Art. 2709 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Efficacia probatoria contro l'imprenditore

Articolo 2709 - Codice Civile

I libri e le altre scritture contabili (2214, 2421, 2490) delle imprese soggette a registrazione (2195) fanno prova contro l’imprenditore (2082; 634 c.p.c.). Tuttavia chi vuol trarne vantaggio non può scinderne il contenuto (2734; 775 c.n.).

Articolo 2709 - Codice Civile

I libri e le altre scritture contabili (2214, 2421, 2490) delle imprese soggette a registrazione (2195) fanno prova contro l’imprenditore (2082; 634 c.p.c.). Tuttavia chi vuol trarne vantaggio non può scinderne il contenuto (2734; 775 c.n.).

Note

Massime

Ai sensi dell’art. 2709 c.c., i libri e le scritture contabili delle imprese soggette a registrazione costituiscono prova contro l’imprenditore, ma la parte che intenda trarne vantaggio non può scinderne il contenuto, dovendo le scritture stesse, una volta indicate ed esibite, essere valutate nella loro interezza, quale che sia la parte a cui favore o a cui carico depongono.  Cass. civ., , sez. I, , 23 ottobre 2018, n. 26874

L’art. 2709 c.c., nello statuire che i libri e le altre scritture contabili delle imprese soggette a registrazione fanno prova contro l’imprenditore, pone in essere una presunzione (semplice), in sfavore di quest’ultimo, della veridicità di quanto ivi affermato. Tale presunzione ha una valenza processuale – alterando il principio generale sull’onere della prova stabilito dall’art. 2697 c.c. – e non sostanziale, con la conseguenza che il credito documentato dalle scritture contabili che sia opposto in compensazione non può essere ritenuto liquido ove si renda necessario accertare l’esistenza dello stesso per le contestazioni mosse dall’altra parte, a meno che queste non appaiano prima facie pretestuose.  Cass. civ., , sez. I, , 5 febbraio 1996, n. 936

Il documento contenente il «conto economico» di un’impresa commerciale rientra tra le scritture contabili disciplinate dagli artt. 2709 e segg. c.c. e fa prova contro l’imprenditore ancorché privo della sua sottoscrizione o di quella di un suo delegato.  Cass. civ., , sez. I, 2 novembre 1995, n. 11404

I libri e le scritture contabili delle imprese soggette a registrazione fanno prova contro l’imprenditore, ai sensi dell’art. 2709 c.c., e non invece a favore di esso (salvo che ai fini dell’emissione dell’ingiunzione di pagamento, nei limiti previsti dall’art. 634 c.p.c.).  Cass. civ., , sez. II, , 17 febbraio 1995, n. 1718

Le risultanze dei libri contabili obbligatori dell’azienda, in quanto atti precostituiti dall’imprenditore, costituiscono prova contro il datore di lavoro che li ha formati, solo in quanto siano prova di fatti (quali l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato) dai quali non discenda esclusione o limitazione dell’obbligazione che grava su di lui. Pertanto qualora da un libro aziendale risulti il regolare ed integrale svolgimento della prestazione, fatto che è, senza limitazioni di contenuto, a fondamento di obbligazioni a carico del datore, tale circostanza ben può essere assunta come elemento probatorio per escludere la fondatezza della domanda del lavoratore che si fondi invece su una pretesa sospensione del rapporto, contraddetta dalla risultanza dei suddetti libri contabili contraria al datore di lavoro.  Cass. civ., , sez. lav., , 1 ottobre 2003, n. 14658

I prospetti paga hanno piena efficacia di prova legale nei soli casi in cui, quale riconoscimento puro e semplice della verità di fatti sfavorevoli alla parte dichiarante, e cioè l’imprenditore, assumono carattere di univocità ed incontrovertibilità, vincolante per il giudice, dovendo quest’ultimo, invece, in mancanza di siffatte connotazioni, apprezzarli liberamente.  Cass. civ., , sez. lav., , 2 settembre 2003, n. 12769

Relativamente alla sussistenza di un rapporto di lavoro, quale presupposto degli obblighi contributivi, le risultanze dei libri paga e matricola hanno valore probatorio non solo ai sensi dell’art. 2709 c.c., ma anche ai sensi dell’art. 2735 c.c., come vere e proprie confessioni stragiudiziali, in quanto le relative dichiarazioni sono rese dall’imprenditore non soltanto in favore del lavoratore o eventualmente di altri imprenditori, per rapporti inerenti all’esercizio dell’impresa (art. 2710 c.c.), ma anche a favore dell’Inps, che, a norma dell’art. 3 del D.L. n. 463 del 1983 (convertito in legge n. 638 del 1983), ha il potere di accertare gli obblighi contributivi e, quindi, la sussistenza dei rapporti di lavoro, attraverso l’esame dei libri matricola e paga, dei documenti equipollenti e di ogni altra scrittura contabile.  Cass. civ., , sez. lav., , 12 gennaio 2001, n. 376

Le risultanze del libro paga e del libro matricola, che il datore di lavoro è obbligato a tenere in base all’art. 134 del R.D. n. 1422 del 1924 e all’art. 20 del D.P.R. n. 1124 del 1965, sono invocabili, a norma degli artt. 2709 e 2710 c.c., relativamente alle materie per cui la loro tenuta è prescritta e disciplinata, contro il datore di lavoro da cui provengono inquadrandosi le relative registrazioni nella categoria delle confessioni stragiudiziali, non retrattabili se non nel caso di comprovato errore o violenza, ma non hanno valore probatorio contro un istituto previdenziale, nei cui confronti non può trovare applicazione la norma dell’art. 2710 sulla possibile efficacia probatoria tra imprenditori dei libri contabili regolarmente tenuti. (Omissis).  Cass. civ., , sez. lav., , 29 maggio 1998, n. 5361

In tema di contratto di conto corrente bancario,gli estratti conto non possono essere inclusi tra le scritture contabili che hanno efficacia di piena prova, in quanto consistono in mere attestazioni delle operazioni annotate in conto e dei movimenti a credito ed a debito che ne derivano, essendo sottoposti ad autonoma disciplina dettata dall’art. 1832 c.c. e dall’art. 50 del d.lgs. n. 385 del 1993 che ne circoscrivono la valenza probatoria a determinate ipotesi subordinandola a specifici adempimenti.  Cass. civ., sez. , I, , 30 novembre 2017, n. 28819

Nel caso in cui il curatore fallimentare agisca quale avente causa dell’imprenditore fallito esercitando un diritto rinvenuto nel suo patrimonio, non vi è ostacolo all’applicazione dell’art. 2709 c.c., – secondo cui i libri e le scritture contabili delle imprese soggette a registrazione fanno prova contro l’imprenditore – essendo egli subentrato nella medesima posizione processuale e sostanziale di quest’ultimo. (Omissis).  Cass. civ., sez. , I, , 9 gennaio 2013, n. 321

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