(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Chiamato all'eredità che non è nel possesso di beni

Articolo 487 - Codice Civile

Il chiamato all’eredità, che non è nel possesso di beni ereditari, può fare la dichiarazione di accettare con beneficio d’inventario (484) fino a che il diritto di accettare non è prescritto (480).
Quando ha fatto la dichiarazione, deve compiere l’inventario nel termine di tre mesi dalla dichiarazione, salva la proroga accordata dall’autorità giudiziaria a norma dell’art. 485; in mancanza, è considerato erede puro e semplice (476, 488).
Quando ha fatto l’inventario non preceduto da dichiarazione di accettazione, questa deve essere fatta nei quaranta giorni successivi al compimento dell’inventario; in mancanza, il chiamato perde il diritto di accettare l’eredità.

Articolo 487 - Codice Civile

Il chiamato all’eredità, che non è nel possesso di beni ereditari, può fare la dichiarazione di accettare con beneficio d’inventario (484) fino a che il diritto di accettare non è prescritto (480).
Quando ha fatto la dichiarazione, deve compiere l’inventario nel termine di tre mesi dalla dichiarazione, salva la proroga accordata dall’autorità giudiziaria a norma dell’art. 485; in mancanza, è considerato erede puro e semplice (476, 488).
Quando ha fatto l’inventario non preceduto da dichiarazione di accettazione, questa deve essere fatta nei quaranta giorni successivi al compimento dell’inventario; in mancanza, il chiamato perde il diritto di accettare l’eredità.

Note

Massime

La pronuncia resa sull’ordinanza adottata dal tribunale, ai sensi dell’art. 669 terdecies c.p.c. in sede di reclamo avverso un provvedimento con cui sia stata respinta un’istanza impropria ai sensi dell’art. 487 c.c. volta a far dichiarare la decadenza di un erede dal diritto di accettare l’eredità per non aver reso la dichiarazione di accettazione nei 40 giorni successivi al compimento dell’inventario, è priva dei caratteri di decisorietà e definitività. Ne consegue che, contro di essa, è inammissibile il ricorso straordinario per cassazione. (Omissis). Cass. civ. sez. II, 21 novembre 2006, n. 24668

Il chiamato dell’eredità che non sia nel possesso dei beni ereditari non può stare in giudizio in rappresentanza dell’eredità (ipotesi prevista dall’art. 486 c.c. soltanto per il chiamato in possesso dei beni ereditari) e pertanto nei suoi confronti non è possibile né proseguire il giudizio instaurato nei confronti del de cuius, né agire ex novo; se, tuttavia, si sia agito contro il chiamato non possessore e costui si sia costituito eccependo la propria carenza di legittimazione, il giudice deve disporne l’estromissione dal giudizio, senza che, peraltro, la semplice costituzione intensa al solo fine di far valere il proprio difetto di legittimazione possa configurarsi come accettazione tacita dell’eredità, trattandosi di atto pienamente compatibile con la volontà di non accettare l’eredità. Cass. civ. sez. III, 3 agosto 2000, n. 10197

In tema di imposta sulle successioni, anche nella ipotesi in cui i chiamati all’eredità non siano nel possesso dei beni, dopo la formale dichiarazione di voler accettare l’eredità con il beneficio di inventario, devono completare l’inventario stesso nei tre mesi successivi (sei nel caso di proroga) alla pronuncia del provvedimento del pretore di nomina, ai sensi dell’art. 769 c.p.c. del soggetto (cancelliere o notaio) deputato alla redazione dell’inventario. In tal caso, il termine semestrale per la presentazione della dichiarazione di successione decorre dalla scadenza di quello fissato nel provvedimento pretorile per la formazione dell’inventario. Cass. civ. sez. I, 3 luglio 1999, n. 6871

Il chiamato all’eredità il quale non sia nel possesso dei beni ereditari, qualora abbia iniziato le operazioni d’inventario non precedute dall’accettazione con il beneficio d’inventario a norma dell’art. 487 c.c. puaccettare l’eredità in modo puro e semplice durante lo svolgimento di tali operazioni con la conseguenza che in tale ipotesi non può trovare applicazione l’ultimo comma di detta disposizione che prevede la perdita del diritto di accettare l’eredità quando questa non sia stata ancora accettata. Cass. civ. sez. II, 23 febbraio 1985, n. 1628

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