(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Azione contro gli aventi causa dai donatari soggetti a riduzione

Articolo 563 - Codice Civile

Se i donatari contro i quali è stata pronunziata la riduzione (559) hanno alienato a terzi gli immobili donati e non sono trascorsi venti anni dalla trascrizione della (1) donazione (2), il legittimario, premessa l’escussione dei beni del donatario, può chiedere ai successivi acquirenti, nel modo e nell’ordine in cui si potrebbe chiederla ai donatari medesimi (559), la restituzione degli immobili (2652, n. 8, 2690, n. 5).
L’azione per ottenere la restituzione deve proporsi secondo l’ordine di data delle alienazioni, cominciando dall’ultima. Contro i terzi acquirenti può anche essere richiesta, entro il termine di cui al primo comma, (3) la restituzione dei beni mobili, oggetto della donazione, salvi gli effetti del possesso di buona fede (1153 ss.).
Il terzo acquirente può liberarsi dall’obbligo di restituire in natura le cose donate pagando l’equivalente in danaro.
Salvo il disposto del numero 8) dell’articolo 2652, il decorso del termine di cui al primo comma e di quello di cui all’articolo 561, primo comma, è sospeso nei confronti del coniuge e dei parenti in linea retta del donante che abbiano notificato e trascritto, nei confronti del donatario e dei suoi aventi causa (4), un atto stragiudiziale di opposizione alla donazione. Il diritto dell’opponente è personale e rinunziabile. L’opposizione perde effetto se non è rinnovata prima che siano trascorsi venti anni dalla sua trascrizione (5).

Articolo 563 - Codice Civile

Se i donatari contro i quali è stata pronunziata la riduzione (559) hanno alienato a terzi gli immobili donati e non sono trascorsi venti anni dalla trascrizione della (1) donazione (2), il legittimario, premessa l’escussione dei beni del donatario, può chiedere ai successivi acquirenti, nel modo e nell’ordine in cui si potrebbe chiederla ai donatari medesimi (559), la restituzione degli immobili (2652, n. 8, 2690, n. 5).
L’azione per ottenere la restituzione deve proporsi secondo l’ordine di data delle alienazioni, cominciando dall’ultima. Contro i terzi acquirenti può anche essere richiesta, entro il termine di cui al primo comma, (3) la restituzione dei beni mobili, oggetto della donazione, salvi gli effetti del possesso di buona fede (1153 ss.).
Il terzo acquirente può liberarsi dall’obbligo di restituire in natura le cose donate pagando l’equivalente in danaro.
Salvo il disposto del numero 8) dell’articolo 2652, il decorso del termine di cui al primo comma e di quello di cui all’articolo 561, primo comma, è sospeso nei confronti del coniuge e dei parenti in linea retta del donante che abbiano notificato e trascritto, nei confronti del donatario e dei suoi aventi causa (4), un atto stragiudiziale di opposizione alla donazione. Il diritto dell’opponente è personale e rinunziabile. L’opposizione perde effetto se non è rinnovata prima che siano trascorsi venti anni dalla sua trascrizione (5).

Note

(1) Le parole: «trascrizione della» sono state inserite dall’art. 3, comma 1, lettera a), della L. 28 dicembre 2005, n. 263.

(2) Le parole: «e non sono trascorsi venti anni dalla donazione» sono state inserite dall’art. 2, comma 4 novies, lett. a), n. 2), del D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, nella L. 14 maggio 2005, n. 80.

(3) Le parole: «, entro il termine di cui al primo comma,» sono state inserite dall’art. 2, comma 4 novies, lett. a), n. 3), del D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, nella L. 14 maggio 2005, n. 80.

(4) Le parole: «e dei suoi aventi causa» sono state inserite dall’art. 3, comma 1, lettera b), della L. 28 dicembre 2005, n. 263.

(5) comma aggiunto dall’art. 2, comma 4 novies, lett. a), n. 4), del D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, nella L. 14 maggio 2005, n. 80.

Massime

Il giudice innanzi al quale sia stata proposta un’azione di simulazione di una compravendita in quanto dissimulante una donazione, azione finalizzata alla successiva trascrizione dell’atto di opposizione, ai sensi dell’art. 563, comma 4, c.c. deve rilevare d’ufficio l’esistenza di una diversa causa di nullità della donazione e, ove sia già pendente il giudizio di appello e sia, perci ormai inammissibile un’espressa domanda di accertamento in tal senso della parte interessata, deve rigettare l’originaria pretesa, previo accertamento della nullità, nella motivazione, con efficacia, peraltro, di giudicato in assenza di sua impugnazione. Cass. civ. sez. II, 9 settembre 2019, n. 22457

L’azione di riduzione proposta dal legittimario nei confronti del terzo acquirente dal donatario richiede la preventiva escussione dei beni del donatario medesimo, ma solo a condizione dell’effettiva esistenza di una situazione di possidenza in quest’ultimo, trattandosi non di una formalità procedurale, ma di un adempimento che, per la finalità ad esso connessa, in tanto è richiesto in quanto vi sia un patrimonio sul quale si possa esplicare. Cass. civ. sez. II, 1 marzo 2011, n. 5042

Poiché per il disposto dell’art. 563 c.c. in caso di lesione di legittima, il terzo acquirente dei beni donati può liberarsi dall’obbligo di restituzione in natura dei medesimi pagando l’equivalente in danaro, il legittimario a seguito del favorevole esperimento prima dell’azione di riduzione e poi di quella di restituzione, non può considerarsi entrato a far parte della comunione ereditaria, con la conseguente possibilità di esercitare la prelazione e il riscatto. Cass. civ. sez. II, 22 marzo 2001, n. 4130

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