(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Assegno provvisorio

Articolo 446 - Codice Civile

Finché non sono determinati definitivamente il modo (443) e la misura (438) degli alimenti, [il pretore o] (1) il presidente del tribunale può, sentita l’altra parte, ordinare un assegno in via provvisoria ponendolo, nel caso di concorso di più obbligati (441, 1292), a carico anche di uno solo di essi, salvo il regresso verso gli altri (1299; 282 c.p.c.).

Articolo 446 - Codice Civile

Finché non sono determinati definitivamente il modo (443) e la misura (438) degli alimenti, [il pretore o] (1) il presidente del tribunale può, sentita l’altra parte, ordinare un assegno in via provvisoria ponendolo, nel caso di concorso di più obbligati (441, 1292), a carico anche di uno solo di essi, salvo il regresso verso gli altri (1299; 282 c.p.c.).

Note

(1) parole tra parentesi quadre soppresse dall’art. 142 del D.L.vo 19 febbraio 1998, n. 51, recante l’istituzione del giudice unico, a decorrere dal 2 giugno 1999.

Massime

L’ordinanza, con la quale il pretore od il presidente del tribunale, in applicazione dell’art. 446 c.c. fissano un assegno provvisorio di alimenti, può essere posta in esecuzione nei confronti dell’obbligato solo previa notificazione al medesimo con la formula esecutiva, ai sensi degli artt. 475 e 479 c.p.c.; un esonero da detto adempimento, infatti, non è previsto da alcuna norma di legge, né può evincersi dalla natura del provvedimento, il quale mira esclusivamente a tutelare le esigenze dell’alimentando in corso di causa, e non ha carattere cautelare in senso proprio. Cass. civ. sez. I, 16 marzo 1977, n. 1040

Il provvedimento col quale il Presidente del tribunale disponga, anche fuori della pendenza del giudizio alimentare di merito, la concessione di un assegno alimentare provvisorio, non ha natura decisoria e definitiva e, come tale, non è impugnabile con ricorso in Cassazione ex art. 111 della Costituzione. Cass. civ. sez. I, 11 ottobre 1972, n. 3000

Il provvedimento, con cui il Presidente del tribunale dispone la corresponsione di un assegno alimentare provvisorio, non è suscettibile di ricorso per cassazione ex art. 111 Costituzione, rimanendo aperta la regolamentazione della prestazione alimentare, nell’ampio senso che colui a carico del quale l’assegno è stato posto, conserva la duplice possibilità di fare riesaminare, in sede di pronuncia definitiva l’an e il quantum della detta prestazione e di riversarla, se del caso, sugli altri obbligati. Cass. civ. sez. I, 11 novembre 1970, n. 2348

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