Art. 291 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Condizioni

Articolo 291 - Codice Civile

L’adozione è permessa alle persone che non hanno discendenti legittimi (231 ss.) o [legittimati] (1) (280 ss.), che hanno compiuto gli anni trentacinque e che superano almeno di diciotto anni l’età di coloro che intendano adottare.
Quando eccezionali circostanze lo consigliano, il tribunale (312) può autorizzare l’adozione se l’adottante ha raggiunto almeno l’età di trenta anni, ferma restando la differenza di età di cui al comma precedente (2) (3).

Articolo 291 - Codice Civile

L’adozione è permessa alle persone che non hanno discendenti legittimi (231 ss.) o [legittimati] (1) (280 ss.), che hanno compiuto gli anni trentacinque e che superano almeno di diciotto anni l’età di coloro che intendano adottare.
Quando eccezionali circostanze lo consigliano, il tribunale (312) può autorizzare l’adozione se l’adottante ha raggiunto almeno l’età di trenta anni, ferma restando la differenza di età di cui al comma precedente (2) (3).

Note

(1) La parola: «legittimati» è stata soppressa dall’art. 105, comma 4, del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).

(2) La Corte costituzionale, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di questo articolo, nella parte in cui non consente l’adozione a persone che abbiano discendenti legittimi o legittimati maggiorenni e consenzienti, , con sentenza n. 557 del 19 maggio 1988.
Il contenuto precettivo residuo della disposizione è pressoché nullo
: essa è applicabile esclusivamente all’adozione di maggiorenni e pertanto non ha più significato il riferimento all’età minima di 35 anni e il secondo comma è da ritenere implicitamente abrogato.
(3) La Corte costituzionale, con sentenza n. 245 del 20 luglio 2004, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di questo articolo, nella parte in cui non prevede che l’adozione di maggiorenni non possa essere pronunciata in presenza di figli naturali, riconosciuti dall’adottante, minorenni o, se maggiorenni, non consenzienti.

Massime

In tema di adozione di persone maggiori di età, la presenza di figli minori (legittimi, legittimati o naturali) dell’adottante, come tali incapaci, per ragioni di età, di esprimere un valido consenso, costituisce, di norma, ai sensi dell’art. 291 c.c. un impedimento alla richiesta adozione. Ove, tuttavia, l’adozione di maggiorenne riguardi un soggetto, il figlio del coniuge, che già appartenga, insieme al proprio genitore naturale ed ai fratelli, minorenni, ex uno latere al contesto affettivo della famiglia di accoglienza dell’adottante, la detta presenza dei figli minori dell’adottante non preclude in assoluto l’adozione, fermo restando il potere-dovere del giudice del merito di procedere alla audizione personale di costoro, se aventi capacità di discernimento, e del loro curatore speciale, ai fini della formulazione del complessivo giudizio di convenienza nell’interesse dell’adottando, richiesto dall’art. 312, primo comma, numero 2), c.c. giacché tale convenienza in tanto sussiste in quanto l’interesse dell’adottando trovi una effettiva e reale rispondenza – eventualmente da apprezzare all’esito dell’acquisizione anche delle opportune informazioni – nella comunione di intenti di tutti i membri della famiglia, compresi i figli dell’adottante. Cass. civ. sez. I, 3 febbraio 2006, 2426

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