(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Decisione in ordine alla fusione

Articolo 2502 - Codice Civile

La fusione è decisa da ciascuna delle società che vi partecipano mediante approvazione del relativo progetto. Se l’atto costitutivo o lo statuto non dispongono diversamente, tale approvazione avviene, nelle società di persone, con il consenso della maggioranza dei soci determinata secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili, salva la facoltà di recesso per il socio che non abbia consentito alla fusione e, nelle società di capitali, secondo le norme previste per la modificazione dell’atto costitutivo o statuto.
La decisione di fusione può apportare al progetto di cui all’articolo 2501 ter solo le modifiche che non incidono sui diritti dei soci o dei terzi.

Articolo 2502 - Codice Civile

La fusione è decisa da ciascuna delle società che vi partecipano mediante approvazione del relativo progetto. Se l’atto costitutivo o lo statuto non dispongono diversamente, tale approvazione avviene, nelle società di persone, con il consenso della maggioranza dei soci determinata secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili, salva la facoltà di recesso per il socio che non abbia consentito alla fusione e, nelle società di capitali, secondo le norme previste per la modificazione dell’atto costitutivo o statuto.
La decisione di fusione può apportare al progetto di cui all’articolo 2501 ter solo le modifiche che non incidono sui diritti dei soci o dei terzi.

Note

Massime

La fusione per incorporazione tra società di capitali, pur comportando effetti più pregnanti di una semplice modifica dell’atto costitutivo, deve essere deliberata dall’assemblea straordinaria delle società che vi partecipano, con le maggioranze all’uopo previste, e non all’unaminità, a nulla rilevando che (come nella specie) lo statuto della società incorporante preveda una clausola di destinazione di una parte degli utili in beneficienza, giacché tale clausola non incide sulla comunione di interessi creata col contratto sociale e non è idonea, in linea di principio, ad eludere lo scopo lucrativo perseguito dalla società. Cass. civ. sez. I, 11 dicembre 2000, n. 15599

Gli atti di fusione di società sono sottoposti alla pubblicità costitutiva dell’iscrizione sul registro delle imprese e non alla omologazione del tribunale, che, ai sensi del combinato disposto degli artt. 2502 e 2411 c.c. è invece, prescritta per le deliberazioni di fusione. Cass. civ. sez. II, 23 marzo 1995, n. 3380

In forza dell’art. 2502 c.c. – nel testo vigente prima dell’entrata in vigore del D.L.vo n. 22 del 1991 (attuazione delle direttive CEE nn. 855/78 e 897/82) – e del richiamo in esso operato all’art. 2411, primo, secondo e terzo comma, c.c. la deliberazione di fusione deve essere iscritta nel registro delle imprese (da individuarsi in base alla sede della società che la ha adottata) previo giudizio di omologazione, indipendentemente dalla circostanza che dalla fusione risulti una società di capitali ovvero una società di persone, non essendo rilevante, rispetto al descritto contesto normativo, la diversa disciplina della pubblicità degli atti costitutivi dei due tipi di società. Cass. civ. sez. I, 16 marzo 1993, n. 3121

 

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