(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Poteri del chiamato prima dell'accettazione

Articolo 460 - Codice Civile

Il chiamato alla eredità può esercitare le azioni possessorie (1168 ss.; 703 c.p.c.) a tutela dei beni ereditari, senza bisogno di materiale apprensione (486, 1146).
Egli inoltre può compiere atti conservativi (669 bis c.p.c.), di vigilanza e di amministrazione temporanea (486), e può farsi autorizzare dall’autorità giudiziaria a vendere i beni che non si possono conservare o la cui conservazione importa grave dispendio (747, 748 c.p.c.).
Non può il chiamato compiere gli atti indicati nei commi precedenti, quando si è provveduto alla nomina di un curatore dell’eredità a norma dell’art. 528.

Articolo 460 - Codice Civile

Il chiamato alla eredità può esercitare le azioni possessorie (1168 ss.; 703 c.p.c.) a tutela dei beni ereditari, senza bisogno di materiale apprensione (486, 1146).
Egli inoltre può compiere atti conservativi (669 bis c.p.c.), di vigilanza e di amministrazione temporanea (486), e può farsi autorizzare dall’autorità giudiziaria a vendere i beni che non si possono conservare o la cui conservazione importa grave dispendio (747, 748 c.p.c.).
Non può il chiamato compiere gli atti indicati nei commi precedenti, quando si è provveduto alla nomina di un curatore dell’eredità a norma dell’art. 528.

Note

Massime

Il chiamato all’eredità subentra al de cuius nel possesso dei beni ereditari senza la necessità di materiale apprensione, come si desume dall’art. 460 c.c. che lo abilita, anche prima dell’accettazione, alla proposizione delle azioni possessorie a tutela degli stessi, così come l’erede, ex art. 1146 c.c. vi succede con effetto dall’apertura della successione. Ne consegue che, nell’uno e nell’altro caso,instauratasi una situazione di compossesso sui beni ereditari, qualora uno dei coeredi (o dei chiamati) impedisca agli altri di partecipare al godimento di un cespite, trattenendone le chiavi e rifiutandone la consegna di una copia, tale comportamento – che manifesta una pretesa possessoria esclusiva sul bene – va considerato atto di spoglio sanzionabile con l’azione di reintegrazione. Cass. civ. sez. II, 28 gennaio 2005, n. 1741

L’art. 460 c.c. dispone che i chiamati all’eredità possono, in quanto tali, esercitare le azioni possessorie a tutela dei beni ereditari senza bisogno di materiale apprensione degli stessi, obbedendo all’esigenza che, pur nel periodo tra la delazione e l’accettazione, l’eredità non sia lasciata indifesa contro gli spogli e le turbative; conseguentemente, in applicazione di detto principio, possono anche proseguire un giudizio possessorio iniziato dal proprio dante causa. Cass. civ. sez. II, 8 aprile 2002, n. 4991

La trascrizione di un acquisto fatto dal de cuius, rientra fra gli atti conservativi, consentiti dalla norma dell’art. 460 c.c. al chiamato anche prima dell’accettazione, e quindi il rappresentante legale dei minori è legittimato, senza bisogno di alcuna autorizzazione, ad esperire un’azione tendente ad ottenere detta trascrizione in base all’accertamento dell’acquisto. Cass. civ. sez. III, 18 giugno 1975, n. 2432

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