Art. 252 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Affidamento del figlio nato fuori del matrimonio e suo inserimento nella famiglia del genitore

Articolo 252 - Codice Civile

(1) Qualora il figlio nato fuori del matrimonio (2) di uno dei coniugi sia riconosciuto durante il matrimonio il giudice, valutate le circostanze, decide in ordine all’affidamento del minore e adotta ogni altro provvedimento a tutela del suo interesse morale e materiale.
L’eventuale inserimento del figlio nato fuori del matrimonio (3) nella famiglia legittima di uno dei genitori può essere autorizzato dal giudice (38 att.) qualora ciò non sia contrario all’interesse del minore e sia accertato il consenso dell’altro coniuge convivente e degli altri figli (4) che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età e siano conviventi, nonché dell’altro genitore (5) che abbia effettuato il riconoscimento (250, 317 bis). In questo caso il giudice (38 att.) stabilisce le condizioni cui ciascun genitore deve attenersi (6).
Qualora il figlio [naturale] (7) sia riconosciuto anteriormente al matrimonio, il suo inserimento nella famiglia [legittima] (7) è subordinato al consenso dell’altro coniuge, a meno che il figlio fosse già convivente con il genitore all’atto del matrimonio o l’altro coniuge conoscesse l’esistenza del figlio [naturale] (7).
È altresì richiesto il consenso dell’altro genitore [naturale] (8) che abbia effettuato il riconoscimento.
In caso di disaccordo tra i genitori, ovvero di mancato consenso degli altri figli conviventi, la decisione è rimessa al giudice tenendo conto dell’interesse dei minori. Prima dell’adozione del provvedimento, il giudice dispone l’ascolto dei figli minori che abbiano compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capaci di discernimento (9).

Articolo 252 - Codice Civile

(1) Qualora il figlio nato fuori del matrimonio (2) di uno dei coniugi sia riconosciuto durante il matrimonio il giudice, valutate le circostanze, decide in ordine all’affidamento del minore e adotta ogni altro provvedimento a tutela del suo interesse morale e materiale.
L’eventuale inserimento del figlio nato fuori del matrimonio (3) nella famiglia legittima di uno dei genitori può essere autorizzato dal giudice (38 att.) qualora ciò non sia contrario all’interesse del minore e sia accertato il consenso dell’altro coniuge convivente e degli altri figli (4) che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età e siano conviventi, nonché dell’altro genitore (5) che abbia effettuato il riconoscimento (250, 317 bis). In questo caso il giudice (38 att.) stabilisce le condizioni cui ciascun genitore deve attenersi (6).
Qualora il figlio [naturale] (7) sia riconosciuto anteriormente al matrimonio, il suo inserimento nella famiglia [legittima] (7) è subordinato al consenso dell’altro coniuge, a meno che il figlio fosse già convivente con il genitore all’atto del matrimonio o l’altro coniuge conoscesse l’esistenza del figlio [naturale] (7).
È altresì richiesto il consenso dell’altro genitore [naturale] (8) che abbia effettuato il riconoscimento.
In caso di disaccordo tra i genitori, ovvero di mancato consenso degli altri figli conviventi, la decisione è rimessa al giudice tenendo conto dell’interesse dei minori. Prima dell’adozione del provvedimento, il giudice dispone l’ascolto dei figli minori che abbiano compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capaci di discernimento (9).

Note

(1) La precedente rubrica: «Affidamento del figlio naturale e suo inserimento nella famiglia legittima» è stata sostituita dall’attuale dall’art. 23, comma 1, lett. a), del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).
(2) La parola: «naturale» è stata sostituita dalle attuali: «nato fuori del matrimonio» dall’art. 23, comma 1, lett. b), del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).
(3) La parola: «naturale» è stata sostituita dalle attuali: «nato fuori del matrimonio» dall’art. 23, comma 1, lett. c), del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).
(4) Le parole: «e dei figli legittimi» sono state sostituite dalle attuali: «convivente e degli altri figli» dall’art. 23, comma 1, lett. c), del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).
(5) Le parole: «genitore naturale» sono state sostituite dall’attuale: «genitore» dall’art. 23, comma 1, lett. c), del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).
(6) Questo periodo è stato sostituito dall’art. 23, comma 1, lett. c), del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).
(7) parole fra parentesi quadrate soppresse dall’art. 23, comma 1, lett. d), del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).
(8) parola fra parentesi quadrata soppressa dall’art. 23, comma 1, lett. e), del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).
(9) comma inserito dall’art. 23, comma 1, lett. f), del D.L.vo 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 5 dell’8 gennaio 2014).

Massime

I provvedimenti del giudice minorile in tema di autorizzazione all’inserimento del figlio naturale nella famiglia legittima di uno dei genitori, secondo la previsione dell’art. 252 c.c. al pari di quelli contemplati dall’art. 317 bis c.c. con riguardo, in genere, all’esercizio della potestà da parte del genitore naturale, sono modificabili e revocabili, non hanno attitudine a incidere in via definitiva sulle posizioni soggettive degli interessati e, pertanto, non sono impugnabili con ricorso per cassazione a norma dell’art. 111 Cost. Cass. civ. sez. I, 30 gennaio 1989, n. 548

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