svolgimento delle esercitazioni di cui al presente comma (5).
6. L’autorizzazione è valida per sei mesi.
7. Chiunque guida senza l’autorizzazione per l’esercitazione, ma avendo a fianco, in funzione di istruttore persona provvista di patente di guida ai sensi del comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 422 a € 1.697. La stessa sanzione si applica alla persona che funge da istruttore.
8. Chiunque, autorizzato per l’esercitazione, guida senza avere a fianco, in funzione di istruttore, persona provvista di patente valida ai sensi del comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 422 a € 1.697. Alla violazione consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo (214) per tre mesi, secondo le norme del capo I, sezione III, del titolo VI. Alla violazione di cui al comma 5 consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 85 a € 338.
9. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 4 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 85 a € 338.

Articolo 122 - Codice della Strada

(1)(2) 1. A chi ha fatto domanda per sostenere l’esame per la patente di guida (116) ovvero per l’estensione di validità della patente ad altre categorie di veicoli ed è in possesso dei requisiti fisici e psichici (119) prescritti è rilasciata un’autorizzazione per esercitarsi alla guida, previo superamento della prova di controllo delle cognizioni di cui al comma 1 dell’articolo 121, che deve avvenire entro sei mesi dalla data di presentazione della domanda per il conseguimento della patente. Entro il termine di cui al periodo precedente non sono consentite più di due prove (3).
2. L’autorizzazione consente all’aspirante di esercitarsi su veicoli delle categorie per le quali è stata richiesta la patente o l’estensione di validità della medesima, purché al suo fianco si trovi, in funzione d’istruttore, persona di età non superiore a sessantacinque anni, munita di patente valida per la stessa categoria, conseguita da almeno dieci anni, ovvero valida per la categoria superiore; l’istruttore deve, a tutti gli effetti, vigilare sulla marcia del veicolo, intervenendo tempestivamente ed efficacemente in caso di necessità. [Se il veicolo non è munito di doppi comandi a pedale almeno per il freno di servizio e per l’innesto a frizione, l’istruttore non può avere età superiore a sessanta anni](4).
3. Agli aspiranti autorizzati ad esercitarsi per conseguire la patente di categoria A non si applicano le norme di cui al comma 2 ma quelle di cui al comma 5.
4. Gli autoveicoli per le esercitazioni e gli esami di guida devono essere muniti di appositi contrassegni recanti la lettera alfabetica «P». Tale contrassegno è sostituito per i veicoli delle autoscuole con la scritta «scuola guida». Le caratteristiche di tali contrassegni e le modalità di applicazione saranno determinate nel regolamento (334 reg.).
5. Le esercitazioni su veicoli nei quali non possa prendere posto, oltre al conducente, altra persona in funzione di istruttore sono consentite in luoghi poco frequentati.
5 bis. L’aspirante al conseguimento della patente di guida di categoria B deve effettuare esercitazioni in autostrada o su strade extraurbane e in condizione di visione notturna presso un’autoscuola con istruttore abilitato e autorizzato. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono stabilite la disciplina e le modalità di svolgimento delle esercitazioni di cui al presente comma (5).
6. L’autorizzazione è valida per sei mesi.
7. Chiunque guida senza l’autorizzazione per l’esercitazione, ma avendo a fianco, in funzione di istruttore persona provvista di patente di guida ai sensi del comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 422 a € 1.697. La stessa sanzione si applica alla persona che funge da istruttore.
8. Chiunque, autorizzato per l’esercitazione, guida senza avere a fianco, in funzione di istruttore, persona provvista di patente valida ai sensi del comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 422 a € 1.697. Alla violazione consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo (214) per tre mesi, secondo le norme del capo I, sezione III, del titolo VI. Alla violazione di cui al comma 5 consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 85 a € 338.
9. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 4 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 85 a € 338.

