Art. 999 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Locazioni concluse dall'usufruttuario

Articolo 999 - Codice Civile

Le locazioni concluse dall’usufruttuario, in corso al tempo della cessazione dell’usufrutto, purché constino da atto pubblico (2699) o da scrittura privata di data certa anteriore (2704), continuano per la durata stabilita, ma non oltre il quinquennio dalla cessazione dell’usufrutto (954 , 976, 1596, 1599).
Se la cessazione dell’usufrutto avviene per la scadenza del termine stabilito, le locazioni non durano in ogni caso se non per l’anno, e, trattandosi di fondi rustici dei quali il principale raccolto è biennale o triennale, se non per il biennio o triennio che si trova in corso al tempo in cui cessa l’usufrutto (976, 1078).

Articolo 999 - Codice Civile

Le locazioni concluse dall’usufruttuario, in corso al tempo della cessazione dell’usufrutto, purché constino da atto pubblico (2699) o da scrittura privata di data certa anteriore (2704), continuano per la durata stabilita, ma non oltre il quinquennio dalla cessazione dell’usufrutto (954 , 976, 1596, 1599).
Se la cessazione dell’usufrutto avviene per la scadenza del termine stabilito, le locazioni non durano in ogni caso se non per l’anno, e, trattandosi di fondi rustici dei quali il principale raccolto è biennale o triennale, se non per il biennio o triennio che si trova in corso al tempo in cui cessa l’usufrutto (976, 1078).

Note

Massime

Nel caso di consolidazione dell’usufrutto per morte dell’usufruttuario, le locazioni da questi concluse non possono protrarsi oltre il quinquennio dalla cessazione dell’usufrutto, ai sensi della norma di cui all’art. 999 c.c. la quale realizza un equo contemperamento tra il diritto del nudo proprietario e quello del conduttore, al quale è così assegnato un congruo termine per reperire altro immobile, e prevale sulla disciplina di cui alla legge 27 luglio 1978, 392 . Cass. civ. sez. III, 26 maggio 2011, n. 11602

In tema di locazioni concluse dall’usufruttuario l’adesione del nudo proprietario al contratto stipulato dal primo per una durata eccedente i cinque anni dalla cessazione dell’usufrutto vale a derogare al divieto posto al riguardo dall’art. 999 c.c. che ha valore dispositivo, in quanto volto a dirimere interessi privati. Infatti, la suddetta norma regola solo le interferenze tra il pieno godimento del proprietario successivamente alla cessazione dell’usufrutto ed il godimento del conduttore che derivi il suo diritto da contratto anteriormente stipulato con l’usufruttuario dando, per un verso, una preferenza al conduttore, che conserva il diritto anche nei confronti del proprietario, benché terzo rispetto al contratto di locazione, ma limitando, per altro verso, il vantaggio in tal modo attribuito al conduttore entro i cinque anni dalla data di cessazione dell’usufrutto. Cass. civ. sez. III, 26 luglio 2005, n. 15599

Ai fini di cui all’art. 999 c.c. a norma del quale le locazioni concluse dall’usufruttuario ed in corso alla data di cessazione dell’usufrutto sono opponibili al proprietario, non oltre il quinquennio dalla cessazione dell’usufrutto, purché constino da atto pubblico o da scrittura privata di data certa anteriore, a quest’ultimo requisito è equiparata la conoscenza del contratto di locazione da parte del nudo proprietario. La prova di tale circostanza di fatto può essere data con ogni mezzo dalla parte interessata ed è desumibile dal comportamento processuale tenuto dal nudo proprietario, al quale la scrittura privata sia stata opposta. Cass. civ. sez. III, 11 marzo 2005, n. 05421

Non esiste nell’ordinamento positivo un’azione di impugnativa della locazione, stipulata dall’usufruttuario, per frode in danno del nudo proprietario, l’unico strumento previsto a tutela di quest’ultimo essendo la disciplina specifica dettata dall’art. 999 c.c. che stabilisce, oltre che le condizioni di forma e di sostanza richieste per l’opponibilità al proprietario del contratto costitutivo del diritto personale di godimento, la durata massima del rapporto di locazione dopo la cessazione dell’usufrutto. Né la mancata configurazione, a tutela del proprietario, accanto e ad integrazione di quanto derivante dalla previsione contenuta nel citato art. 999, di un’azione diretta a far valere la nullità per frode della locazione stipulata dall’usufruttuario, si pone in contrasto con gli artt. 3 e 42 Cost. essendo la disciplina in materia frutto di un equilibrato contemperamento dei vari interessi in gioco. Cass. civ. sez. III, 25 luglio 2003, n. 11561

Il nudo proprietario si trova in posizione di terzietà rispetto ai contratti conclusi dall’usufruttuario aventi ad oggetto il bene dato in usufrutto. Ne consegue che, ai sensi dell’art. 999 c.c. il contratto di locazione stipulato dall’usufruttuario è opponibile allo stesso proprietario solo se risulti da scrittura avente data certa anteriore. (omissis). Cass. civ. sez. III, 25 febbraio 1999, n. 1643

 

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