(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Restituzione degli immobili

Articolo 561 - Codice Civile

Gli immobili restituiti in conseguenza della riduzione sono liberi da ogni peso o ipoteca (2808 ss.) di cui il legatario o il donatario può averli gravati, salvo il disposto del n. 8 dell’art. 2652. I pesi e le ipoteche restano efficaci se la riduzione è domandata dopo venti anni dalla trascrizione della donazione, salvo in questo caso l’obbligo del donatario di compensare in denaro i legittimari in ragione del conseguente minor valore dei beni, purché la domanda sia stata proposta entro dieci anni dall’apertura della successione (1). Le stesse disposizioni si applicano per i mobili iscritti in pubblici registri (1).
I frutti (820, 1284) sono dovuti a decorrere dal giorno della domanda giudiziale (1148).

Articolo 561 - Codice Civile

Gli immobili restituiti in conseguenza della riduzione sono liberi da ogni peso o ipoteca (2808 ss.) di cui il legatario o il donatario può averli gravati, salvo il disposto del n. 8 dell’art. 2652. I pesi e le ipoteche restano efficaci se la riduzione è domandata dopo venti anni dalla trascrizione della donazione, salvo in questo caso l’obbligo del donatario di compensare in denaro i legittimari in ragione del conseguente minor valore dei beni, purché la domanda sia stata proposta entro dieci anni dall’apertura della successione (1). Le stesse disposizioni si applicano per i mobili iscritti in pubblici registri (1).
I frutti (820, 1284) sono dovuti a decorrere dal giorno della domanda giudiziale (1148).

Note

(1) Il secondo periodo di questo comma è stato sostituito dagli attuali secondo e terzo periodo dall’art. 2, comma 4 novies, lett. a), n. 1), del D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, nella L. 14 maggio 2005, n. 80.

Massime

Al legittimario cui venga restituito un immobile per reintegrare la quota di legittima spetta, a norma dell’art. 561 c.c. anche il diritto ai frutti quali accessori del bene, in relazione al suo mancato godimento, mentre, nell’ipotesi in cui il bene non possa essere restituito e la reintegrazione della quota di riserva avvenga per equivalente monetario, con l’ulteriore riconoscimento degli interessi legali sulla somma a tal fine determinata, nulla è dovuto per i frutti, posto che gli interessi legali attribuiti rispondono alla medesima finalità di risarcire il danno derivante dal mancato godimento del bene (lucro cessante) e pertanto il cumulo tra frutti e interessi comporterebbe la duplicazione del riconoscimento di una medesima voce di danno. Cass. civ. sez. II, 5 giugno 2000, n. 7478

Nella nozione di peso – dal quale, a norma dell’art. 561 c.c. debbono essere liberi gli immobili restituiti per effetto di riduzione della donazione o delle disposizioni testamentarie – sono da ritenersi compresi, oltre a quelli aventi contenuto reale – come la servitù l’usufrutto ecc. – anche quei vincoli di carattere obbligatorio posti in essere dal donatario o dal legatario – come l’anticresi, l’affitto, la locazione – strettamente inerenti al godimento dell’immobile ed incidenti negativamente, non soltanto sul valore di questo, ma anche sulla pienezza della esplicazione delle facoltà dominicali. Cass. civ. sez. III, 8 luglio 1971, n. 2178

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