Art. 2866 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Diritti del terzo nei confronti del debitore e di altri terzi acquirenti

Articolo 2866 - Codice Civile

Il terzo che ha pagato i creditori iscritti (2858) ovvero ha rilasciato l’immobile (2861) o sofferto l’espropriazione (602 c.p.c.) ha ragione d’indennità verso il suo autore (1482, 1486), anche se si tratta di acquisto a titolo gratuito (1473 ss.).
Ha pure diritto di subingresso (1203, 2871) nelle ipoteche costituite a favore del creditore soddisfatto sugli altri beni del debitore; se questi sono stati acquistati da terzi, non ha azione che contro coloro i quali hanno trascritto il loro acquisto in data posteriore alla trascrizione del suo titolo. Per esercitare il subingresso deve fare eseguire la relativa annotazione in conformità dell’art. 2843.
Il subingresso non pregiudica l’esercizio del diritto di surrogazione stabilito dall’art. 2856 a favore dei creditori che hanno un’iscrizione anteriore alla trascrizione del titolo del terzo acquirente (2644).

Articolo 2866 - Codice Civile

Il terzo che ha pagato i creditori iscritti (2858) ovvero ha rilasciato l’immobile (2861) o sofferto l’espropriazione (602 c.p.c.) ha ragione d’indennità verso il suo autore (1482, 1486), anche se si tratta di acquisto a titolo gratuito (1473 ss.).
Ha pure diritto di subingresso (1203, 2871) nelle ipoteche costituite a favore del creditore soddisfatto sugli altri beni del debitore; se questi sono stati acquistati da terzi, non ha azione che contro coloro i quali hanno trascritto il loro acquisto in data posteriore alla trascrizione del suo titolo. Per esercitare il subingresso deve fare eseguire la relativa annotazione in conformità dell’art. 2843.
Il subingresso non pregiudica l’esercizio del diritto di surrogazione stabilito dall’art. 2856 a favore dei creditori che hanno un’iscrizione anteriore alla trascrizione del titolo del terzo acquirente (2644).

Note

Massime

Il terzo acquirente di un immobile ipotecato a garanzia di mutuo fondiario non può vantare alcun diritto contrario né alla suddivisione del mutuo stesso, né al correlato frazionamento dell’ipoteca, stante la sua estraneità al contratto di finanziamento e, configurandosi, inoltre, ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. n. 7 del 1976, detto frazionamento come oggetto di una rinuncia del creditore ipotecario al diritto all’indivisibilità dell’ipoteca e perciò come riconducibile ad un atto unilaterale, che non cessa di essere tale anche se consacrato nel contesto degli accordi intercorsi col mutuatario al fine della suddivisione del mutuo. Pertanto, qualora detto terzo abbia dovuto soddisfare, nei limiti della quota gravante sull’immobile trasferitogli, le ragioni del creditore ipotecario, non può da questi pretendere alcun indennizzo, sotto il profilo dell’impedimento frapposto dall’intervenuto frazionamento al subingresso, ex art. 2866, secondo comma c.c., nelle ipoteche costituite sugli altri beni del debitore inadempiente – operando tale norma solo quando il terzo sia stato chiamato a rispondere dell’intero debito del suo dante causa e, comunque, esclusivamente nei rapporti fra questi due soggetti, sicché un eventuale profilo risarcitorio, connesso a comportamenti asseritamente idonei a compromettere la compiuta realizzazione del diritto di cui al primo comma della medesima norma, può utilmente affermarsi nei soli confronti di detto dante causa – o del venir meno delle garanzie, connesse all’originaria unità dell’ipoteca, che sarebbero state utilizzabili in sede di surrogazione ex art. 1203 c.c.  Cass. civ., , sez. I, , 14 dicembre 1990, n. 11916

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