Note

(1) Si veda l’art. 334 Reg. c.s.
(2) Si veda l’art. 11 bis, del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, nella L. 4 aprile 2012, n. 35, che si riporta: «11 bis. 1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono disciplinate le condizioni alle quali il minore conducente, ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 11 novembre 2011, n. 213, può esercitarsi alla guida in autostrada o su strade extraurbane principali, ovvero in condizione di visione notturna, prevedendo in particolare che, nelle autostrade con carreggiate a tre o più corsie, sia vietato al predetto minore di impegnare altre corsie all’infuori delle due più vicine al bordo destro della carreggiata. Si applica, in tal caso, la sanzione di cui all’articolo 176, comma 21, del Codice della strada, e successive modificazioni.
2. Fermo restando quanto prescritto dall’articolo 122, comma 5 bis, del Codice della strada, la disposizione di cui al comma 1 del presente articolo si applica anche al titolare di autorizzazione ad esercitarsi alla guida, di cui al citato articolo 122, che si eserciti in autostrada o su strade extraurbane principali, ovvero in condizioni di visione notturna. In tal caso, al di fuori delle esercitazioni con un’autoscuola, sul veicolo non può prendere posto, oltre al conducente, un’altra persona che non sia l’accompagnatore. Si applica la sanzione di cui al medesimo articolo 122, comma 9, del Codice della strada, e successive modificazioni.».
(3) Le parole: «, previo superamento della prova di controllo delle cognizioni di cui al comma 1 dell’articolo 121, che deve avvenire entro sei mesi dalla data di presentazione della domanda per il conseguimento della patente. Entro il termine di cui al periodo precedente non sono consentite più di due prove» sono state aggiunte dall’art. 20, comma 2, lett. a), della L. 29 luglio 2010, n. 120. A norma dell’art. 20, comma 3, della medesima legge tale disposizione si applica alle domande per il conseguimento della patente di guida presentate a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge.
(4) Questo periodo è stato soppresso dall’art. 11, comma 1, lett. d), del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, nella L. 4 aprile 2012, n. 35.
(5) Questo comma è stato inserito dall’art. 20, comma 2, lett. b), della L. 29 luglio 2010, n. 120. Si veda il D.M. 11 novembre 2011, n. 213, recante disciplina del rilascio dell’autorizzazione a minore ai fini della guida accompagnata e relativa modalità di esercizio. Si veda altresì il D.M. 20 aprile 2012 (G.U. Serie gen. – n. 95 del 23 aprile 2012) recante disciplina delle esercitazioni di guida in autostrade, su strade extraurbane ed in condizioni di visione notturna, del minore autorizzato e dell’aspirante al conseguimento della patente di categoria B.

Massime

In materia di responsabilità da sinistri stradali, colui che, in possesso di patente di guida, affidi una vettura nella propria disponibilità a un soggetto dotato solo del cd. «foglio rosa», salendo contestualmente a bordo della stessa, non assume un ruolo diverso da quello di trasportato, sicché l’affidamento del veicolo, di per sé, non lo grava di cooperazione colposa nel sinistro stradale verificatosi per l’imperita condotta del guidatore affidatario e nel quale egli abbia riportato danni. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 14699 del 19 luglio 2016 (Cass. civ. n. 14699/2016)

Integra l’illecito amministrativo previsto dall’art. 122, comma ottavo, cod. strada e non la contravvenzione di guida senza patente la condotta di chi, essendogli stata revocata la patente, munito del foglio rosa si collochi alla guida di un autoveicolo senza avere accanto, in funzione di istruttore, una persona provvista di patente valida. Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 21276 del 17 maggio 2013 (Cass. pen. n. 21276/2013)

Qualora in un contratto di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli a motore sia prevista una clausola che escluda la garanzia assicurativa per i danni verificatisi quando il conducente non fosse abilitato alla guida, sussiste l’operatività della polizza e del conseguente obbligo indennitario dell’assicuratore quando il conducente, pur abilitato alla guida, abbia omesso di rispettare le prescrizioni e le cautele eventualmente imposte (fattispecie di sinistro cagionato in una strada con forte densità di traffico dal conducente di un motoveicolo autorizzato alla esercitazione di guida in luoghi poco frequentati a norma dell’art. 83 terzo comma cod. strad. ABR.). Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5110 del 26 maggio 1999 (Cass. civ. n. 5110/1999)

In tema di assicurazione della responsabilità derivante dalla circolazione dei veicoli, qualora le clausole di polizza condizionino la copertura assicurativa all’abilitazione del conducente alla guida, «a norma di legge», senza esplicitamente richiedere il possesso della patente di guida, detta condizione deve ritenersi sussistente anche nel caso di persona che si eserciti alla guida con l’autorizzazione prevista dall’art. 83 comma primo del D.P.R. 15 giugno 1959 n. 393 (vecchio codice della strada) e con a fianco persona munita di patente in funzione di istruttore, perché, in tale situazione, l’indicata norma prevede una piena abilitazione del conducente, del tutto equiparabile a quella derivante dal conseguimento della patente. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5338 del 2 giugno 1994 (Cass. civ. n. 5338/1994)

