Art. 752 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Ripartizione dei debiti ereditari tra gli eredi

Articolo 752 - codice civile

I coeredi contribuiscono tra loro (1295, 1315, 1318, 1319, 1546) al pagamento dei debiti e pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie (753, 754), salvo che il testatore abbia altrimenti disposto (662, 663).

Articolo 752 - Codice Civile

I coeredi contribuiscono tra loro (1295, 1315, 1318, 1319, 1546) al pagamento dei debiti e pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie (753, 754), salvo che il testatore abbia altrimenti disposto (662, 663).

Massime

La disciplina di ripartizione dei debiti e pesi ereditari tra i coeredi in proporzione delle loro quote, salvo che il testatore abbia diversamente disposto, ai sensi dell’art. 752 c.c. opera per i debiti e pesi presenti nel patrimonio del “de cuius” al momento della morte, nonché per quelli sorti in immediata conseguenza della successione ereditaria, e non anche per i debiti (quale, nella specie, l’obbligo risarcitorio per il mancato rilascio di un immobile concesso in comodato al “de cuius” e richiesto in restituzione dal comodante per la prima volta agli eredi) venuti occasionalmente ad esistenza dopo la morte di quello a causa della condotta degli eredi, i quali non adempiano ad obbligazioni che pur traggono i propri presupposti remoti da atti o fatti riconducibili alla sfera patrimoniale del defunto. Cass. civ. sez. II, 11 aprile 2013, n. 8900

Gli artt. 752 e 754 c.c. regolando, rispettivamente, la ripartizione dei debiti ereditari tra gli eredi ed il pagamento di tali debiti da parte dei coeredi, disciplinano i rapporti tra coeredi, da un lato, e creditori del “de cuius”, dall’altro, tra i quali ultimi non rientra il coerede che vanti un credito nei confronti del “de cuius”; né a tale credito consegue un diritto al prelevamento, ai sensi dell’art. 725 c.c. riguardando piuttosto, quest’ultima norma, in combinato con l’art. 724, secondo comma, c.c. la definizione dei rapporti obbligatori tra coeredi in dipendenza della situazione di comunione. Nondimeno, il medesimo credito del coerede verso il “de cuius”, e quindi verso la massa, può essere fatto valere, per ragioni di economia processuale, nello stesso giudizio di scioglimento della comunione ereditaria mediante imputazione alle quote degli altri coeredi, trattandosi di rapporto obbligatorio avente comunque la sua collocazione e la sua tutela nell’ambito della vicenda successoria, la quale ha dato luogo alla comunione ereditaria. Cass. civ. sez. II, 24 agosto 2012, n. 14629

Nel caso di divisione ereditaria, ove vi siano più coeredi debitori di conguagli in denaro, e più coeredi creditori di conguagli, non sussiste solidarietà passiva tra i condividenti tenuti al pagamento in favore dei coeredi creditori, senza perchè si debba pervenire a statuire reciproche obbligazioni proporzionali all’ammontare del debito e del credito di ciascuno, potendo ciascun creditore di conguaglio, nei limiti dei proprio credito, soddisfarsi interamente nei confronti di uno solo dei debitori, nei limiti del conguaglio da questi dovuto. Cass. civ. sez. II, 14 dicembre 2009, n. 26170

In tema di debiti ereditari, sia l’art. 752 cod. civ. che concerne i rapporti tra coeredi, sia l’art. 754 cod. civ. in base al quale i creditori possono pretendere nei confronti di ciascun erede l’adempimento della prestazione divisibile in misura non eccedente la rispettiva quota ereditaria, sono, anche tacitamente, derogabili dagli eredi e non impediscono che un solo coerede assuma l’obbligo di adempiere l’intero debito. Cass. civ. Sez. III, 8 ottobre 2008, n. 24792

Il fatto che, ai sensi dell’art. 752 c.c. i coeredi «contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti e pesi ereditari in proporzione delle quote ereditarie » e che, ai sensi dell’art. 754 c.c. ciascuno è tenuto verso i creditori in proporzione della sua quota, comporta solo che, a seguito della successione, ciascuno dei debitori «non è tenuto a pagare il debito che per la sua parte », a norma dell’art. 1314 c.c. e non significa anche che sussistono originariamente tanti autonomi rapporti quanti sono gli eredi, giacché il debito di ognuno (pro quota ) ha comunque la sua fonte nell’obbligazione del de cuius, la quale determina l’unicità genetica del rapporto obbligatorio. Ne consegue che l’art. 11 c.p.c. (che pone una regola derogatoria a quella di cui all’art. 10, comma secondo, c.p.c. e che sarebbe inutile se non fosse ritenuto applicabile alle obbligazioni divisibili, essendone esclusa la riferibilità alle obbligazioni solidali ed indivisibili ) trova applicazione nel caso in cui a più eredi sia richiesto, con domande proposte sin dall’inizio nello stesso processo, l’adempimento pro quota dell’unica obbligazione del de cuius, essendo irrilevante che, a seguito della successione, i rapporti obbligatori tra il creditore e ciascuno degli eredi siano ormai autonomi e restando il valore della causa determinato, dunque, dalla somma delle quote di cui il creditore abbia chiesto il pagamento. Cass. civ. sez. III, 27 settembre 2007, n. 20338

In tema di ripartizione dei debiti ereditari, l’art. 752 c.c. concerne solamente i rapporti tra coeredi, e non è pertanto invocabile dai creditori del de cuius per i quali trova viceversa applicazione l’art. 754 c.c. in base al quale essi possono pretendere nei confronti di ciascun coerede l’adempimento della prestazione divisibile in misura non eccedente la rispettiva quota ereditaria, norma che, nel fare eccezione alla regola della solidarietà passiva di cui all’art. 1294 c.c. è peraltro, ai sensi degli artt. 1295 e 1394 c.c. anche tacitamente derogabile dagli eredi, e in ogni caso non impedisce l’adempimento del terzo con efficacia estintiva dell’obbligazione. Cass. civ. sez. III, 30 giugno 2005, n. 13953

L’art. 752 c.c. prevede che i coeredi contribuiscano fra loro al pagamento dei debiti ereditari, in proporzione delle loro quote ereditarie, salvo che il testatore abbia disposto diversamente. Ne deriva che in mancanza di un patto con cui il de cuius abbia stipulato l’obbligazione solidale dei propri eredi a favore del creditore, gli eredi sono tenuti al pagamento dei debiti personalmente in proporzione delle rispettive quote. Cass. civ. sez. II, 25 ottobre 2000, n. 14063

Gli eredi del condebitore solidale rispondono del debito del de cuius in proporzione delle rispettive quote senza vincolo di solidarietà. Cass. civ. sez. III, 17 ottobre 1989, n. 4155

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