(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Lascito eccedente la porzione disponibile

Articolo 550 - Codice Civile

Quando il testatore dispone di un usufrutto (978 ss.) o di una rendita vitalizia (1872) il cui reddito eccede quello della porzione disponibile (556), i legittimari (536), ai quali è stata assegnata la nuda proprietà della disponibile o di parte di essa, hanno la scelta o di eseguire tale disposizione o di abbandonare la nuda proprietà della porzione disponibile. Nel secondo caso il legatario, conseguendo la disponibile abbandonata, non acquista la qualità di erede.
La stessa scelta spetta ai legittimari quando il testatore ha disposto della nuda proprietà di una parte eccedente la disponibile.
Se i legittimari sono più, occorre l’accordo di tutti perché la disposizione testamentaria abbia esecuzione.
Le stesse norme si applicano anche se dell’usufrutto (978 ss.), della rendita (1872) o della nuda proprietà è stato disposto con donazione (769).

Articolo 550 - Codice Civile

Quando il testatore dispone di un usufrutto (978 ss.) o di una rendita vitalizia (1872) il cui reddito eccede quello della porzione disponibile (556), i legittimari (536), ai quali è stata assegnata la nuda proprietà della disponibile o di parte di essa, hanno la scelta o di eseguire tale disposizione o di abbandonare la nuda proprietà della porzione disponibile. Nel secondo caso il legatario, conseguendo la disponibile abbandonata, non acquista la qualità di erede.
La stessa scelta spetta ai legittimari quando il testatore ha disposto della nuda proprietà di una parte eccedente la disponibile.
Se i legittimari sono più, occorre l’accordo di tutti perché la disposizione testamentaria abbia esecuzione.
Le stesse norme si applicano anche se dell’usufrutto (978 ss.), della rendita (1872) o della nuda proprietà è stato disposto con donazione (769).

Note

Massime

In tema di c.d. cautela sociniana, la proposizione, da parte del legittimario al quale il “de cuius” abbia assegnato l’usufrutto sulla disponibile o su parte di essa, della domanda di divisione con attribuzione ad esso legittimario della quota di legittima in piena proprietà, può costituire esercizio della scelta di cui all’art. 550, primo comma, c.c. purchè anteriormente alla proposizione di tale domanda l’attore non abbia manifestato, anche con un comportamento concludente, la volontà di dare esecuzione alla disposizione testamentaria lesiva della legittima. Cass. civ. sez. II, 12 marzo 2012, n. 3894

La norma di cui all’art. 500 (Recte: 550 -N.d.R.) c.c. (cosiddetta cautela sociniana) – la quale, nell’ipotesi che il testatore abbia disposto di un usufrutto o di una rendita vitalizia il cui reddito eccede quello della porzione disponibile (comma 1) o della nuda proprietà di una parte eccedente la disponibile (comma 2), attribuisce al legittimario, al quale, rispettivamente, sia stata assegnata la nuda proprietà ovvero l’usufrutto della disponibile (o di parte di essa), il potere di incidere unilateralmente sulla successione, senza ricorrere all’azione di riduzione, la quale, impostata sul concetto di lesione quantitativa, non assicura al legittimario la qualità (piena proprietà), oltre che la quantità della legittima – configura, quale diritto potestativo, una scelta (per la legittima in piena proprietà, con abbandono del resto – cioè della nuda proprietà o dell’usufrutto della disponibile – ovvero per il conseguimento dell’oggetto della disposizione testamentaria) di cui la legge non determina la forma, con la conseguenza che essa, espressa o tacita, può essere provata anche per testimoni o per presunzioni, anche se è in questione l’usufrutto o la nuda proprietà di beni immobili. L’effettuazione di tale scelta è incompatibile con il successivo ricorso all’azione di riduzione per la diversità di presupposti, struttura e finalità delle norme di cui agli artt. 550 e 554 c.c. (Omissis). Cass. civ. sez. II, 18 gennaio 1995, n. 511

 

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