In tema di circolazione stradale, perché sia configurabile l’ipotesi dell’esercitazione di guida non è sufficiente che la persona a fianco del giudicatore sia munita della patente di guida ma occorre altresì la consapevolezza in tale persona del proprio ruolo di istruttore, per il controllo della marcia del veicolo e per un tempestivo intervento in caso di necessità; la carenza di detto presupposto importa la configurabilità del reato di guida senza patente previsto dall’art. 80 cod. strad. previgente.
Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 7654 del 6 agosto 1993 (Cass. pen. n. 7654/1993)

L’art. 83 [n.d.r.: ora 122] del codice della strada nel prevedere le esercitazioni alla guida con obbligo di istruttore non costituisce, di per sé, con presunzione iuris et de iure, la qualità di istruttore nella persona del trasportato munito di patente, dovendo risultare tale qualità o da un accordo anche implicito tra le parti ovvero da altri elementi, quale il controllo tecnico esercitato sul mezzo provvisto di doppi comandi. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 13023 del 9 dicembre 1992 (Cass. civ. n. 13023/1992)

Nelle esercitazioni alla guida di veicoli a motore, dovendo sussistere una stretta cooperazione tra l’allievo e l’istruttore, nel caso ne derivi un evento dannoso entrambi ne rispondono, in quanto esso si collega alla condotta antidoverosa sia del primo per negligenza ed imprudenza nella guida del veicolo che del secondo per mancata vigilanza sulla marcia di esso, anche in relazione alle particolari contingenze del momento. Tuttavia l’istruttore di guida può considerarsi corresponsabile del sinistro solo nei limiti in cui non abbia adeguatamente espletato le sue funzioni istruttive ed ha invece diritto al risarcimento anche dei propri danni nella misura in cui questi possano ascriversi al conducente. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6049 del 16 giugno 1990 (Cass. civ. n. 6049/1990)

Per la guida di motoveicoli di categoria A è necessario aver conseguito la patente senza che sia ammessa alcuna esercitazione. Ne consegue che è punibile, ai sensi dell’art. 80 comma quattordicesimo cod. strad., colui che, senza essere munito di patente, si esercita alla guida di uno dei detti motoveicoli anche se in luogo poco frequentato e con istruttore a bordo. Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 10931 del 21 novembre 1985 (Cass. pen. n. 10931/1985)

In tema di esercitazioni di guida, di cui all’art. 83 D.P.R. 15 giugno 1959, n. 393 sulla circolazione stradale, l’allievo conducente non va ritenuto responsabile degli eventi dannosi, verificatisi in dipendenza della circolazione del veicolo, solo quando il suo comportamento sia dovuto ad inesperienza ed inidoneità tecnica alla guida, addebitabili a colpa esclusiva, in vigilando, dell’istruttore. Pertanto, qualora nell’azione dell’allievo medesimo, esclusa la sola imperizia, siano ravvisabili altri elementi di colpa, quali l’inosservanza di leggi o regolamenti (di cui non è consentita la ignoranza da parte del soggetto che si pone alla guida di un veicolo) o la condotta imprudente o negligente (in contrasto col principio del neminem laedere), deve essere affermata la sua responsabilità nonché quella dell’istruttore se questi era in condizioni di correggere tempestivamente prevedibili errori dell’allievo. Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 3868 del 28 aprile 1983 (Cass. pen. n. 3868/1983)

In caso di incidente stradale, non è ravvisabile la colpa della persona trasportata in qualità di istruttore su motoveicolo per il quale non è ammessa esercitazione alla guida, poiché non incombe su tale persona l’onere di intervenire per correggere eventuali errori del conducente. Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 11817 del 7 dicembre 1982 (Cass. pen. n. 11817/1982)

In tema di fatto colposo verificatosi durante la esercitazione di guida di autoveicolo con la responsabilità del conducente non necessariamente concorre quella dell’istruttore essendo necessario, ai fini della ravvisabilità del concorso, che entrambi i soggetti determinino l’evento. (Fattispecie in tema di esclusione di colpa concorrente dello istruttore, il quale aveva vigilato doverosamente sulla condotta dell’allievo, il quale, ciò nonostante, aveva prodotto l’evento per essersi sottratto alla vigilanza ed al controllo dell’istruttore). Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 1370 del 20 febbraio 1981 (Cass. pen. n. 1370/1981)

