Art. 950 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Azione di regolamento di confini

Articolo 950 - codice civile

Quando il confine tra due fondi è incerto, ciascuno dei proprietari può chiedere che sia stabilito giudizialmente.
Ogni mezzo di prova è ammesso.
In mancanza di altri elementi, il giudice si attiene al confine delineato dalle mappe catastali (15 c.p.c.).

Articolo 950 - Codice Civile

Quando il confine tra due fondi è incerto, ciascuno dei proprietari può chiedere che sia stabilito giudizialmente.
Ogni mezzo di prova è ammesso.
In mancanza di altri elementi, il giudice si attiene al confine delineato dalle mappe catastali (15 c.p.c.).

Massime

In tema di regolamento di confini, l’art. 950 c.c. – nel prevedere che ciascuno dei proprietari possa chiedere che sia giudizialmente stabilito l’incerto confine tra “due fondi” e che si possa ricorrere, in mancanza di altri elementi, alle mappe catastali – si riferisce non solo ai terreni rustici, ma anche a quelli urbani, edificati o non, essendo la parola “fondo” indicativa dell’unità immobiliare come area suscettibile di tutte le sue possibili utilizzazioni. Cass. civ., sez. , II, , 25 ottobre 2017, n. 25354

L’azione di regolamento di confini mira a un accertamento qualificato e al recupero della porzione di terreno illegittimamente occupata, non ad imporre il compimento di opere, sicché, ove sia necessaria la  emolizione di un muro ai fini recuperatori, non può il giudice imporre – difettando altra e specifica domanda – la ricostruzione del muro stesso sulla linea
di confine accertata. Cass. civ., sez. , II, , 11 luglio 2016, n. 14131

L’effetto recuperatorio del regolamento di confini non muta la natura petitoria dell’azione, sicché, ai fini dell’ordine di rilascio della porzione immobiliare controversa, non occorre accertare l’origine illecita del relativo possesso.  Cass. civ., sez. , II, , 11 marzo 2014, n. 5603

Allorché il proprietario, convenuto con azione di regolamento dei confini, proponga un’eccezione di usucapione, con cui faccia valere una situazione sopravvenuta, idonea ad eliminare l’incertezza sul confine, senza  on ciò mettere in discussione il titolo d’acquisto vantato dall’attore, non muta la natura di detta azione, come invece accade nell’ipotesi in cui il convenuto invochi un acquisto per usucapione anteriore all’acquisto dell’attore, del quale, in conseguenza, viene contestata la validità. Cass. civ., sez. , II, , 3 settembre 2013, n. 20144

L’azione di regolamento di confini, pur avendo natura ricognitiva, in quanto mira ad eliminare l’incertezza sulla demarcazione tra fondi, adeguando la situazione di fatto a quella di diritto ha un effetto recuperatorio che non altera la predetta natura, ma comporta l’obbligo di rilascio di quanto indebitamente posseduto. Cass. civ., sez. , II, , 10 giugno 2010, n. 13986

L’azione di regolamento di confini ha natura reale e petitoria e, pur nel silenzio dell’art. 950 c.c. – che nulla dice in proposito – è imprescittibile, a meno che non venga eccepita l’usucapione. Cass. civ., , sez. II, , 27 febbraio 2008, n. 5134

Nell’azione di regolamento di confini, mentre l’attore è dispensato dal proporre un’espressa domanda di rilascio della porzione di terreno indebitamente occupata dalla controparte essendo essa implicita nella  proposizione di detta azione, il convenuto, ove intenda non solo resistere alla domanda altrui, ma anche ottenere la restituzione del terreno che assume essere ingiustificatamente occupato in eccedenza, ha l’onere di proporre tempestivamente apposita domanda riconvenzionale, sia pure avente contenuto analogo e reciproco rispetto a quella proposta dall’attore. In mancanza di una domanda riconvenzionale il giudice non può, pertanto, disporre il rilascio della porzione che risulti illegittimamente goduta dall’attore ed ove lo faccia ricorre il vizio di ultrapetizione. Per ottenere il rilascio il convenuto, in mancanza di un rilascio spontaneo dell’attore, deve agire con un successivo giudizio, facendo valere l’intervenuto accertamento sullo stato di godimento. Cass. civ., , sez. II, , 16 gennaio 2007, n. 858

Presupposto dell’azione di regolamento di confini è l’incertezza della linea di demarcazione tra i fondi limitrofi e, qualora in primo grado sia stata esercitata detta azione, nel giudizio di appello può essere proposta, per la prima volta, la domanda diretta ad ottenere il rilascio della zona illegittimamente in possesso del confinante, senza incorrere nella violazione del divieto dell’art. 345 c.p.c., in quanto si tratta di domanda che costituisce il logico e conseguenziale sviluppo della richiesta dedotta originariamente dalla parte, fondata appunto sull’incertezza del confine tra i fondi. Cass. civ., , sez. II, , 3 dicembre 2004, n. 22775

L’incertezza sul confine tra due fondi può esser eliminata anche mediante un negozio di accertamento per facta concludentia, come nel caso in cui i proprietari dei fondi limitrofi erigono, d’accordo tra loro, una rete metallica per delimitarli, precludendosi così, attesa l’efficacia vincolante di tale negozio, l’esperibilità dell’azione di regolamento di confini. Cass. civ. sez. II, , 5 giugno 1997, n. 4994

