(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Capacità dell'emancipato

Articolo 394 - Codice Civile

L’emancipazione conferisce al minore la capacità di compiere gli atti che non eccedono l’ordinaria amministrazione (320, 374, 397, 472, 1572; 807 c.p.c.).
Il minore emancipato può con l’assistenza del curatore riscuotere i capitali sotto la condizione di un idoneo impiego e può stare in giudizio sia come attore sia come convenuto (75 c.p.c.).
Per gli altri atti eccedenti l’ordinaria amministrazione (374), oltre il consenso del curatore (395), è necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare (344). Per gli atti indicati nell’art. 375 l’autorizzazione, se curatore non è il genitore, deve essere data dal tribunale (38 att.) su parere del giudice tutelare (397).
Qualora nasca conflitto di interessi fra il minore e il curatore, è nominato un curatore speciale a norma dell’ultimo comma dell’art. 320 (395, 396; 38, 45 att.; 732 c.p.c.).

Articolo 394 - Codice Civile

L’emancipazione conferisce al minore la capacità di compiere gli atti che non eccedono l’ordinaria amministrazione (320, 374, 397, 472, 1572; 807 c.p.c.).
Il minore emancipato può con l’assistenza del curatore riscuotere i capitali sotto la condizione di un idoneo impiego e può stare in giudizio sia come attore sia come convenuto (75 c.p.c.).
Per gli altri atti eccedenti l’ordinaria amministrazione (374), oltre il consenso del curatore (395), è necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare (344). Per gli atti indicati nell’art. 375 l’autorizzazione, se curatore non è il genitore, deve essere data dal tribunale (38 att.) su parere del giudice tutelare (397).
Qualora nasca conflitto di interessi fra il minore e il curatore, è nominato un curatore speciale a norma dell’ultimo comma dell’art. 320 (395, 396; 38, 45 att.; 732 c.p.c.).

Note

Massime

In tema di capacità processuale dell’inabilitato, l’assistenza del curatore è necessaria anche quando l’attività processuale della parte assuma i caratteri dell’atto di ordinaria amministrazione, perché, a prescindere dalla opinabilità della qualificazione in tali termini dell’attività nel processo, l’art. 394, comma 2, cod. civ. richiamato dall’art. 424 cod. civ. stabilisce che l’inabilitato può stare in giudizio con l’assistenza del curatore, senza distinguere a seconda dell’attività che egli intenda svolgere. Cass. civ. Sezioni Unite, 19 aprile 2010, n. 9217

Fra gli atti che il minore emancipato è capace di compiere con l’assistenza del curatore, l’art. 394, secondo comma, c.c. enuncia esplicitamente lo «stare in giudizio sia come attore che come convenuto». Anche da un punto di vista strettamente processuale, quindi, l’emancipato ha la capacità di stare in giudizio ed al curatore spetta soltanto l’assistenza, con la conseguenza che è solo al minore, soggetto del rapporto processuale, che spetta il diritto di proporre impugnazione e non al curatore che, non essendo il rappresentante, potrebbe agire in giudizio soltanto facendo valere nel processo in proprio nome un diritto altrui, cioè quale sostituto processuale: il che è escluso, in quanto la sostituzione processuale non è ammessa se non nei casi espressamente previsti dalla legge. Cass. civ. sez. III, 24 marzo 1972, n. 903

Nelle cause concernenti rapporti di natura non patrimoniale, il minore emancipato può stare in giudizio senza l’assistenza del curatore. Cass. civ. sez. I, 19 ottobre 1970, n. 2074

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