Art. 2498 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato al D.Lgs. 26 ottobre 2020, n. 147)

Continuità dei rapporti giuridici

Articolo 2498 - Codice Civile

Con la trasformazione l’ente trasformato conserva i diritti e gli obblighi e prosegue in tutti i rapporti anche processuali dell’ente che ha effettuato la trasformazione.

Articolo 2498 - Codice Civile

Con la trasformazione l’ente trasformato conserva i diritti e gli obblighi e prosegue in tutti i rapporti anche processuali dell’ente che ha effettuato la trasformazione.

Note

Massime

In caso di conferimento di un’azienda individuale ad una società, si verifica un fenomeno traslativo non soggetto alla disciplina dell’art. 2498 c.c. – nella formulazione antecedente le modiche introdotte con d.l. n. 6 del 2003, concernente esclusivamente il caso di trasformazione di società da un tipo in un altro, con passaggio “ipso iure” dalla prima alla seconda di diritti ed obblighi – in conseguenza del quale l’alienante non è liberato dai debiti inerenti l’esercizio dell’azienda ceduta, anteriori al trasferimento, salvo che non risulti il consenso dei creditori, e permane la sua legittimazione a contestarne l’esistenza, con la quale concorre quella dell’acquirente solo ove si tratti di debiti aziendali che risultino dal libri contabili obbligatori. Cass. civ. sez. III, 28 giugno 2019, n. 17425

Nell’ipotesi di conferimento di un’azienda individuale ad una società si verifica un fenomeno traslativo non soggetto alla disciplina dell’art. 2498 c.c. (concernente esclusivamente il caso di trasformazione di società da un tipo in un altro, con conseguente passaggio “ipso iure”, dalla prima alla seconda, di diritti ed obblighi), bensì, ove il trasferimento investa l’intera struttura aziendale o parti di essa idonee a costituire autonome unità organizzative e produttive, alle disposizioni dettate, per gli aspetti generali del fenomeno stesso, dagli artt. 2558 e segg. c.c. e, per quelli particolari attinenti ai rapporti di lavoro, dall’art. 2112 c.c. in applicazione del quale sussiste la solidale responsabilità – per i debiti contratti verso i lavoratori anteriormente al trasferimento (anche se al momento di questo i relativi rapporti di lavoro non siano più in atto e benchè detti debiti conseguano alla disposta integrazione giudiziale della retribuzione ex artt. 36 Cost. e 2099 c.c.) – del socio conferente e della società, nonché, eventualmente, in relazione al tipo di questa, dei soci illimitatamente responsabili. Cass. civ. sez. I, 23 dicembre 2016, n. 26953

La trasformazione di una società da un tipo ad un altro previsto dalla legge, ancorché connotato di personalità giuridica, non si traduce nell’estinzione di un soggetto e nella correlativa creazione di uno nuovo in luogo di quello precedente, ma configura una vicenda meramente evolutiva e modificativa del medesimo soggetto, la quale comporta soltanto una variazione di assetto e di struttura organizzativa senza incidere sui rapporti processuali e sostanziali facenti capo all’originaria organizzazione societaria. Pertanto, la circostanza che nell’atto introduttivo del giudizio sia stata indicata come parte istante la società anteriore alla trasformazione è ininfluente, purché non induca incertezza sull’identificazione della parte impugnante e l’impugnazione sia stata proposta da procuratore munito di “jus postulandi” per averne avuto il relativo potere dal legale rappresentante all’epoca abilitato a rilasciare la procura in nome e per conto della società. Cass. civ. sez. III, 20 giugno 2011, n. 13467

In caso di trasformazione di una società di fatto (nella specie, uno studio associato tra professionisti ) in società in accomandita semplice, si è in presenza di un medesimo soggetto giuridico, sia pure dotato di una nuova veste societaria ; fine consegue che il rapporto di lavoro dipendente iniziato con il primo soggetto prosegue con il secondo, e comporta la responsabilità della società di persone per tutti gli obblighi derivanti da tale rapporto di lavoro. Cass. civ. sez. lav. 21 agosto 2004, n. 16500

In tema di società, ogni specie di trasformazione comporta soltanto il mutamento formale di un’organizzazione societaria già esistente, non la creazione di un nuovo ente che si distingua dal vecchio; sicché, l’ente trasformato, quand’anche consegua la personalità giuridica della quale era sprovvisto, non si estingue per rinascere sotto altra forma, né dà luogo ad un nuovo centro di imputazione di rapporti giuridici, ma sopravvive alla vicenda modificativa senza soluzione di continuità e senza perdere la sua identità soggettiva, con la conseguenza che tutto il patrimonio (mobile ed immobile) della società trasformata deve essere considerato, automaticamente e senza possibilità d’eccezione alcuna, di proprietà della medesima società, pur nella nuova veste e denominazione. (Omissis). Cass. civ. sez. I, 4 agosto 2000, n. 10254

Nel caso di trasformazione di una società di persone in una società di capitali, la relazione di stima del patrimonio della società trasformanda da parte dell’esperto nominato dal presidente del tribunale è imposta dagli artt. 2498 e 2343 c.c. nell’interesse dei creditori sociali e dei soci futuri, i quali sono legittimati ad agire per il risarcimento dei danni da essi subiti per effetto della condotta di detto esperto. Cass. civ. sez. III, 4 febbraio 2000, n. 1240

Il principio in forza del quale la trasformazione di una società non dà luogo ad un nuovo ente, ma integra mera mutazione formale di un’organizzazione che sopravvive alla vicenda senza soluzione di continuità, trova applicazione non solo nell’ipotesi contemplata dall’art. 2498 c.c. (trasformazione di società di persone in società di capitali), ma anche nel caso di trasformazione di società in accomandita semplice in società irregolare così dovendosi qualificare una società semplice di tipo commerciale ferma restando l’identità e l’integrità dell’impresa commerciale da essa gestita. Cass. civ. sez. I, 8 gennaio 1999, n. 89

 

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