(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Debiti relativi all'azienda ceduta

Articolo 2560 - Codice Civile

L’alienante non è liberato dai debiti, inerenti l’esercizio dell’azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi hanno consentito (1273).
Nel trasferimento di un’azienda commerciale (2556) risponde dei debiti suddetti anche l’acquirente dell’azienda (1546, 2112, 2160), se essi risultano dai libri contabili obbligatori (2114 ss.).

Articolo 2560 - Codice Civile

L’alienante non è liberato dai debiti, inerenti l’esercizio dell’azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi hanno consentito (1273).
Nel trasferimento di un’azienda commerciale (2556) risponde dei debiti suddetti anche l’acquirente dell’azienda (1546, 2112, 2160), se essi risultano dai libri contabili obbligatori (2114 ss.).

Note

Massime

Il conferimento di un’azienda individuale in società di persone o di capitali determina, ai sensi degli artt. 2558 e ss. c.c. un fenomeno traslativo in virtù del quale l’alienante acquista la posizione di socio della società, ma, salvo che non risulti il consenso dei creditori, egli non è liberato dai debiti inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta, anteriori al trasferimento, essendo, quindi, legittimato a contestarne l’esistenza; la corresponsabilità del cessionario nei confronti dei creditori aziendali, viceversa, postula l’annotazione dei debiti nei libri contabili obbligatori, ai sensi dell’art. 2560, comma 2, c.c. Cass. civ. sez. II, 26 settembre 2019, n. 24101

La società di capitali nella quale sia conferita l’azienda di una impresa individuale succede in tutti i rapporti attivi e passivi di quest’ultima. Da ciò consegue che la società nella quale sia confluita l’azienda di altra è soggetta all’esecuzione forzata fondata su un titolo giudiziale pronunciato nei confronti del conferente l’azienda, oltre ad essere legittimata a proporre opposizione all’esecuzione stessa. Cass. civ. sez. III, 24 aprile 2008, n. 10676

Il conferimento di una azienda individuale in una società di persone equivale ad una cessione della medesima in favore della società conferitaria e, pertanto, alla fattispecie è applicabile l’art. 2560, c.c. con la conseguenza che la società conferitaria risponde dei debiti, inerenti l’azienda risultanti dai libri contabili obbligatori, ed il conferente non è liberato dai debiti suddetti, se il creditore non vi abbia consentito, restando escluso che la mera conoscenza del conferimento da parte del creditore e l’assenso ad emettere le fatture a nome della società conferitaria equivalgano a consenso alla liberazione del conferente dalla responsabilità per i succitati debiti. Cass. civ. sez. II, 28 settembre 2004, n. 19454

In caso di trasferimento di azienda, i debiti contratti dall’alienante nei confronti degli istituti previdenziali per l’omesso versamento dei contributi obbligatori, esistenti al momento del trasferimento, costituiscono debiti inerenti all’esercizio dell’azienda e restano soggetti alla disciplina dettata dall’art. 2560 c.c. senza che possa operare l’automatica estensione di responsabilità all’acquirente ex art. 2112, secondo comma, c.c. sia perché la solidarietà è limitata ai soli crediti di lavoro del dipendente e non è estesa ai crediti di terzi, quali devono ritenersi gli enti previdenziali, sia perché il lavoratore non ha diritti di credito verso il datore di lavoro per l’omesso versamento dei contributi obbligatori (oltre il diritto al risarcimento dei danni nell’ipotesi prevista dall’art. 2116, secondo comma, c.c.), restando estraneo al rapporto contributivo, che intercorre fra l’ente previdenziale e il datore di lavoro. Cass. civ. sez. lav. 16 giugno 2001, n. 8179

Il fenomeno di una azienda individuale conferita in società di capitali, estraneo alle ipotesi previste dall’art. 2498 c.c. configura un conferimento in natura con l’acquisto della posizione di socio da parte del titolare dell’azienda. Indefettibile presupposto per l’operatività di detta norma è infatti l’esistenza di una società sia pure irregolare, da trasformare in altra di tipo legale, mentre il conferimento in società di una azienda equivale ad una cessione di azienda in favore della società conferitaria con la conseguenza che quanto ai debiti dell’azienda medesima anteriori al trasferimento, trova applicazione l’art. 2560 c.c. secondo cui il cedente non è liberato se non risulta che i creditori vi abbiano consentito, onde cedente e cessionario sono responsabili in via solidale verso i terzi creditori. Cass. civ. sez. I, 21 dicembre 1998, n. 12739

L’acquirente di azienda non subentra automaticamente, ex art. 2558 c.c. anche nelle obbligazioni risarcitorie per danni cagionati a terzi dall’appaltatore alienante durante l’esecuzione di lavori in appalto; ma di tali obbligazioni può rispondere, ai sensi del successivo art. 2560, solo in via cumulativa e sempre che risultino dai libri contabili obbligatori dell’azienda ceduta. Cass. civ. sez. I, 29 aprile 1998, n. 4367

Quando è conferita in società un’azienda, il conferimento equivale – con riferimento ai debiti dell’azienda conferita risultanti dai libri contabili – ad una cessione d’azienda in favore della società conferitaria, e pertanto, ai sensi dell’art. 2560 c.c. il cessionario è responsabile al pari del cedente di detti debiti verso i terzi creditori che, a prescindere dalla regolamentazione dei rapporti interni tra le parti, possono pretendere l’adempimento anche immediatamente dal cessionario. Fine consegue che, ai fini della valutazione della esposizione patrimoniale della società conferitaria, va tenuto conto anche delle responsabilità per i debiti delle aziende conferite, onde, nel caso in cui, fallita la società conferitaria, il curatore agisca per la revoca dei pagamenti ex art. 67 l. fall. la prova della scientia decotionis da parte dell’accipiens può essere tratta, per via presuntiva, anche dalla conoscenza dell’esposizione patrimoniale delle aziende conferite. Cass. civ. sez. I, 16 maggio 1997, n. 4351

