Art. 87 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Parentela, affinità, adozione [e affiliazione]. (1)

Articolo 87 - codice civile

Non possono contrarre matrimonio fra loro:
1) gli ascendenti e i discendenti in linea retta [, legittimi o naturali] (2) (75, 116, 117);
2) i fratelli o le sorelle germani, consanguinei o uterini;
3) lo zio e la nipote, la zia e il nipote;
4) gli affini in linea retta (78); il divieto sussiste anche nel caso in cui l’affinità deriva da matrimonio dichiarato nullo o sciolto o per il quale è stata pronunziata la cessazione degli effetti civili;
5) gli affini in linea collaterale in secondo grado;
6) l’adottante, l’adottato e i suoi discendenti (291 ss.);
7) i figli adottivi della stessa persona;
8) l’adottato e i figli dell’adottante;
9) l’adottato e il coniuge dell’adottante, l’adottante e il coniuge dell’adottato (300).
I divieti contenuti nei numeri 6, 7, 8 e 9 sono applicabili all’affiliazione (409, 413) (3).
I divieti contenuti nei numeri 2 e 3 si applicano anche se il rapporto dipende da filiazione naturale (250 ss.) (4).
Il tribunale, su ricorso degli interessati, con decreto emesso in camera di consiglio (38 att.), sentito il pubblico ministero, può autorizzare il matrimonio nei casi indicati dai numeri 3 e 5, anche se si tratti di affiliazione [o di filiazione naturale] (5). L’autorizzazione può essere accordata anche nel caso indicato dal numero 4, quando l’affinità derivava da matrimonio dichiarato nullo.
Il decreto è notificato agli interessati e al pubblico ministero.
Si applicano le disposizioni dei commi quarto, quinto e sesto dell‘art. 84.

Articolo 87 - Codice Civile

Non possono contrarre matrimonio fra loro:
1) gli ascendenti e i discendenti in linea retta [, legittimi o naturali] (2) (75, 116, 117);
2) i fratelli o le sorelle germani, consanguinei o uterini;
3) lo zio e la nipote, la zia e il nipote;
4) gli affini in linea retta (78); il divieto sussiste anche nel caso in cui l’affinità deriva da matrimonio dichiarato nullo o sciolto o per il quale è stata pronunziata la cessazione degli effetti civili;
5) gli affini in linea collaterale in secondo grado;
6) l’adottante, l’adottato e i suoi discendenti (291 ss.);
7) i figli adottivi della stessa persona;
8) l’adottato e i figli dell’adottante;
9) l’adottato e il coniuge dell’adottante, l’adottante e il coniuge dell’adottato (300).
I divieti contenuti nei numeri 6, 7, 8 e 9 sono applicabili all’affiliazione (409, 413) (3).
I divieti contenuti nei numeri 2 e 3 si applicano anche se il rapporto dipende da filiazione naturale (250 ss.) (4).
Il tribunale, su ricorso degli interessati, con decreto emesso in camera di consiglio (38 att.), sentito il pubblico ministero, può autorizzare il matrimonio nei casi indicati dai numeri 3 e 5, anche se si tratti di affiliazione [o di filiazione naturale] (5). L’autorizzazione può essere accordata anche nel caso indicato dal numero 4, quando l’affinità derivava da matrimonio dichiarato nullo.
Il decreto è notificato agli interessati e al pubblico ministero.
Si applicano le disposizioni dei commi quarto, quinto e sesto dell‘art. 84.

Note

(1) Le parole fra parentesi quadrate sono state soppresse dall’art. 1, comma 1, lett. a), del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).

(2) Le parole fra parentesi quadrate sono state soppresse dall’art. 1, comma 1, lett. b), del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).

(3) Questo comma è stato abrogato dall’art. 1, comma 1, lett. c), del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).

(4) Questo comma è stato abrogato dall’art. 1, comma 1, lett. d), del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).

(5) Le parole fra parentesi quadrate sono state soppresse dall’art. 1, comma 1, lett. e), del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).

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