Art. 2660 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato al D.Lgs. 26 ottobre 2020, n. 147)

Trascrizione degli acquisti a causa di morte

Articolo 2660 - codice civile

Chi domanda la trascrizione di un acquisto a causa di morte (456 ss.) deve presentare, oltre l’atto indicato dall’art. 2648, il certificato di morte dell’autore della successione e una copia o un estratto autentico (2661) del testamento, se l’acquisto segue in base a esso (2674; 254 c.n.).
Deve anche presentare una nota in doppio originale con le seguenti indicazioni (2665):
1) il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita dell’erede o legatario e del defunto;
2) la data di morte;
3) se la successione è devoluta per legge (565 ss.), il vincolo che univa all’autore il chiamato e la quota a questo spettante;
4) se la successione è devoluta per testamento (587 ss.), la forma e la data del medesimo, il nome del pubblico ufficiale che l’ha ricevuto o che l’ha in deposito;
5) la natura e la situazione dei beni con le indicazioni richieste dall’art. 2826;
6) la condizione o il termine, qualora siano apposti alla disposizione testamentaria, salvo il caso contemplato dal secondo comma del precedente articolo, nonché la sostituzione fidecommissaria, qualora sia stata disposta a norma dell’art. 692 (2662, 2665).

Articolo 2660 - Codice Civile

Chi domanda la trascrizione di un acquisto a causa di morte (456 ss.) deve presentare, oltre l’atto indicato dall’art. 2648, il certificato di morte dell’autore della successione e una copia o un estratto autentico (2661) del testamento, se l’acquisto segue in base a esso (2674; 254 c.n.).
Deve anche presentare una nota in doppio originale con le seguenti indicazioni (2665):
1) il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita dell’erede o legatario e del defunto;
2) la data di morte;
3) se la successione è devoluta per legge (565 ss.), il vincolo che univa all’autore il chiamato e la quota a questo spettante;
4) se la successione è devoluta per testamento (587 ss.), la forma e la data del medesimo, il nome del pubblico ufficiale che l’ha ricevuto o che l’ha in deposito;
5) la natura e la situazione dei beni con le indicazioni richieste dall’art. 2826;
6) la condizione o il termine, qualora siano apposti alla disposizione testamentaria, salvo il caso contemplato dal secondo comma del precedente articolo, nonché la sostituzione fidecommissaria, qualora sia stata disposta a norma dell’art. 692 (2662, 2665).

Massime

Il testamento – olografo o pubblico che sia – non deve necessariamente contenere, a pena di nullità, le indicazioni catastali e di configurazione degli immobili cui si riferisce, essendo invece sufficiente, per la validità dell’atto, che tali beni siano comunque identificabili senza possibilità di confusioni, salva la necessità – non attinente, peraltro, ad un requisito di regolarità e validità del testamento – che gli eredi, in sede di denuncia di successione e di trascrizione del testamento medesimo, indichino specificamente gli immobili predetti, menzionandone dati catastali, confinazioni ed altro.  Cass. civ., sez. , II, , 23 gennaio 2017, n. 1649

Il diritto reale d’uso o di usufrutto del legatario non è opponibile al terzo acquirente dell’immobile (nella specie, aggiudicatario in seguito ad espropriazione immobiliare nei confronti dell’erede) se non risulti dalla nota di trascrizione del testamento, atteso che nel vigente sistema pubblicitario, la trascrizione dell’atto si effettua mediante l’inserzione nel pubblico registro della relativa nota, costituita da un estratto dei titoli, da presentare al conservatore in duplice originale, e che per stabilire, quindi, se ed in quali limiti un determinato atto trascritto sia opponibile ai terzi, deve aversi riguardo esclusivamente al contenuto della nota di trascrizione, senza potersi attingere elementi dai titoli presentati e depositati con la nota stessa, né, tanto meno, da altri atti cui tali titoli si riferiscono o da notizie e dati estranei alla menzionata nota.  Cass. civ., , sez. III, , 28 gennaio 1995, n. 1048

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