(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Deliberazioni consortili

Articolo 2606 - Codice Civile

Se il contratto non dispone diversamente, le deliberazioni relative all’attuazione dell’oggetto del consorzio sono prese col voto favorevole della maggioranza dei consorziati.
Le deliberazioni che non sono prese in conformità alle disposizioni di questo articolo o a quelle del contratto possono essere impugnate (2377) davanti all’autorità giudiziaria entro trenta giorni (2964). Per i consorziati
assenti il termine decorre dalla comunicazione o, se si tratta di deliberazione soggetta ad iscrizione, dalla data di questa.

Articolo 2606 - Codice Civile

Se il contratto non dispone diversamente, le deliberazioni relative all’attuazione dell’oggetto del consorzio sono prese col voto favorevole della maggioranza dei consorziati.
Le deliberazioni che non sono prese in conformità alle disposizioni di questo articolo o a quelle del contratto possono essere impugnate (2377) davanti all’autorità giudiziaria entro trenta giorni (2964). Per i consorziati
assenti il termine decorre dalla comunicazione o, se si tratta di deliberazione soggetta ad iscrizione, dalla data di questa.

Note

Massime

La domanda diretta a far accertare la non conformità al vero del contenuto della delibera assembleare di un consorzio con attività esterna, quale riportato nel relativo verbale, integra gli estremi di un’azione di accertamento dell’inesistenza materiale di detta deliberazione e può pertanto essere proposta anche da un soggetto estraneo al novero dei consorziati, se a tale accertamento egli abbia un interesse concreto e attuale. Siffatto interesse è perda escludere nel caso in cui una successiva delibera della medesima assemblea consortile abbia confermato la precedente, non essendo il terzo legittimato a far valere, in base al disposto del secondo comma dell’art. 2606 c.c. l’eventuale contrarietà della delibera confermativa agli obblighi derivanti dal contratto consortile, ivi compreso l’obbligo di esecuzione secondo buona fede la cui violazione si sia tradotta in un eccesso di potere della maggioranza in danno della minoranza dei consorziati. Cass. civ. sez. I, 17 febbraio 2012, n. 2334

Nei consorzi per strade vicinali, non soggette ad uso pubblico, come in ogni aggregato sociale assunto ad entità propria, lo statuto rappresenta l’ordinamento interno e fine regola il modo d’agire. Pertanto, avverso le delibere adottate da detti consorzi, con le prescritte maggioranze, in ordine alle spese per servizi comuni ed ai relativi criteri di ripartizione, l’impugnativa del singolo partecipante dissenziente può essere solo diretta a far valere la violazione di norme dello statuto, ovvero, quando si tratti di servizi dallo statuto stesso non regolamentati, la lesione di propri diritti individuali, ma non anche questioni di opportunità delle decisioni medesime. Cass. civ. Sezioni Unite, 12 marzo 1980, n. 1642

Office Advice Logo

Office Advice © 2020 – Tutti i diritti riservati