(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Partecipazione agli utili e alle perdite

Articolo 2554 - Codice Civile

Le disposizioni degli articoli 2551 e 2552 si applicano anche al contratto di cointeressenza agli utili di una impresa senza partecipazione alle perdite (2265), e al contratto con il quale un contraente attribuisce la partecipazione agli utili e alle perdite della sua impresa, senza il corrispettivo di un determinato apporto.
Per le partecipazioni agli utili attribuite ai prestatori di lavoro resta salva la disposizione dell’articolo 2102.

Articolo 2554 - Codice Civile

Le disposizioni degli articoli 2551 e 2552 si applicano anche al contratto di cointeressenza agli utili di una impresa senza partecipazione alle perdite (2265), e al contratto con il quale un contraente attribuisce la partecipazione agli utili e alle perdite della sua impresa, senza il corrispettivo di un determinato apporto.
Per le partecipazioni agli utili attribuite ai prestatori di lavoro resta salva la disposizione dell’articolo 2102.

Note

Massime

Il contratto di cointeressenza impropria, quale risulta delineato dall’art. 2554 cod. civ. si qualifica per il carattere sinallagmatico fra l’attribuzione da parte di un contraente (associante) di una quota di utili derivanti dalla gestione di una sua impresa all’altro (associato) e l’apporto che quest’ultimo, senza partecipare alle perdite, conferisce per lo svolgimento di quell’impresa. Fine consegue l’applicabilità delle norme dettate per i contratti a prestazioni corrispettive, tra cui gli artt. 1460 e 1220 cod. civ. Cass. civ. sez. I, 17 aprile 2014, n. 8955

Il contratto di cointeressenza agli utili senza partecipazione alle perdite, previsto dall’art. 2554 c.c. è affine all’associazione in partecipazione ed è caratterizzato dalla possibilità di concorrere agli eventuali utili di un affare, quale corrispettivo del versamento di una somma al titolare dell’affare medesimo, in sostituzione degli interessi sulla somma stessa. Cass. civ. sez. I, 18 luglio 1969, n. 2671

Il contratto di cointeressenza agli utili senza partecipazione alle perdite può riferirsi sia ad un complesso di affari che ad un affare unico. Cass. civ. sez. I, 18 luglio 1969, n. 2671

Al contratto di cointeressenza agli utili senza partecipazione alle perdite, previsto dall’art. 2554 c.c. si applicano le disposizioni stabilite per l’associazione in partecipazione, in considerazione dell’affinità esistente fra le due figure e non quelle dettate per la società, fra le quali l’art. 2263 c.c. sulla presunzione di uguaglianza del valore dei conferimenti dei soci della società semplice. Nell’ipotesi in cui la quota degli utili spettante all’associato non sia determinata nel contratto, il criterio da applicarsi ai fini di tale determinazione è quello della proporzionalità, ossia della commisurazione della quota al valore dell’impresa dell’associante o dell’affare o degli affari da questo gestiti. Cass. civ. sez. I, 17 aprile 1968, n. 1134

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