(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Liquidazione dell'eredità in caso di opposizione

Articolo 498 - Codice Civile

Qualora entro il termine indicato nell’art. 495 gli sia stata notificata opposizione da parte di creditori o di legatari (530, 2906), l’erede non può eseguire pagamenti (502), ma deve provvedere alla liquidazione dell’eredità nell’interesse di tutti i creditori e legatari (499 ss., 503).
A tal fine egli, non oltre un mese dalla notificazione dell’opposizione, deve, a mezzo di un notaio del luogo dell’aperta successione, invitare i creditori e i legatari a presentare, entro un termine stabilito dal notaio stesso e non inferiore a giorni trenta (504), le dichiarazioni di credito (505, 507).
L’invito è spedito per raccomandata ai creditori e ai legatari dei quali è noto il domicilio o la residenza ed è pubblicato nel foglio degli annunzi legali della provincia (1) (501, 505, 506 , 530).

Articolo 498 - Codice Civile

Qualora entro il termine indicato nell’art. 495 gli sia stata notificata opposizione da parte di creditori o di legatari (530, 2906), l’erede non può eseguire pagamenti (502), ma deve provvedere alla liquidazione dell’eredità nell’interesse di tutti i creditori e legatari (499 ss., 503).
A tal fine egli, non oltre un mese dalla notificazione dell’opposizione, deve, a mezzo di un notaio del luogo dell’aperta successione, invitare i creditori e i legatari a presentare, entro un termine stabilito dal notaio stesso e non inferiore a giorni trenta (504), le dichiarazioni di credito (505, 507).
L’invito è spedito per raccomandata ai creditori e ai legatari dei quali è noto il domicilio o la residenza ed è pubblicato nel foglio degli annunzi legali della provincia (1) (501, 505, 506 , 530).

Note

(1) A norma dell’art. 31, comma 1, della L. 24 novembre 2000, n. 340, a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della stessa legge sono aboliti i fogli degli annunzi legali delle province.

Massime

In tema di liquidazione concorsuale dell’eredità beneficiata, il termine previsto dall’art. 498, comma 2, c.c. entro il quale l’erede deve invitare i creditori e i legatari a presentare le dichiarazioni di credito, ha natura perentoria, in quanto coerente con l’esigenza di procedere in tempi ragionevoli alla liquidazione dell’eredità; in funzione della medesima necessità è perentorio anche il termine, fissato dal notaio, entro il quale i creditori e i legatari possono presentare le dichiarazioni di credito. Cass. civ. sez. II, 20 novembre 2019, n. 30247

Una volta scaduto il termine di cui all’art. 498 c.c. ai creditori che non hanno tempestivamente presentato la dichiarazione di credito è preclusa la possibilità di partecipare alla procedura di liquidazione concorsuale, restando loro azione ex art. 502, comma 3, c.c. nei limiti della somma che residui dopo il pagamento dei creditori e dei legatari collocati nello stato di graduazione. Cass. civ. sez. II, 13 agosto 2018, n. 20713

L’erede che abbia accettato l’eredità con beneficio di inventario, benché possa essere convenuto in giudizio dai creditori del de cuius che propongano azioni di accertamento o di condanna – non può– una volta che abbia eseguito la pubblicazione prevista dall’art. 498, comma 3, c.c. – dai medesimi essere assoggettato ad esecuzione forzata (neanche con riferimento ai beni caduti in successione), dovendosi procedere alla liquidazione dei beni ereditari nei modi previsti dagli artt. 499 e seguenti, c.c. Cass. civ. sez. III, 16 novembre 1994, n. 9690

In caso di opposizione allo stato di graduazione dell’eredità beneficiaria, la pubblicazione, ai sensi dell’art. 498 c.c. nel Foglio degli Annunzi Legali della Provincia dell’invito a legatari e creditori a presentare le dichiarazioni di credito assolve alla funzione di assicurare una forma di conoscenza legale da parte di tutti coloro che non siano stati raggiunti per qualsiasi motivo dall’invito individuale, anche ai fini della decorrenza del termine per la presentazione della dichiarazione di credito, sicché una volta scaduto detto termine le dichiarazioni pervenute successivamente potranno soddisfarsi soltanto sull’eventuale residuo, a nulla rilevando il mancato invio di inviti individuali a creditori di cui si assuma essere stato noto il recapito. Cass. civ. sez. II, 19 ottobre 1994, n. 8527

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