L’iscrizione nei libri contabili obbligatori dell’azienda è un elemento costitutivo essenziale della responsabilità dell’acquirente dell’azienda per i debiti ad essa inerenti. Pertanto, chi voglia far valere i corrispondenti crediti contro l’acquirente dell’azienda ha l’onere di provare, fra gli elementi costitutivi del proprio diritto, anche detta iscrizione, e il giudice, se non può effettuare d’ufficio l’indagine sull’esistenza o meno dell’iscrizione medesima, ben può d’ufficio rilevare il fatto che quest’ultima, quale elemento essenziale della responsabilità del convenuto,non sia stata provata. Cass. civ. sez. VI, 26 settembre 2017, n. 22418

In caso di cessione di ramo d’azienda, l’acquirente, pur in presenza di una contabilità unitaria, risponde, a norma dell’art. 2560 cod. civ. dei debiti pregressi risultanti dai libri contabili obbligatori, a condizione, per che siano inerenti alla gestione del ramo d’azienda ceduto. Cass. civ. sez. III, 30 giugno 2015, n. 13319

In tema di cessione di azienda, alla stregua del regime fissato dall’art. 2560, secondo comma, c.c. con riferimento ai debiti inerenti l’esercizio dell’azienda ceduta anteriori al trasferimento, allorché la cessione sia avvenuta nel corso di un processo al cui esito sia stata pronunciata una sentenza poi azionata in via esecutiva, è opponibile al cessionario il titolo conseguito dal ceduto nei confronti del cedente, relativo ad un rapporto contrattuale d’impresa non del tutto esaurito. Cass. civ. sez. III, 12 marzo 2013, n. 6107

In tema di cessione d’azienda, la disposizione di cui all’art. 2560, secondo comma, c.c. secondo cui l’acquirente risponde dei debiti inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta soltanto se essi risultino dai libri contabili, è dettata non solo dall’esigenza di tutelare í terzi creditori, già contraenti con l’impresa e peraltro sufficientemente garantiti pure dalla norma di cui al primo comma del medesimo art. 2560 c.c. ma anche da quella di consentire al cessionario di acquisire adeguata e specifica cognizione dei debiti assunti, specificità che va esclusa nell’ipotesi in cui i dati riportati nelle scritture contabili siano parziali e carenti nell’indicazione del soggetto titolare del credito, non potendosi in alcun modo integrare un’annotazione generica delle operazioni mediante ricorso ad elementi esterni di riscontro. Cass. civ. sez. II, 21 dicembre 2012, n. 23828

In tema di cessione d’azienda, la previsione, di cui al secondo comma dell’art. 2560 c.c. della solidarietà dell’acquirente dell’azienda nella obbligazione relativa al pagamento dei debiti dell’azienda ceduta è posta a tutela dei creditori di questa, e non dell’alienante, sicché, essa non determina alcun trasferimento della posizione debitoria sostanziale, nel senso che il debitore effettivo rimane pur sempre colui cui è imputabile il fatto costitutivo del debito, e cioè il cedente, nei cui confronti può rivalersi in via di regresso l’acquirente che abbia pagato, quale coobbligato in solido, un debito pregresso dell’azienda, mentre il cedente che abbia pagato il debito non può rivalersi nei confronti dell’eventuale coobbligato in solido. Ciò comporta, sul piano processuale, la conservazione da parte del cedente della legittimazione ad agire, relativamente al contratto che si riferisce all’attività confessa all’acquisto dell’azienda, con la conseguenza che l’inutile decorso del termine per l’impugnazione per effetto dell’inerzia del cedente l’azienda comporta l’inammissibilità dell’impugnazione da parte del cessionario e l’impossibilità della integrazione del contraddittorio nei confronti del cedente quale unico soggetto legittimato all’impugnazione. Cass. civ. sez. I, 3 ottobre 2011, n. 20153

In tema di cessione di azienda, il regime fissato dall’art. 2560, secondo comma, c.c. con riferimento ai debiti relativi all’azienda ceduta, secondo cui dei debiti suddetti risponde anche l’acquirente dell’azienda allorchè essi risultino dai libri contabili obbligatori, è destinato a trovare applicazione quando si tratti di debiti in sè soli considerati, e non anche quando, viceversa, essi si ricolleghino a posizioni contrattuali non ancora definito, in cui il cessionario sia subentrato a norma del precedente art. 2558 c.c. Ed infatti, in tal caso, la responsabilità si inserirà nell’ambito della più generale sorte del contratto (purché, beninteso, non già del tutto esaurito), anche se in fase contenziosa al tempo della cessione dell’azienda. Cass. civ. sez. I, 16 giugno 2004, n. 11318

In tema di cessione d’azienda, a norma dell’art. 2560 c.c. l’acquirente risponde solo dei debiti inerenti all’azienda che risultino dai libri contabili; l’iscrizione nei libri contabili si configura, pertanto, come elemento costitutivo della responsabilità dell’acquirente in relazione ai suddetti debiti, senza che essa possa essere surrogata da altre forme di conoscenza della situazione debitoria dell’azienda eventualmente a disposizione dell’acquirente, atteso che il citato art. 2560 è norma a carattere eccezionale e perciò insuscettibile di interpretazione analogica. Cass. civ. sez. I, 20 giugno 2000, n. 8363

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