(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Eredità devolute a persone giuridiche o ad associazioni, fondazioni ed enti non riconosciuti.

Articolo 473 - Codice Civile

L’accettazione delle eredità devolute alle persone giuridiche o ad associazioni, fondazioni ed enti non riconosciuti non può farsi che col beneficio d’inventario.
Il presente articolo non si applica alle società.

Articolo 473 - Codice Civile

L’accettazione delle eredità devolute alle persone giuridiche o ad associazioni, fondazioni ed enti non riconosciuti non può farsi che col beneficio d’inventario.
Il presente articolo non si applica alle società.

Note

Massime

In tema di accettazione dell’eredità, l’inefficacia giuridica della dichiarazione di accettazione beneficiata non seguita dalla tempestiva redazione dell’inventario, non esclude che, entro il termine di prescrizione e salva la scadenza del termine fissato ai sensi dell’art. 481 c.c. l’ente chiamato all’eredità possa nuovamente dichiarare la sua accettazione con beneficio d’inventario. Cass. civ. sez. II, 27 maggio 2019, n. 14442

In tema di accettazione dell’eredità, poiché le persone giuridiche diverse dalle società non possono, ai sensi dell’art. 473 c.c. accettare le eredità loro devolute se non con il beneficio d’inventario (e, per le eredità devolute prima dell’entrata in vigore dell’art. 13 della legge 15 maggio 1997, n. 127, se non munendosi altresì dell’autorizzazione governativa di cui all’art.17 c.c. ), qualora l’accettazione, nell’unica forma consentita dalla legge, sia divenuta inefficace (nella specie, per mancata redazione dell’inventario entro tre mesi dall’accettazione, in assenza di richiesta di proroga del termine ), si deve ritenere che, non potendo trovare applicazione, per evidente incompatibilità, la diversa disposizione in forza della quale il chiamato è da considerare erede puro e semplice, va esclusa l’esistenza stessa dell’accettazione. Cass. civ. sez. II, 29 settembre 2004, n. 19598

L’accettazione dell’eredità ad opera di una persona giuridica (nella specie una ASL) non puche avvenire, giusta l’art. 473, comma 1, c.c. con beneficio d’inventario e, pertanto, il mancato perfezionamento del modulo legale, per omessa redazione dell’inventario nei termini e modi previsti dalla legge, comporta che l’ente chiamato non acquisti la qualità di erede. Cass. civ. sez. II, 12 aprile 2017, n. 9514

L’obbligo di accettare l’eredità con beneficio d’inventario non si estende alle fondazioni costituite per testamento con contestuale nomina dell’ente in qualità di erede universale, in quanto il patrimonio della fondazione, destinato a formarsi solo con la disposizione testamentaria, ovvero in modo inscindibile e contestuale rispetto all’istituzione dell’ente, non può confondersi con quello del “de cuius”. Trovano, invece, applicazione, come per tutti gli atti a titolo gratuito, le disposizioni lesive della legittima e l’azione di separazione prevista dall’art. 512 cod. civ. a tutela dei creditori del “de cuius”. Cass. civ. Sez. II, 8 ottobre 2008, n. 24813

Dalla lettera e dalla collocazione sistematica dell’art. 932 del codice civile del 1865, trasfuso nell’art. 473 del codice civile vigente, si evince che solo nel caso di disposizioni testamentarie a titolo universale a favore di persone giuridiche («eredità devolute ai corpi morali», art. 932 c.c. del 1865; «eredità devolute alle persone giuridiche», art. 473 c.c. vigente), e non anche nell’ipotesi di disposizioni a titolo particolare, l’accettazione doveva farsi, come deve effettuarsi, con il beneficio d’inventario. Cass. civ. sez. II, 20 gennaio 1994, n. 464

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