In tema di esercitazione alla guida di veicoli, il compito dell’istruttore è quello di consigliare l’allievo e di controllarne il comportamento. In detto obbligo rientra anche la scelta del luogo ove effettuare l’esercitazione. Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 11268 del 29 ottobre 1980 (Cass. pen. n. 11268/1980)

In tema di incidente verificatosi nel corso della circolazione dei veicoli, versa in colpa l’istruttore il quale consenta ad un allievo conducente, ancor privo di adeguata perizia e nozioni di guida, di esercitarsi su strade particolarmente difficili o guidando veicoli la cui conduzione sicura, per le caratteristiche tecniche, esiga un non modesto grado di esperienza. Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 7541 del 13 giugno 1980 (Cass. pen. n. 7541/1980)

Chi, munito di idonea patente di guida, ancorché non istruttore di una scuola per conducenti di veicoli a motore, provveda, con funzioni di istruzione e vigilanza, ad accompagnare, durante la esercitazione alla guida, un minore, all’uopo autorizzato, a norma dell’art. 83, comma secondo del codice stradale, assume la veste di precettore, obbligato a vigilare sulla marcia del veicolo, ed, in tale veste, ai sensi ed agli effetti dell’art. 2048, comma secondo c.c., risponde del fatto illecito commesso dall’allievo nella conduzione del veicolo. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1293 del 27 febbraio 1979 (Cass. civ. n. 1293/1979)

Non è scusabile ai fini penali l’errore dell’allievo conducente in ordine alla idoneità o meno a fungere da istruttore della persona che lo accompagni durante la esercitazione di guida. Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 4668 del 19 aprile 1978 (Cass. pen. n. 4668/1978)

La esercitazione alla guida di motoveicoli di categoria A non è consentita a chi non sia munito di patente anche se l’allievo conducente sia in possesso di autorizzazione ad esercitarsi alla guida di veicoli di altre categorie. Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 9867 del 17 agosto 1977 (Cass. pen. n. 9867/1977)

È illegittima la esercitazione di guida di motoveicoli di categoria A anche se l’allievo conducente sia autorizzato alla esercitazione di guida di veicoli di altra categoria. Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 10341 del 16 ottobre 1976 (Cass. pen. n. 10341/1976)

In tema di esercitazione alla guida la funzione di istruttore può essere svolta soltanto quando questi si trovi accanto all’allievo in modo da poter prontamente intervenire sui comandi. Non è, pertanto, ravvisabile l’attività di istruzione quando la persona abilitata sieda sul sedile posteriore di un’autovettura e non già accanto all’allievo conducente. (Nella specie è stata ritenuta la sussistenza della contravvenzione di cui all’art. 80, comma tredicesimo, Cod. strada e non già della contravvenzione di cui all’ultimo comma dell’art. 83 Cod. strada a carico di persona non munita di patente nè di autorizzazione all’esercitazione che conduceva un’autovettura sul cui sedile posteriore era trasportata altra persona abilitata alla guida). Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 6609 del 29 maggio 1976 (Cass. pen. n. 6609/1976)

Il legislatore non ha posto limiti di tempo o di luogo per le esercitazioni di guida, che possono avvenire in qualunque ora ed in qualunque luogo, anche diverso e lontano da quello di residenza dell’allievo conducente e della persona provvista di patente in funzione di istruttore. Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 4650 del 10 aprile 1976 (Cass. pen. n. 4650/1976)

Non può circolare alla guida di motoveicolo per il quale sia richiesta la patente, il conducente munito del foglio rosa. Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 3885 del 7 aprile 1975 (Cass. pen. n. 3885/1975)

L’autorizzazione ad esercitarsi alla guida (foglio rosa) non può equivalere alla vera e propria patente nemmeno se sul relativo documento siano state apposte annotazioni particolari; consegue che la esercitazione deve comunque svolgersi alle condizioni previste dall’art. 83 Cod. strada. (Nella specie è stata ritenuta la responsabilità per esercitazione senza istruttore — art. 83, comma quinto, Cod. strada — a carico di allievo conducente in possesso di foglio rosa sul quale era stata annotata l’indicazione comprovante l’esistenza di precedente patente in fase di revisione). Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 1995 del 20 febbraio 1975 (Cass. pen. n. 1995/1975)

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