L’azione di regolamento di confini non pone in discussione i rispettivi diritti di proprietà, ma mira esclusivamente ad eliminare un’incertezza sulla demarcazione tra fondi, adeguando la situazione di fatto a quella di diritto. Essa non perde tale natura dichiarativa e ricognitiva neppure nel caso in cui l’eliminazione di quell’incertezza comporti l’obbligo del rilascio di una porzione indebitamente posseduta. Cass. civ., , sez. I, , 9 ottobre 1996, n. 8822

L’azione di regolamento di confini di cui all’art. 950 c.c., che si configura come una vindicatio incertae partis in quanto sia all’attore che al convenuto incombe l’onere di allegare e fornire qualsiasi mezzo di prova idoneo all’accertamento della esatta linea di confine, non presuppone necessariamente l’esistenza di una linea di confine tra due fondi, in quanto l’incertezza alla cui eliminazione è diretta può derivare tanto dalla mancanza di qualsiasi limite (cosiddetta incertezza oggettiva), quanto dalla contestazione del confine  esistente (cosiddetta soggettiva), che non investa i titoli di acquisto della proprietà, senza trasformarsi, in tale secondo caso, in revindica solo a causa della eccezione di usucapione opposta dal convenuto, perché con tale eccezione il convenuto non contesta l’esistenza, la validità e l’efficacia del titolo di proprietà della controparte, ma allega solo una situazione sopravvenuta, idonea ad eliminare la dedotta incertezza della linea di confine. Cass. civ., , sez. II, , 18 aprile 1994, n. 3663

Qualora in primo grado sia stato chiesto, mediante la proposizione di un’azione di revindica (la quale involge la contestazione sul diritto di proprietà), il rilascio di un bene posseduto dal convenuto, costituisce  domanda nuova, se proposta per la prima volta in appello, quella con la quale si chiede il regolamento dei confini, atteso che l’individuazione dei confini costituisce un bene giuridico diverso da quello dell’attribuzione in proprietà di un bene abusivamente posseduto dal convenuto medesimo. Cass. civ., sez. , II-, , 23 agosto 2019, n. 21649

Poiché il “discrimen” tra l’azione di rivendica e quella di regolamento dei confini è la ricorrenza di una situazione di incertezza sul confine tra due fondi, ma non sul diritto di proprietà degli stessi, anche se oggetto di controversia è la determinazione quantitativa delle rispettive proprietà, la seconda azione non muta natura, trasformandosi nella prima, nel caso in cui l’attore sostenga che il confine di fatto non sia quello esatto per essere stato parte del suo fondo usurpato dal vicino. Cass. civ., sez. , II, , 25 settembre 2018, n. 22645

È correttamente qualificata “actio finium regundorum”, e non rivendica, l’azione proposta dal proprietario che, pur in presenza di un confine apparente, ne deduca l’incertezza per intervenuta usurpazione di una porzione del proprio terreno da parte del vicino, e chieda, per l’effetto, un accertamento giudiziale della superficie dei fondi confinanti senza porre in discussione i titoli di proprietà, dovendosi ritenere del tutto irrilevante, al riguardo, che l’accertamento della proprietà di una delle parti sulla porzione di fondo controversa comporti anche un effetto recuperatorio della proprietà stessa quale mera conseguenza dell’esperimento della detta azione, la cui finalità è soltanto quella di eliminare l’incertezza e le contestazioni relativa alla linea divisoria, prescindendo da ogni controversia sul diritto di proprietà. Cass. civ., sez. , II, , 30 gennaio 2017, n. 2297

Nell’azione di regolamento di confini, compatibile con quella di rivendica, tanto da essere configurata come una “vindicatio incertae partis”, l’attore è dispensato dall’avanzare un’espressa domanda di rilascio della porzione di terreno indebitamente occupata dalla controparte, giacché implicita nella proposizione di detta azione, rappresentando un corollario del relativo accertamento. Cass. civ., sez. , II, , 30 marzo 2016, n. 6148

L’azione di regolamento dei confini, essendo volta ad individuare la demarcazione tra fondi per rimuovere la relativa incertezza, presuppone che quest’ultima, oggettiva o soggettiva, cada sul confine tra due fondi, ma non sul diritto di proprietà degli stessi, anche se oggetto di controversia è la determinazione quantitativa delle rispettive proprietà. Diversamente, l’azione di rivendica della proprietà ha ad oggetto i rispettivi titoli di acquisto di essa, sicchè, come tale va qualificata l’azione finalizzata alla soluzione di un conflitto tra titoli relativi allo stesso bene, se in ciascuno di essi quest’ultimo è stato attribuito ad un diverso soggetto. Cass. civ., sez. , II, , 22 dicembre 2011, n. 28349

Il criterio distintivo dell’azione di rivendica rispetto all’azione di regolamento dei confini risiede nell’esistenza nella prima, del contrasto fra i titoli di proprietà a fronte di un contrasto tra i fondi che caratterizza la seconda, mentre il volere, da parte attrice, rientrare nella disponibilità della zona di terreno contestata non si traduce necessariamente in una contestazione dei titoli di proprietà, ben potendo l’eliminazione  nell’incertezza dei confini determinare l’effetto restitutorio, in ordine al quale la volontà dell’attore di rientrare nella disponibilità della porzione del terreno oggetto di controversia, agisce sul piano processuale al fine di consentire l’effettivo recupero del bene ove il regolamento di confini si realizzi in senso favorevole all’attore. Cass. civ., , sez. II, , 6 dicembre 2000, n. 15507

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